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Oncologia

Tumori della pelle e radiazioni solari: i lavoratori all'aperto rischiano di più

pubblicato il 07-06-2018

Chi lavora all'aperto è più esposto alle radiazioni solari e ha un maggior numero di tumori della pelle. In Italia almeno 700.000 lavoratori devono imparare a proteggersi

Tumori della pelle e radiazioni solari: i lavoratori all'aperto rischiano di più

L’esposizione alle radiazioni solari è uno dei fattori di rischio importanti per l’insorgenza dei tumori della pelle. Non è certo l’unico e molte altre variabili influiscono sulle possibilità di prevenire la malattia, ma la comunità scientifica internazionale considera “gruppi ad alto rischio” le persone che lavorano all’aria aperta e i tumori della pelle sono considerati in molti paesi, Italia compresa, malattie professionali a tuttti gli effetti per alcune categorie di lavoratori.

LAVORATORI ESPOSTI ALLE RADIAZIONI SOLARI

Ma quali sono i lavori che richiedono più cautele? A cercare una risposta ci ha pensato un team di ricercatori, tedeschi che ha coinvolto 778 donne e uomini, dei quali 563 lavoratori outdoor (agricoltori, giardinieri e guide apine) e gli altri impegnati invece in lavori al coperto. Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology. Casi di tumori della pelle non melanoma sono stati riscontrati in un terzo delle guide alpine, nel 27 per cento degli agricoltori, nel 19,5 per cento dei giardinieri e appena nel 5,6 per cento di coloro che lavorano fra quattro mura. A fare la differenza, hanno spiegato gli autori «l’altitudine e il numero di ore trascorse fuori». E la raccomandazione non che essere: «Modulate la vostra protezione solare di conseguenza!» I più propensi a proteggere la pelle sono apparsi i lavoratori al chiuso e, in seconda posizione, le guide alpine, che utilizzano quasi tutte creme con filtri solari. Una minoranza di chi lavora al sole bada a coprirsi durante il lavoro, mentre la gran parte usa cappelli.  La maggioranza dei tumori della pelle diagnosticati nel corso dello studio si trovava in aree esposte al sole e oltre l’80 per cento sul viso e sulla fronte; curiosamente nessuno sulla parte posteriore del collo.

Leggi lo speciale Salute della pelle

I TUMORI DELLA PELLE E IL SOLE

Fra i tumori della pelle non melanoma figurano i carcinomi a cellule squamose o carcinomi squamocellulari, i carcinomi basocellulari, la cheratosi attinica Le radiazioni ultraviolette (UV) sono state incluse dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro fra i cancerogeni certi. Sono stati dimostrati nessi causali con i principali tipi di tumori cutanei, carcinomi squamocellulari o spinocellulari, i carcinomi basocellulari, il melanoma, e la cheratosi attinica, una lesione che può evolvere in carcinoma spinocellulare.

LE RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE E IL LAVORO

La quasi totalità delle radiazioni UV a cui siamo esposti arrivano dal sole, ma sono agenti cancerogeni anche le radiazioni UV dei dispositivi per abbronzatura artificiale, come lettini e docce solari, connessi a un rischio aumentato di melanoma della pelle e dell’occhio. In Italia, stando ai dati del database Carex, almeno 700.000 lavoratori sono esposti al rischio cancerogeno da radiazioni solari, soprattutto in agricoltura, edilizia, pesca, atività estrattiva. Solo un altro agente cancerogeno risulta mettere a rischio la salute di più lavoratori: il fumo di sigaretta. 

COME PROTEGGERSI: LE RACCOMANDAZIONI DELL'INAIL

In un opuscolo dedicato, l'Inail spiega ai lavoratori all'aperto come difendersi dalle radiazioni solari. Suggerisce, fra l'altro, di organizzare per quanto è possibile il lavoro in modo da evitare di stare al sole nelle ore in cui i raggi sono più dannosi (11-15), di stare il più possibile all'ombra, specie quando si mangia; usare cappelli abbastanza ampi da proteggere il viso, le orecchie e il collo; usare abiti che coprano braccia e gambe anche quando fa caldo, scegliendo tessuti fresci, ampi e chiari; usare occhiali da sole; usare creme con filtri solari, anche d'inverno e anche quando il cielo è nuvoloso.

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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