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Disfunzione erettile e iperplasia prostatica: gli italiani le sottostimano

pubblicato il 05-11-2014
aggiornato il 07-02-2017

Per vergogna e disinformazione si tacciono i problemi. Ma le cure efficaci ci sono

Disfunzione erettile e iperplasia prostatica: gli italiani le sottostimano

È la cattiva compagna, nella relazione di coppia e non solo, di tre milioni di italiani con casi sempre più frequenti fra la popolazione giovane. Eppure la disfunzione erettile, a torto, è sottostimata; ovvero non viene riconosciuta come una malattia ma come una conseguenza, quasi naturale, del passare degli anni. È questa la convinzione emergente da una analisi condotta dall’Osservatorio “Pianeta Uomo”, presentata all'ultimo Congresso Nazionale della Società Italiana Urologia (Siu).

 

IL SONDAGGIO

Mille uomini al di sopra dei quarant'anni sono stati intervistati per conoscere cosa sanno e come si comportano di fronte ad alcune patologie - quali la disfunzione erettile e l’ipertrofia prostatica benigna - che possono nuocere alla qualità della vita, alla relazione di coppia e al benessere sessuale. Sono imbarazzati, negano il problema specie se si tratta di disfunzione erettile, mai riconosciuto come una ‘faccenda’ da discutere con il medico referente e con lo specialista. E così non si informano, peggio non si curano.

«L’atteggiamento di fronte a queste problematiche è di rassegnazione - afferma vincenzo Mirone, responsabile del reparto di urologia dell'azienda ospedaliero-universitaria Federico II di Napoli e sgretario della Siu -. Solo pochi uomini sono consapevoli che si tratta di patologie che oggi hanno numerose possibilità di cura molto efficaci. I restanti subiscono disagi e implicazioni che vanno dalla necessità di svegliarsi almeno un paio di volte per notte fino all’impoverimento della relazione di coppia, tanto da arrivare a condizioni depressive in un caso su tre o da avvertire queste condizioni come più serie del diabete, dell’ipertensione o della gastrite».

 

LE TERAPIE

Invece le terapie, efficaci, ci sono. «Vista la scarsa "forma mentis" nei riguardi di queste malattie – continua Mirone - occorre che il medico diventi il “tutor” del paziente poiché se gli uomini vengono correttamente instradati alle cure, non le abbandonano e trovano la soluzione al problema tornando a godere di una buona qualità di vita. Lo specialista urologo, in base alla gravità della malattia e alle caratteristiche del singolo paziente, saprà indicare quale farmaco orale (inibitore delle fosfodiesterasi di tipo 5) e con quale schema di trattamento impiegare.

Questa forma di trattamento, molto pratica e ben accetta, risulta efficace nella stragrande maggioranza dei pazienti (più dell’80%)». Per coloro che non risolvono con le pillole, si può ricorrere ad una novità terapeutica, che potrebbe trovare largo impiego nel prossimo futuro, ovvero le onde d’urto a bassa intensità: «E’ un trattamento indicato per le disfunzioni erettili a genesi vascolare, senza effetti collaterali e con buone possibilità di successo nelle forme lievi. Tanto che nella maggior parte dei casi è possibile ritornare ad una attività sessuale spontanea senza ricorrere a farmaci».

 

PROSTATA INGROSSATA

Anche per questa patologia l’innovazione c’è: ad esempio un raggio laser verde che sfrutta il potere della luce ad una particolare lunghezza d’onda per distruggere il tessuto in eccesso della prostata, "vaporizzandolo". «Rispetto ad altre metodiche chirurgiche – conclude Mirone - quali un intervento "a cielo aperto", riservato ormai a casi rarissimi e/o in cui la prostata abbia grosse dimensioni, o la TURP (resezione transuretrale della prostata) che asporta il tessuto per via endoscopica, il laser verde ha medesima efficacia ma con maggiori vantaggi: rimozione rapida del catetere, limitati effetti collaterali e/o fattori di rischio, tempi di ricovero e recupero sensibilmente ridotti». Non si può però generalizzare: ogni caso, per una terapia veramente ad hoc, dovrà essere valutato con lo specialista.


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