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Pediatria

In moto e (quasi) senza schermo: il «menù» che protegge i bambini

pubblicato il 30-04-2019

Meno tempo davanti a uno schermo, più attenzione al sonno e all'attività fisica. La ricetta dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per tutelare i più piccoli

In moto e (quasi) senza schermo: il «menù» che protegge i bambini

Meno tempo da trascorrere davanti agli schermi di smartphone, tablet e pc. Più attenzione alla qualità e alla quantità del sonno e al tempo da trascorrere in maniera «attiva»: rinunciando alla carrozzina (prima) e al divano (poi) per riportare lo sport al centro di ogni giornata dei bambini. Le nuove linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità rivolte ai piccoli con meno di cinque anni rappresentano un compendio di quanto la comunità scientifica ha fatto presente a più riprese, negli ultimi anni. «Per fare in modo che un adulto conduca una vita in salute, occorre occuparsene fin dalla sua infanzia - afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'agenzia delle Nazioni Unite -. Nei primi anni di vita occorre dare il buon esempio. È già da questa età che un bambino può adottare dei comportamenti tesi a migliorare la propria condizione, fisica e mentale».

INFANZIA IN MOVIMENTO

Alla base delle singole indicazioni, vi è una necessità: quella di rimettere in «moto» i bambini, sempre meno abituati a trascorrere i pomeriggi al parco o in spiaggia, in cambio di innumerevoli merende consumate sul divano. Questo modo di vivere, considerando anche gli adulti, è responsabile di oltre cinque milioni di decessi ogni anno nel mondo. Numeri che non devono essere uno spauracchio, ma uno stimolo a invertire la rotta. Nel caso dei bambini, peraltro, i «modelli» con cui entrano in contatto a questa età possono guidarli per il resto della vita. Da qui la necessità di un intervento precoce, che ha spinto l'Organizzazione Mondiale della Sanità a puntare i riflettori sui più piccoli. «Dobbiamo riportare i bambini a giocare - è il pensiero di Juana Willumsen, responsabile per la lotta contro l’obesità e l’attività fisica nei minori, tra le firmatarie delle linee guida -. Passando da uno stile di vita sedentario a uno attivo e proteggendo il sonno, potremo migliorare la salute dei bambini ed evitare l'insorgere dell'obesità infantile».


A «DIETA» DI TECNOLOGIA

Non potendo dilatare le ore di una giornata, per rimettere l'attività fisica al centro dell'agenda dei nostri figli è necessario ridurre il tempo che gli stessi trascorrono a contatto con la tecnologia. Prima dei due anni, i bambini non dovrebbero mai essere «impegnati» con smartphone e tablet. Nel terzo e quarto anno di vita è giusto iniziare a familiarizzare con la tecnologia, ma riducendo il tempo al minimo essenziale, che non dovrebbe mai superare l'ora quotidiana. Oltre che per impegnarli maggiormente nell'attività fisica, la vita «digitale» dei più piccoli va ridimensionata pure per le conseguenze che può avere sul riposo notturno. Necessario per evitare che compaiano disturbi del sonno in età infantile, far dormire i bambini per un tempo compreso tra le 10 (nel quarto anno di vita) e le 17 ore al giorno (nei primi tre mesi) è d'aiuto anche per scoraggiare l'aumento di peso. «Occorre essere al fianco dei genitori per far maturare una cultura del buon sonno in famiglia - commenta Eugenio Baraldi, ordinario di pediatria all'Università di Padova -. Fare questo vuol dire mettere in atto un progetto di prevenzione integrato che possa portare a una riduzione delle diverse problematiche legate alla deprivazione di sonno nei bambini». 

A QUALE ETA' EFFETTUARE
LA PRIMA VISITA OCULISTICA? 

INDICAZIONI PER ETA'

Di seguito le raccomandazioni fornite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, divise per età. I neonati con meno di un anno dovrebbero: essere attivi più volte durante una giornata (giocando sul pavimento o stando comunque almeno trenta minuti in posizione prona), rimanere lontani dalla tecnologia, non trascorrere più di un'ora per volta in carrozzine, passeggini, seggiolini o fasce) e riservare al sonno un tempo compreso tre 14 e 17 ore (nei primi tre mesi di vita), 12 e 16 ore (4-11 mesi). Una volta entrato nel secondo anno di vita, ogni bambino dovrebbe «muoversi» almeno tre ore al giorno (mai meno, nessun problema se di più). Rimane valida l'indicazione all'astensione dagli schermi (fino al secondo compleanno), così come quella che non dovrebbe vederli mai fermi nella stessa posizione per più di un'ora (salvo quando dormono, tra le 11 e le 14 ore al giorno). Idem dicasi dopo il terzo anno di vita, a partire dal quale cade però il «divieto» d'uso della tecnologia (massimo un'ora al giorno). Quanto al sonno, da questo momento in avanti cominciano a essere sufficienti anche dieci ore (fino a 13). 

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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