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Pediatria

Ancora uno stop alle cliniche del sale: i macchinari vanno certificati

pubblicato il 30-07-2012
aggiornato il 18-01-2017

Sono dispositivi medicali privi dei necessari controlli. Il ministero della Salute ne impone il ritiro e dispone analisi sul sale nebulizzato. Alt anche agli studi in corso

Ancora uno stop alle cliniche del sale: i macchinari vanno certificati

La promessa è delle più allettanti: godere dei benefici del mare anche quando non ci si può andare. Ma il ministero della Salute mostra la paletta e frena la corsa dell’haloterapia, le camere (o grotte) del sale ultimamente in gran voga come rimedi naturali per disturbi respiratori e dermatologici. Molte le perplessità fra gli esperti e ora gli organi di controllo del ministero impongono il ritiro dei macchinari utilizzati per la nebulizzazione del sale e danno l’alt alle sperimentazioni avviate al Policlinico di Bari e al San Raffaele di Milano.

CONTROLLI SUI MACCHINARI E ANALISI SUL SALE - A puntare i riflettori sulle camere del sale, ambienti nei quali si respirano microparticelle di cloruro di sodio definito «medicale», è una nota della Direzione Generale dei dispositivi medici, del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure. Entro il 15 giugno andranno ritirate, pena il sequestro immediato, le apparecchiature per l’haloterapia diffuse su tutto il territorio nazionale e prodotte da un’azienda del bresciano, fino a pochi anni fa specializzata in dispositivi abbronzanti. Il provvedimento è esteso anche a «analoghe apparecchiature basate sulla medesima tecnologia di funzionamento, presentazione e destinazione d’uso che risultano, di fatto, essere utilizzate a scopo medico». Il motivo è che, come rilevato dai carabinieri del Nas, si tratta di dispositivi ad uso medicale (stando ai manuali d’uso e alle brochure pubblicitarie servono a curare bronchiti croniche, bronchiectasie, eczemi, allergie, tonsilliti, faringiti, psoriasi) e come tali dovrebbero essere sottoposti a severi controlli, avere la certificazione CE ed essere registrati nell’apposito database ministeriale. Inoltre, sottolinea la nota, dei macchinari non si conoscono eventuali controindicazioni, né si conoscono provenienza e composizione del sale nebulizzato, che andrà ora campionato e inviato all’Istituto Superiore di Sanità per le doverose analisi.

STOP TEMPORANEO AGLI STUDI CLINICI – Le autorità sanitarie infine mettono il freno agli studi in corso al Policlinico di Bari e al San Raffaele di Milano che utilizzano le apparecchiature Aerosal, «in attesa della regolare notifica al ministero della Salute». Le due sperimentazioni erano partite nei primi mesi del 2012 proprio per iniziare a raccogliere dati sull’uso terapeutico delle microparticelle di sale (in ambito pediatrico e respiratorio a Bari, dermatologico a Milano).

 

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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