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Alimentazione

Latte crudo: l'appello per etichette più chiare a tutela dei bambini

La proposta di legge punta a rendere obbligatorie informazioni più visibili sui prodotti a base di latte crudo. La storia di Elia e la testimonianza dei suoi genitori ricordano quanto un'informazione chiara possa fare la differenza

Etichette più chiare sui prodotti caseari a base di latte crudo per consentire alle famiglie di scegliere in modo davvero consapevole e tutelare la salute dei bambini. È questo l'appello lanciato ieri in Senato nel corso della conferenza stampa "Etichette chiare per proteggere i bambini", promossa dal senatore Lorenzo Basso insieme a Sonia Gerelli e Marco Damonte, fondatori dell'associazione Il Trenino di Elia ODV, alla quale è intervenuta anche la senatrice Dolores Bevilacqua.

L'obiettivo è sbloccare il DDL 1205, presentato nel luglio 2024, che renderebbe obbligatorie indicazioni più visibili e comprensibili sui prodotti a base di latte crudo. Un'informazione ritenuta fondamentale perché questi alimenti, se contaminati, possono contenere microrganismi potenzialmente pericolosi soprattutto per i bambini e le persone immunodepresse. Tra questi c'è l'Escherichia coli produttore di tossina Shiga (STEC), il batterio più frequentemente associato alla Sindrome emolitico-uremica (SEU), una grave complicanza che può provocare insufficienza renale acuta, danni permanenti e, nei casi più gravi, il decesso. In Italia si registrano ogni anno circa 60 casi di SEU, prevalentemente in età pediatrica.

LA STORIA DI ELIA

Dietro questa proposta di legge c'è la storia di Elia e di altri bambini come lui. Tutto è iniziato con quella che sembrava una comune gastroenterite. Nessun sintomo, almeno inizialmente, lasciava immaginare la gravità della situazione. In ospedale i genitori hanno scoperto che il piccolo aveva sviluppato una Sindrome emolitico-uremica causata da un'infezione da STEC, a seguito dell’ingestione di formaggio realizzato con latte crudo. Dopo cinquanta giorni trascorsi in ospedale, durante i quali ha combattuto contro le conseguenze dell'infezione, il piccolo Elia è venuto a mancare a soli tre anni. Da allora i suoi genitori, Sonia e Marco, hanno promosso una maggiore informazione sui rischi legati al consumo di prodotti a base di latte crudo nei bambini.

PROMUOVIAMO SCELTE CONSAPEVOLI

Come è stato ricordato durante la conferenza stampa, i bambini non scelgono cosa mangiare, ma si affidano alle decisioni degli adulti, che devono essere messi nelle condizioni di conoscere tutti i possibili rischi.

«Fin dai primi giorni di ospedale, quando l'equipe del Gaslini ci ha confermato che si sarebbe potuto evitare, bastava saperlo, abbiamo scelto di trasformare il dolore in un impegno concreto perché le famiglie possano essere più informate ed effettuare scelte consapevoli. Da quasi due anni lavoriamo insieme alle istituzioni affinché questa legge possa diventare un'occasione per prevenire altre tragedie», hanno affermato Sonia Gerelli e Marco Damonte. «Oggi però vediamo che tutto sembra essersi fermato. Il nostro auspicio è che il testo possa finalmente completare il suo percorso parlamentare. Non chiediamo divieti, ma informazioni chiare, visibili, comprensibili a tutti ed esaustive. Quando si parla della salute dei bambini, ogni famiglia deve poter conoscere i rischi e scegliere in modo davvero consapevole».

NESSUN DIVIETO, SOLO MAGGIORE CHIAREZZA

A due anni dalla presentazione del provvedimento, però, l'iter parlamentare è ancora fermo.

«Il nostro obiettivo è rendere obbligatoria la presenza di etichette chiare, visibili e comprensibili, affinché nessuna famiglia resti priva delle informazioni necessarie per proteggere i propri figli. Stiamo parlando di una norma semplice, che non introduce alcun divieto alla produzione o alla commercializzazione dei prodotti caseari a latte crudo, ma garantisce ai consumatori il diritto di scegliere in modo pienamente consapevole», ha dichiarato Lorenzo Basso. «Eppure, a quasi due anni dalla presentazione del Disegno di legge, il Parlamento è ancora fermo. Il tempo a disposizione della legislatura non è infinito e il rischio concreto è che una proposta sostenuta da medici, pediatri e associazioni, nata esclusivamente per rafforzare la tutela dei minori e la trasparenza verso i consumatori, non riesca ad arrivare all'approvazione. Per questo chiediamo che il Governo chiarisca le ragioni di questo stallo e che il Parlamento calendarizzi finalmente la discussione della proposta».


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