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Vorrei che l'Italia diventasse campione della ricerca scientifica

pubblicato il 25-01-2013
aggiornato il 14-01-2017

Lucia Bosetti, campionessa nazionale della pallavolo, ci parla della partnership che ci vede uniti alla Lega Volley

Vorrei che l'Italia diventasse campione della ricerca scientifica

Lucia Bosetti, campionessa nazionale della pallavolo, ci parla della partnership che ci vede uniti alla Lega Volley

«A volte penso con un senso di colpa ai miei coetanei, giovani ricercatori, meno fortunati di me che devono andare all’estero per dimostrare la loro capacità.» Può  sorprendere che una  campionessa del volley, al culmine di una carriera sportiva mostri tanta sensibilità per un problema lontanissimo dagli interessi del mondo sportivo.  Ma Lucia Bosetti, classe '89, schiacciatrice del River Volley Piacenza e della nazionale maggiore, è una giovane professionista ben consapevole che la ricerca scientifica sia un motore di sviluppo civile ed economico. « Ritengo sia un settore importante e ingiustamente sottovalutato. Credo che il problema in Italia sia dovuto alla difficoltà del momento che impone sacrifici e tagli purtroppo anche in un campo in cui eccelliamo, come la ricerca. E lo dimostra il fatto che molti giovani ricercatori sono costretti ad andare all'estero per mancanza di fondi, e con i giusti finanziamenti ottengono spesso risultati importanti. E sono felice che il mio mondo sportivo, il volley femminile, abbia stretto un’alleanza collaborativa con la Fondazione Veronesi la cui mission  principale è quella di aiutare i giovani ricercatori».

In Italia ci sono più di quattro milioni di persone che giocano a pallavolo, di cui quasi due milioni in età compresa tra 8 e 14 anni. Questi sono alcuni dei numeri indicati dalla Fipav, Federazione italiana pallavolo, che ha 320 mila atleti tesserati di cui più di 240 mila di sesso femminile. Ma il dato interessante è che il 90 per cento dei tesserati ha meno di 30 anni e nel settore femminile, oltre il 50 per cento ha circa 15 anni. Sono numeri importanti, dai quali si intuisce l'enorme bacino d'utenza della pallavolo, uno sport di squadra, sano e dove i giovani campioni sono di esempio per i giovanissimi.

Lucia Bosetti, figlia d'arte (Franca Bardelli, la madre, ha totalizzato 93 presenze con la nazionale maggiore), è una giovane giocatrice dalla brillante carriera e dalle idee molto chiare sulla propria vita da atleta e sul futuro. E’  consapevole dell'importanza di uno stile di vita sano ed equilibrato, non solo per rendere in campo, ma anche nella vita

Oggi è schiacciatrice nel River Volley Piacenza, squadra del campionato di serie A, e fa parte della nazionale maggiore, un doppio impegno, quindi, che richiede uno stile di vita attento ma non per forza rigoroso come si intuisce dalle sue parole.

ALIMENTAZIONE -  Che rapporto hai col cibo? «Buono, sono un'atleta e sono consapevole del fatto che il fisico sia per me uno strumento di lavoro che deve essere allenato e nutrito nel modo giusto, ma non ho una dieta particolare. In squadra siamo tutte abbastanza libere di scegliere cosa mangiare, non abbiamo un nutrizionista, ma abbiamo il preparatore atletico che ci segue anche sul cibo e se vede una carenza dal punto di vista delle prestazioni dovuta a qualche chilo in più o in meno o dovuto a un'alimentazione scorretta, ci dà delle linee guida per correggere il tiro. La pallavolo, in fin dei conti, è uno sport esplosivo che richiede una muscolatura elastica e reattiva, e queste caratteristiche si raggiungono solo con tanto allenamento e una buona alimentazione».

Che tipologia di dieta segui quindi? «In inverno, durante il campionato e gli appuntamenti con la nazionale mangio pasta, carne, verdura, in modo da avere un giusto apporto di proteine e carboidrati. Avendo due sessioni di allenamento al giorno, di cui una in palestra, l'appetito non manca mai. In estate, invece, mangio molta frutta, gelati, alimenti freschi e salutari. Mi capita raramente di mangiare quello che viene comunemente definito “cibo spazzatura”».

FUMO -  Sei una fumatrice? «Assolutamente no! Fumare è una cosa che non mi piace, la ritengo dannosa per la salute e mi dà fastidio l'odore del fumo». E le tue compagne sono della stessa opinione? «La maggior parte si, ma ci sono anche ragazze che ogni tanto fumano qualche sigaretta. Non penso facciano bene, e lo dico non tanto per le prestazioni in campo, che di fatto non ne risentono in quanto sport reattivo con azioni che durano pochi secondi, quanto piuttosto perché fumare è realmente dannoso per la salute».

PREVENZIONE -  Cosa pensi della prevenzione? «Ritengo sia una cosa importante e spesso trascurata. Tre anni fa ho iniziato a fare il pap test, su suggerimento anche di mia madre che ha trasmesso l'importanza di fare controlli periodici sia a me sia a mia sorella. Ad oggi non ho ancora fatto esami al seno, ma so essere una cosa importante e da non trascurare, nemmeno in giovane età. Ho un compagno, desidero una famiglia e dei figli, magari prima dei trent'anni, quindi la salute e la prevenzione assumono un ruolo ancora più incisivo».

 


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