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Ma all’EXPO 2015 si parlerà di OGM?

Tema spinoso quello degli OGM. Intanto all'EXPO 2015 protagonista sarà l'alimentazione. Ci sarà dibattito?

Ma all’EXPO 2015 si parlerà di OGM?

Il dibattito che circonda gli OGM, gli organismi geneticamente modificati usati in agricoltura, è da sempre acceso e partigiano. Le fazioni hanno quasi sempre solo delle certezze e le posizioni sono spesso inconciliabili per cui o si sta con una tifoseria o con quella opposta.

Chi da inesperto o anche da persona interessata ed attenta alle tematiche del cibo, dell’economia o dell’ambiente si trova ad ascoltare una delle due campane ha l’impressione che quella posizione abbia molte ragioni dalla sua parte. Poi, se ascolta la parte avversa resta spaesato nel vedere che anche l’altra parte ha ottime frecce al suo arco.  Il risultato finale di tutto questo è un diffuso senso d’incertezza e diffidenza che ci invade quando poi siamo al mercato o al supermercato e compiamo le scelte più importanti per noi e per i nostri cari.

La tematica degli OGM sta accendendo da mesi le discussioni attorno alla rassegna internazionale di EXPO 2015 dedicata appunto a: Nutrire il Pianeta. Energia per la vita. Si potrà discutere del tema degli OGM in quella sede? Per ora sembra di no, ma forse escludere il tema gli darebbe un’eccessiva visibilità.

Tentare di dipanare questa matassa non è cosa semplice ed è indispensabile per prima cosa dichiarare quali siano i conflitti d’interesse di chi si accinge a fornire qui una chiave di lettura della vicenda OGM. Per chi desideri leggerlo in mio curriculm vitae è sempre disponibile al sito: http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2007/09/cv-it-roberto-defez.pdf

Dichiaro quindi di non aver mai modificato geneticamente una pianta e di non avere alcun interesse commerciale nella vendita di agrofarmaci, di OGM o di quello che viene erroneamente indentificato come il loro opposto ossia i prodotti da agricoltura biologica.

Dichiaro invece di coltivare da molti anni un orto urbano su superfici che, non solo io, trovo molto impegnative per qualcuno che può dedicarvi non più di un giorno la settimana. Ma soprattutto devo denunciare l’unica linea guida che ho tenuto per adottare le mie scelte o comportamenti alimentari: il controllo scientifico dei documenti originali delle fonti d’informazione. Questo vuol dire non contentarsi di leggere i titoli o solo i commenti di altri commentatori, ma risalire ai documenti originali e valutarne la correttezza scientifica del metodo adottato, dei risultati ottenuti e della coerenza delle conclusioni. Facendo così si perde tanto tempo, ma si evita di farsi raccontare favolette rassicuranti o inquietanti da chi si aggira con enormi interessi commerciali attorno alla partita dell’alimentazione.

Ho detto alimentazione scegliendo volutamente di non distinguere tra l’alimentazione umana e quella mangimistica perché finalmente questa distinzione sta perdendo senso e ci stiamo tutti rendendo conto di quanto il nostro benessere è legato al benessere degli animali e delle piante che alleviamo e coltiviamo e che in molti casi diventano la nostra fonte di nutrimento.

Non sarò quindi per nulla neutrale sulla vicenda OGM, ma andrò alla ricerca di dati, fatti, numeri, statistiche. Tutto questo senza ignorare delle componenti emotive, tradizionali, culturali e la sensibilità sempre più diffusa alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. Sempre però rifuggendo dalle semplificazioni di chi vorrebbe dividere il mondo in buoni e cattivi e cercando riscontri alle varie affermazioni che vengono fatte.

L’ultima nota è al fatto che gli esseri umani (per fortuna) non sono perfetti e che tutte le attività umane contengono in sé errori, imprecisioni ed anche rischi e danni. Cercare la perfezione è un ideale, ma tentare di migliorare tutti i giorni almeno un po’ è un buon modo per provare oltre che a lavorare tanto anche a vedere come le cose possano pragmaticamente progredire.

 

Roberto Defez



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