L’acronimo, fino a poco tempo fa, era noto soltanto agli specialisti: Fodmap. Ma la sigla - che riassume i vocaboli inglesi; fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli - inizia a entrare nella quotidianità anche di uomini e donne che soffrono della sindrome del colon irritabile, una condizione che colpisce il 15 per cento della popolazione adulta italiana, con maggiore prevalenza tra le donne. In presenza di alcuni fattori - non ancora del tutto noti, ma comprendenti sicuramente lo stress -, l’intestino non svolge in maniera ottimale la sua funzione digestiva. E inizia, così, a fare “le bizze”: dolori e gonfiori addominali, che si possono accompagnare a stipsi o diarrea. Sintomi che arrivano a compromettere in maniera rilevante la qualità di vita del paziente.
Questi gli alimenti che «irritano» di più l’intestino
Da qualche anno si sente parlare di Fodmap, zuccheri che accentuano i sintomi della sindrome del colon irritabile e che si trovano in derivati del grano, latte, alcuni frutti e molte verdure. Un recente studio mostra la loro funzione irritativa

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