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Alimentazione
Redazione
pubblicato il 17-08-2018

Per la dieta è meglio la pasta fresca o quella secca?



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Di base, a parità di peso, la pasta secca apporta più chilocalorie. Ma nella pasta fresca è più energetica se anche all'uovo. I consigli sulla pasta nel quaderno dedicato a uno dei cardini della dieta mediterranea

Per la dieta è meglio la pasta fresca o quella secca?

Ci sono alcune differenze tra la pasta fresca e quella tradizionale. La più semplice chiama in causa l'apporto energetico. La pasta fresca apporta 270 chilocalorie ogni cento grammi circa, contro le 350 di quella secca pesate a crudo. Tuttavia, si tratta di un apparente vantaggio.


Dopo la cottura, infatti, i 100 grammi di pasta cruda diventano 215 per
quella secca e soltanto 165 per la pasta fresca, molto meno soddisfacente
in termini di volume. Se poi la pasta fresca è anche all’uovo, come accade spesso, aumenta il contenuto di proteine e grassi ed è leggermente più elevato il conto delle calorie. Dal punto di vista della salute, bisogna fare attenzione alla conservazione: la pasta fresca è un prodotto pastorizzato, deve essere conservato in frigo a una temperatura compresa tra i 2 e i 4 gradi, per non più di due o tre giorni.


Dato il suo elevato tasso di umidità, che supera il trenta per cento, l’impasto diventa il luogo ideale per la proliferazione di batteri e microrganismi. Quella secca invece, dopo l’essiccazione, raggiunge un tasso di umidità inferiore al 12,5 per cento, rendendo il prodotto pressoché inattaccabile da muffe o batteri.

 


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