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L’Italia sugli OGM non rispetta la legge europea

L’Italia sta entrando in procedura d’infrazione per aver legiferato sugli OGM in maniera arbitraria e senza rispettare i suoi impegni comunitari

L’Italia sugli OGM non rispetta la legge europea

Di questo argomento si parla molto poco in Italia eppure come contribuenti questa ennesima sgridata dall’Europa ci dovrebbe preoccupare. L’Italia sta entrando in procedura d’infrazione per aver legiferato sugli OGM in maniera arbitraria e senza rispettare i suoi impegni comunitari. Ma andiamo per ordine. Il 16 novembre 2013 la Commissione Europea scrive alla presidenza del nostro Consiglio dei Ministri per chiedere spiegazioni su alcune leggi vigenti in Italia: http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2013/01/procedura-dinfrazione.pdf. In Particolare ci viene chiesto se sono in vigore due leggi nazionali (la 212/2001, la 224/2003) ed una della Regione Friuli (la 5/2011). Nel caso fossero in vigore tali leggi ci viene chiesto di mandarle a Bruxelles. I toni sono apparentemente cortesi e sembra un’ingenua richiesta di accesso agli atti, ma così non è. Le leggi di tutti gli Stati nazionali in materia agricola vanno prima spedite a Bruxelles per l’approvazione e poi possono entrare in funzione. Le (apparentemente) ingenue richieste comunitarie ci spiegano con cortesia che ci siamo “dimenticati” questo fondamentale passaggio. Pochi giorni fa dalle cortesi richieste sono passati ai fatti. Il 7 febbraio 2014 ci hanno spiegato che il nostro comportamento ci sta facendo entrare nella, prima solo minacciata, procedura d’infrazione http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2014/02/apertura-procedura-di-infrazione.pdf.

Le multe che l’Europa ci propina non le vediamo fisicamente perché nessuno dei nostri ministri si reca fisicamente alla Posta con un bollettino postale precompilato per pagare le nostre infrazioni, eppure le multe sono parecchio dolorose per noi contribuenti. Tanto per chiarire perché si tratta di questioni importanti, basti dire che le multe che abbiamo pagato per aver trasgredito alle norme sulle Quote Latte ammontano a 4,4 miliardi di euro, un importo che non si può pagare nemmeno col bancomat all’ufficio postale. Negli ultimi quattro anni abbiamo cambiato sei volte il Ministro dell’Agricoltura.  Non sorprende quindi che la nostra progettualità in materia sia carente, ma alcune domande non si può non farle.

E’ stata pura distrazione non inviare leggi vecchie di 13 o 11 anni a Bruxelles? Possiamo avere tutti opinioni opposte sul tema OGM, ma questo modo di comportarsi ci aiuta ad essere autorevoli in campo internazionale? La Regione Friuli è da anni in prima linea con attive organizzazioni di agricoltori che non solo chiedono di piantare mais OGM, ma che lo hanno fatto l’anno scorso nel pieno rispetto delle leggi vigenti in Italia e col consenso della magistratura e di tutte le forze di polizia: ora che anche la legge del Friuli entra nel mirino di Bruxelles come farà la saggia e competente Governatrice friulana, l’avvocato Debora Serracchiani a impedire le coltivazioni di OGM senza violare la legge? Le prossime semine si faranno ad aprile, ma il clima è stato mite per ora quest’inverno e le semine di mais potrebbero anticipare.

Da oggi 24 febbraio abbiamo un nuovo Ministro dell’Agricoltura che ha un mese di tempo per mettere riparo ad anni di assenza di dialogo, di mediazione politica, di carenza di gestione super-partes di una difficile partita: non vorremo scaricargli sulle spalle un simile fardello? Chi osteggia e chi sostiene l’uso degli OGM in Italia hanno entrambi ottime e fondate ragioni e la mediazione non sarà né facile né indolore. Ma io non conosco ancora un serio politico che sia guadagnato i galloni sul campo facendo vedere a cosa potrebbe servire una seria mediazione politica che tenga conto delle vere opinioni di tutte le parti in gioco e sia tanto autorevole da scontentare tutti per schierarsi dalla sola parte possibile: dalla parte dei cittadini. Non dalla parte degli elettori e nemmeno da quella dei possibili finanziatori, ma dalla parte dei cittadini attuali e di quelli che sono ancora troppo giovani per farsi ascoltare. Chi vuole misurarsi con sfide difficili ha qui un’opportunità di tutto rispetto.

Roberto Defez



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