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Pediatria

La fertilità dei maschi va protetta sin da bambini

pubblicato il 01-07-2015
aggiornato il 22-02-2017

Criptorchidismo e varicocele, se curati subito, non intaccano la possibilità di avere figli. Ma è importante anche avere uno stile di vita regolare fin dall’adolescenza

La fertilità dei maschi va protetta sin da bambini

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La fertilità? La si protegge a partire dall’infanzia, perché alcune condizioni che ne sono la causa possono essere presenti in età pediatrica, mentre sugli stili di vita gli accorgimenti devono essere adottati a partire dall’adolescenza. Criptorchidismo, varicocele (tra le malattie), consumo di alcol, sostanze stupefacenti e fumo di sigaretta (come stili di vita) vano intercettati quanto prima, per evitare che in età adulta ci si scopra in difficoltà nell’allargare la famiglia.

 

LA LENTA DEBACLE DEI MASCHI

Nessuna novità eclatante, potrebbe sostenere qualcuno. Ma dal momento che lungo la Penisola quasi un bambino, poi adolescente, su tre presenta condizioni mediche o comportamenti che possono avere ripercussioni negative sulla futura fertilità, la Società Italiana di Pediatria ha deciso di riportare l’attenzione sul tema nel corso dell’ultimo congresso nazionale. È un dato di fatto: la fertilità maschile è calata negli ultimi cinquant’anni, con una riduzione del numero di spermatozoi negli uomini pari alla metà. E sebbene a incidere sulla fertilità siano pure altri fattori, come la loro morfologia e la motilità, in linea generale oggi una coppia su cinque non riesce ad avere figli in maniera naturale e in quasi la metà dei casi a difettare è la salute maschile. Ma la lenta debacle dell’uomo si può arrestare.

 

CRIPTORCHIDISMO E VARICOCELE

Gli specialisti hanno puntato l’attenzione verso due patologie: il criptorchidismo e il varicocele. A illustrarle è Giuseppe Saggese, direttore della clinica pediatrica dell’Università di Pisa: «In chi soffre di criptorchidismo alla nascita un testicolo non si trova nello scroto e, quando non scende spontaneamente entro l’anno di vita, occorre l’intervento chirurgico per evitare danni permanenti. Il varicocele tende a manifestarsi a partire dall’adolescenza, nella fascia di età in cui il bambino abbandona il pediatra. È piuttosto diffuso (ne soffre il 20% degli adolescenti, ndr), ma troppo spesso non viene diagnosticato, o ciò accade con ritardo». Si tratta di condizioni che, se trascurate, possono compromettere la qualità degli spermatozoi: con ripercussioni prevedibili sulla fertilità.

Quando consultare l’andrologo?

 

L’IMPORTANZA DELLO STILE DI VITA

Oltre alle malattie, come quelle sessualmente trasmesse, non sono da trascurare gli stili di vita. Sovrappeso, fumo di sigaretta, consumo di alcol e droghe - danneggiano il Dna degli spermatozoi, alterandone la mobilità - hanno un effetto tutt’altro che trascurabile rispetto alla fertilità. «Il sistema riproduttivo è regolato dagli ormoni e dal momento che oggi il grasso è considerato una ghiandola endocrina che interagisce con le altre, si capisce perché i chili di troppo possono influenzare la fertilità - afferma Andrea Lenzi, direttore del dipartimento di endocrinologia dell’Università Sapienza di Roma -. Nell’uomo il sovrappeso determina un innalzamento della temperatura dei testicoli e uno squilibrio degli ormoni sessuali che compromettono la qualità degli spermatozoi».

 

I CONTROLLI DA FARE

Ci sono degli appuntamenti fissi che ogni maschietto deve fissare con il medico e mettere in agenda. «Durante l’infanzia occorre valutare la posizione dei testicoli e la eventuale presenza di alterazioni del pene e del meato uretrale, o della presenza di fimosi», spiega Lenzi. Tra i 12 e i 16 anni una visita pediatrica è necessaria per escludere la presenza di malattie come il varicocele. Divenuti maggiorenni, non essendoci più lo “screening” della visita militare, i ragazzi devono verificare che non compaiano alterazioni anatomiche e che lo sviluppo della sessualità sia completo. Una corretta autopalpazione dei testicoli sarà utile a individuare precocemente l’eventuale comparsa di un tumore.


@fabioditodaro

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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