- 90%
è la percentuale di tumori correlati al Papillomavirus che il vaccino anti-HPV può prevenire.
- 11 anni
è l'età raccomandata per la somministrazione del vaccino anti-HPV, con l'obiettivo di immunizzare prima dell'inizio dell'attività sessuale.
- 30%
è la percentuale di tumori correlati ad HPV a carico della popolazione maschile: ecco perché il vaccino è raccomandato sia alle femmine che ai maschi.
Vaccino anti-HPV: la migliore protezione contro il Papillomavirus

Il Papillomavirus Umano (HPV) è responsabile di un gran numero di infezioni e di diversi tipi di tumori, in particolare il tumore del collo dell'utero, ma anche altre neoplasie come i tumori dell'ano, della vagina, del pene e dell'orofaringe. Il vaccino anti-HPV, e non come comunemente chiamato vaccino HPV, rappresenta una delle principali strategie di prevenzione per ridurre l'incidenza di queste patologie. In questa pagina parleremo di come funziona il vaccino, perché è importante e a chi è raccomandato.
Che cos'è il vaccino anti-HPV?
Il vaccino contro il Papillomavirus è progettato per proteggere contro le infezioni causate dai ceppi dell’HPV più frequentemente associati allo sviluppo di tumori. Attualmente è disponibile un vaccino efficace contro nove tipi di HPV, tra cui i ceppi 16 e 18, responsabili della maggior parte dei tumori correlati al Papillomavirus. Il vaccino è somministrato in due o tre dosi a seconda dell'età e offre una protezione duratura contro l'HPV.
Perché è importante il vaccino anti-HPV?
La vaccinazione contro il Papillomavirus è essenziale per ridurre l'incidenza delle infezioni da HPV e prevenire lo sviluppo di tumori correlati. Si tratta dell’unica strategia efficace di prevenzione dell’infezione: infatti, dal momento che la trasmissione avviene attraverso il contatto tra mucose, il preservativo non è sufficiente a proteggerci dal passaggio del virus. Inoltre, nelle persone che abbiano già sviluppato un tumore alla cervice uterina (nel 99% dei casi dipendente da HPV), viene consigliata la vaccinazione per potenziare la risposta immunitaria contro il virus ed evitare così recidive: HPV è infatti un virus poco “immunogenico”, ovvero stimola poco il sistema immunitario, e il vaccino è in grado di generare una risposta molto più efficace e duratura.
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A chi è raccomandato il vaccino anti-HPV?
Il vaccino anti-HPV è raccomandato per ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni, prima dell'inizio dell'attività sessuale, per garantire la massima protezione. Tuttavia, può essere somministrato anche in età più avanzata a coloro che non siano stati vaccinati in precedenza, secondo il parere del medico. In particolare, in Italia la vaccinazione viene offerta ai ragazzi fino ai 18 anni e alle ragazze fino ai 26 anni, e viene raccomandata anche a particolari categorie a rischio a prescindere dall’età, tra cui donne a cui sia stato diagnosticato un tumore alla cervice uterina, uomini che fanno sesso con uomini (MSM) e soggetti con infezione da HIV.
Benefici e sicurezza del vaccino anti-HPV
Il vaccino anti-HPV è sicuro ed efficace. Studi clinici e monitoraggi a lungo termine hanno dimostrato che il vaccino offre una protezione duratura ed è sicuro. Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e temporanei, come dolore al sito di iniezione, febbre leggera o malessere. La vaccinazione di massa ha già portato a una significativa riduzione dell'incidenza dei tumori associati all'HPV nei paesi dove è stata ampiamente adottata.
8 domande frequenti sul vaccino anti-HPV
Sì. Il vaccino anti-HPV è considerato sicuro ed efficace e viene monitorato da molti anni. Gli effetti indesiderati più comuni sono generalmente lievi e transitori, come dolore o gonfiore nel punto di iniezione, febbricola, mal di testa o malessere generale.
Sì. La vaccinazione è raccomandata sia alle ragazze sia ai ragazzi, perché l’HPV può causare tumori anche nella popolazione maschile, tra cui quelli del pene, dell’ano e dell’orofaringe. In Italia la vaccinazione viene offerta gratuitamente nel corso del dodicesimo anno di vita a entrambi i sessi.
In Italia il ciclo vaccinale prevede generalmente due dosi fino ai 14 anni inclusi e tre dosi a partire dai 15 anni. Il numero di somministrazioni può inoltre variare in presenza di particolari condizioni cliniche. Per conoscere lo schema appropriato è opportuno fare riferimento al centro vaccinale o al proprio medico.
Sì. Il vaccino offre la massima protezione quando viene somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale, ma può essere effettuato anche successivamente. Una persona sessualmente attiva potrebbe infatti non essere mai entrata in contatto con tutti i tipi di HPV contenuti nel vaccino e può quindi ottenere comunque un beneficio dalla vaccinazione.
Sì, in determinate situazioni la vaccinazione può essere indicata anche dopo un’infezione da HPV. Il vaccino, però, non cura un’infezione già presente e non è un trattamento delle lesioni provocate dal virus: serve principalmente a prevenire nuove infezioni causate dai tipi di HPV contro cui è diretto.
No. Il vaccino attualmente utilizzato protegge contro nove tipi di HPV, compresi HPV 16 e 18, tra i principali responsabili dei tumori correlati al Papillomavirus. Non protegge quindi da ogni possibile tipo di HPV, ma copre quelli principalmente responsabili di una quota molto rilevante delle patologie HPV-correlate.
Sì. La vaccinazione riduce fortemente il rischio, ma non elimina completamente la possibilità di sviluppare un tumore della cervice uterina. Per questo anche le persone vaccinate devono aderire ai programmi di screening previsti per età e storia vaccinale, secondo le indicazioni del Servizio sanitario.
No. Il preservativo riduce il rischio di trasmissione, ma non offre una protezione completa, perché l’HPV può diffondersi attraverso il contatto con aree cutanee e mucose non coperte dal profilattico. Per questo la vaccinazione rappresenta lo strumento principale di prevenzione primaria dell’infezione da HPV.

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