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Oncologia

Più attenzione alla sessualità degli adolescenti malati di cancro

Tra gli aspetti legati alla vita dei giovani pazienti oncologici, c’è anche la sessualità. L'impatto delle terapie esiste, ma è soprattutto l'informazione a mancare

Disse il primo: «Dottore, ok la diagnosi e le terapie. Ma abbiamo bisogno di parlare anche di sesso». E subito, a seguire, una coetanea: «Francesco ha ragione, perché il mio ragazzo mi ha lasciato dopo aver scoperto che avevo un cancro». La richiesta fu avanzata poco più di un anno fa agli specialisti del reparto di pediatria oncologica dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. A firmarla alcuni adolescenti chiamati a fare i conti con un tumore. La priorità, come sempre, è rappresentata dalla guarigione della malattia. Ma questi ragazzi hanno bisogno anche di altro, nelle fasi in cui il cancro «congela» il loro processo di crescita. Cercano informazioni pratiche, pure in tema di sessualità. «E a noi tocca rispondere alle loro esigenze», ammette Andrea Ferrari, oncologo pediatra della struttura e membro del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi.

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