Cordani Nicoletta

NOTE BIOGRAFICHE

• Nata a Parma nel 1975
• Laureata Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Parma
• PhD in medicina Molecolare presso l’Università degli Studi di Milano


Tumore al seno: misurare l'efficacia delle cure attraverso il respiro (leggi l'intervista)

2019

Valutare la risposta alla terapia dei tumori al seno attraverso il respiro

Fra tutti i tumori del seno, quelli positivi ai recettori per gli estrogeni e negativi per la proteina HER2 (ER+/HER2-) sono i più comuni. Per le pazienti con una forma metastatica di questo tumore, il trattamento di prima linea include molecole dette “inibitori delle CDK4/6” assieme a terapia ormonale, ma è difficile prevedere a priori quali soggetti trarranno beneficio da questi farmaci.

C’è quindi bisogno di test non invasivi, accurati e rapidi, che analizzino parametri in grado di identificare precocemente la risposta al trattamento. In questo contesto, i composti organici volatili potrebbero essere i parametri ideali. Alle pazienti sarà richiesto di soffiare dentro una sacca per raccogliere il respiro: la sacca con l'espirato sarà poi analizzata per valutare quali sostanze sono presenti, se queste sostanze subiscono variazioni dovute alla terapia, o alla progressione del tumore. Queste valutazioni sono semplici e poco invasive, potrebbero dare informazioni riguardo l’eventuale insorgenza di tossicità della cura, e indicare una terapia diversa per le pazienti che non siano sensibili alla terapia iniziata.

Dove svilupperà il progetto:

Azienda Socio Sanitaria Territoriale Monza

Area

Oncologia

2016

Meccanismi di farmaco-resistenza ai nuovi inibitori di ALK nel linfoma anaplastico a grandi cellule

L’attivazione aberrante dell’oncogene ALK, dovuta a traslocazioni cromosomiche o a mutazioni geniche, è fondamentale nella patogenesi di diversi tumori quali il linfoma anaplastico a grandi cellule e il cancro del polmone non a piccole cellule. Il linfoma anaplastico a grandi cellule è un tumore ad alto grado prodotto dallo scambio anomalo di due pezzi di cromosomi, dando origine alla traslocazione NPMALK. L’identificazione di ALK come oncogene in questa serie di tumori, ha aperto nuovi scenari per terapie mirate all’inibizione dell’attività di ALK. Crizotinib è il primo inibitore approvato per la terapia di tumori ALK-positivi. Tuttavia, una frazione di pazienti non risponde a crizotinib, mentre la maggior parte dopo un’iniziale risposta, sviluppa resistenza nel tempo. Per ovviare alla resistenza di crizotinib, nuovi inibitori di ALK quali brigatinib e PF-06463922 sono in fase di studio. Entrambi hanno mostrato attività anti-tumorale, compresi i casi resistenti a crizotinib.

Il progetto ha come focus lo studio di brigatinib e PF-06463922 in modelli animali con linfoma anaplastico a grandi cellule positivo ad ALK. Questo studio si propone di caratterizzare i meccanismi implicati nella resistenza a entrambe le molecole in vivo, caratterizzando l’eterogeneità genetica e fenotipica dei linfomi positivi per ALK. L’analisi sarà estesa su campioni derivanti da pazienti in ricaduta trattati con crizotinib, utilizzando questi inibitori di nuova generazione al fine di identificare nuove strategie terapeutiche che permettano di trattare l’insorgenza di resistenza farmacologica.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO

Università degli Studi di Milano-Bicocca

Area

Oncologia