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Oncologia

Donne dopo il cancro: l'importanza di tutelare il posto di lavoro

Le storie, i numeri, le normative. Si parla di cancro e lavoro nel secondo approfondimento del ciclo: «Donne e tumore: com'è cambiata la tua vita?»

Può sembrare un falso problema. Ma in realtà è una priorità. Tutelare il posto di lavoro, per molte donne che s'ammalano di cancro, è una necessità: economica e psicologica. La legge - nello specifico la circolare 40 emessa dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2005 - tutela i pazienti oncologici: sebbene sussistano delle differenze tra lavoratori dipendenti (e ancora: tra dipendenti pubblici e privati) e autonomi. Ma lo scenario, purtroppo, non è sempre così rassicurante. Nei primi dieci anni del nuovo millennio, secondo un'indagine della Federazione italiana associazioni volontariato in oncologia (Favo) e del Censis, più di 240mila persone con una diagnosi di tumore hanno perso il lavoro.

 

PIU' DI 6 DONNE SU 10 SOPRAVVIVONO ALLA MALATTIA

La seconda puntata di «Donne e tumore: com'è cambiata la tua vita?», il contenitore dedicato alle donne ammalatesi di tumore al seno, all'utero o alle ovaie, è riservata al rapporto tra la malattia oncologica e il lavoro. Diversi i risvolti emersi, tutti di primo piano: dall'importanza per le donne di assentarsi il meno possibile dall'ufficio all'emergere di situazioni ai limiti della legge, quasi sempre penalizzanti per il «paziente-dipendente».

Anche in questo caso, così come emerso nella scorsa puntata dedicata alla preservazione della fertilità, si è di fronte a un'esigenza piuttosto recente, frutto dei progressi compiuti nella cura del cancro. Oggi il 63 per cento delle donne sconfigge il cancro e, dal momento che una diagnosi su tre viene registrata in una paziente giovane, dunque in piena attività lavorativa, la possibilità di conservare il proprio impiego risulta un bisogno sempre più sentito. «Perché pensare all'occupazione aiuta a guardare oltre la malattia - afferma Eleonora Capovilla, responsabile dell'unità operativa di psiconcologia dell'istituto Oncologico Veneto di Padova -. Ma la reazione non è sempre la medesima. C'è chi, dopo aver scoperto il cancro, ridefinisce le priorità e limita le attenzioni rivolte al lavoro, per concentrarsi più su se stesso e sui rapporti sociali». 

TUMORE AL SENO E PREVENZIONE:
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