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Diventare padri dopo essere morti (senza averlo scelto)

I genitori di Zhu hanno fatto prelevare lo sperma per farlo diventare «genitore» dopo la sua morte

Diventare padri dopo essere morti (senza averlo scelto)

Il caso di bioetica più dibattuto negli ultimi giorni riguarda Peter Zhu (nella foto, presa dal sito Los Angeles Times), un cadetto dell’accademia militare americana di West Point deceduto il 23 febbraio a causa di un incidente. Con una richiesta che non ha precedenti, i genitori hanno chiesto e ottenuto la possibilità di prelevare lo sperma del figlio prima del prelievo degli organi, in modo da permettere «a un piccolo pezzo di Peter di continuare a vivere». Come è prevedibile, questo caso ha sollevato diverse domande etiche.


In primo luogo, questa procedura è avvenuta ovviamente senza il consenso del potenziale futuro padre. Anche se i genitori affermano che il sogno di Peter fosse quello, un giorno, di avere dei figli, al momento non sembrano esserci prove tangibili di questa sua intenzione. Come nel caso delle volontà anticipate di trattamento, ricostruire a posteriori la volontà di qualcuno solo tramite testimonianze indirette è sempre una questione complessa e delicata. In secondo luogo, non è ancora chiaro quali saranno i prossimi passi per portare alla nascita di un eventuale bambino. Una possibilità è di ricorrere alla fecondazione in vitro e poi a una madre surrogata, una pratica che in alcuni Stati americani è perfettamente legale. Ma, anche se ciò avvenisse, rimarrebbero comunque le perplessità che riguardano il futuro del nascituro: è giusto far nascere qualcuno da un padre che è già deceduto e, senza una madre che non sia surrogata?

 

Da parte loro i genitori hanno motivato la propria scelta facendo appello alle presunte volontà del figlio, oltre che al fatto che, nella cultura cinese, è considerato un valore importante quello di «portare avanti il nome della famiglia»: dato che Peter era il loro unico figlio, con la sua morte si chiude di fatto la possibilità di dare un seguito al proprio lineaggio familiare. Ma, di nuovo, queste due motivazioni sono sufficienti per giustificare la nascita di un individuo in queste circostanze?

 

Per il momento non è possibile anticipare come andrà a finire questo caso. Certo è, però, che da oggi in poi la discussione sui diritti riproduttivi di ciascuno dovrà cominciare a incorporare una nuova dimensione: la possibilità di diventare genitori dopo la propria morte a propria insaputa.



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