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Alimentazione

Dieta del digiuno intermittente: come può far bene alla salute

pubblicato il 08-01-2020

Diversi studi provano i benefici derivanti da uno degli schemi dietetici che prevede il digiuno. Ma per dimagrire non è questa la soluzione più efficace

Dieta del digiuno intermittente: come può far bene alla salute

Nuovo anno, proclami di sempre. Dopo le abbuffate delle vacanze di Natale, sono in molti a cercare la dieta più adatta al proprio corpo per ridurre il rischio di ammalarsi. Una sola risposta valida per tutti non esiste. Inevitabilmente, di conseguenza, sono in molti ad affidarsi al «fai-da-te». Una scelta che non rappresenta però la soluzione, ma che, al contrario, può costituire un'insidia. Soprattutto nel caso della dieta del digiuno intermittente, i cui potenziali benefici sono stati indagati in un documento pubblicato nei giorni scorsi sul New England Journal of Medicine.

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DIETA DEL DIGIUNO INTERMITTENTE: DI COSA SI TRATTA?

La dieta del digiuno, conosciuta anche come dieta «mima digiuno», prevede l’assunzione controllata di proteine (11-14 per cento), carboidrati (42-43 per cento) e grassi (46 per cento), per una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34 e il 54 per cento rispetto all'apporto canonico. Sotto questa etichetta, rientrano due tipologie di dieta. La dieta 5:2 prevede che per cinque giorni alla settimana si possa mangiare assumendo tutti gli alimenti, senza eccezioni. Il periodo deve essere inframezzato da due giornate (tra loro non consecutive) in cui l'approvvigionamento energetico non deve essere superiore a un quarto di quello abituale: ovvero tra 500600 chilocalorie (200-250 a colazione e 300-350 a cena). Si parla anche di dieta del digiuno intermittente quando si concentra l'assunzione di alimenti in un periodo variabile tra 6 e 8 ore (schema 16/8). Prima dell'inizio della giornata e dopo l'ultimo pasto, viene evitato anche il più piccolo spuntino, in modo da abituare l'organismo a vivere e a «lavorare» in condizioni di riduzione della sazietà. Così facendo, si evita anche di accumulare energia sul finire della giornata, cosa che accade invece a chi è abituato a cenare molto tardi, senza avere poi il tempo di smaltire l'energia accumulata poco prima di andare a letto.

Il segreto della longevità è nella restrizione calorica

 

I BENEFICI DEL DIGIUNO INTERMITTENTE

I benefici della restrizione calorica sono noti da decenni e sono stati riassunti da Rafael de Cabo (laboratorio di gerontologia translazionale dell'National Institute of Aging di Baltimora) e da Mark Mattson (dipartimento di neuroscienze della Johns Hopkins University) nella revisione pubblicata su una delle più importanti riviste mediche al mondo. «Alimentarsi in maniera intermittente è una scelta che può far parte di uno stile di vita sano», ha affermato lo stesso Mattson, seguace della dieta del digiuno intermittente da vent'anni. Le evidenze più solide riguardano la preservazione di un corretto stato di salute delle cellule, a livello di tutti gli organi. Il processo è reso possibile dall'esaurimento delle riserve di glucosio e dal ricorso al grasso, come fonte energetica. In questo modo, secondo Mattson, «migliora la regolazione della glicemia, si riduce la risposta infiammatoria e aumenta la resistenza allo stress». Dal compendio, sulla base di quattro studi condotti sia su modelli animali sia sull'uomo, si evince che «il digiuno intermittente ha anche ridotto la pressione sanguigna, i livelli di lipidi nel sangue e la frequenza cardiaca a riposo». Meno solide, ma comunque presenti in letteratura, le evidenze che documentano un impatto sull'obesità e sul rischio di ammalarsi di diabete.

BENEFICI ANCHE PER IL CERVELLO?

Il lavoro riprende anche le conclusioni di diversi studi epidemiologici preliminari dalle cui conclusioni si evince che il digiuno intermittente - replicando lo stesso meccanismo citato - potrebbe anche favorire il mantenimento della salute cerebrale e avere così un potenziale ruolo preventivo nei confronti di malattie quali l'ictus cerebrale, l'Alzheimer e il Parkinson. Sebbene siano necessarie ancora molte ricerche prima di dimostrare gli effetti del digiuno intermittente sull'apprendimento e sulla memoria, secondo Mattson, non è da escludere che «in futuro la dieta del digiuno intermittente possa diventare una delle possibilità per prevenire o quanto meno ritardare l'inizio di un processo neurodegenerativo».


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Ci sono diversi aspetti da considerare, però, prima di valutare l'adozione di un simile regime alimentare. Soprattutto all'inizio, in seguito da un drastico cambiamento delle proprie abitudini di vita, una persona può avere difficoltà a gestire la sensazione di fame e l'irritabilità che possono manifestarsi nelle prime settimane. Per questo motivo, come sempre quando ci si mette a dieta (in questo caso il dimagrimento non è il beneficio più rilevante), è fondamentale essere seguiti da uno specialista esperto. Questo anche perché, pur non trattandosi di un digiuno vero e proprio, un simile regime alimentare non è adatto a tutti e non è raccomandabile, per esempio, ai bambini, ai ragazzi in fase in crescita, alle donne in gravidanza, agli anziani e alle persone alle prese con una malattia cronica. E va in ogni caso seguito per un periodo limitato di tempo.


Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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