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Cardiologia

Covid-19: il rischio cresce con il diabete (anche se sconosciuto)

pubblicato il 04-09-2020

Una glicemia superiore a 140 aumenta il rischio di un decorso più grave del Covid-19. L'infiammazione provocata dal Sars-CoV-2 potrebbe causare l'insorgenza del diabete

Covid-19: il rischio cresce con il diabete (anche se sconosciuto)

Sono soprattutto le persone affette da malattie croniche ad ammalarsi di forme gravi di Covid-19, che possono portare alla necessità di ricovero in terapia intensiva e condurre al decesso. Comprendere quali siano le categorie di persone a maggior rischio di sviluppare forme severe di malattia è importante per applicare strategie di prevenzione rivolte anche a limitare la pressione della pandemia sul sistema sanitario (e in particolare sulle terapie intensive). Tra queste, ci sono anche le persone affette da diabete di tipo 2: più esposte al rischio di sviluppare la polmonite interstiziale caratteristica della malattia provocata dal Sars-CoV-2. A confermare il rischio aumentato con cui convivono questi pazienti - anche coloro che sono diabetici, pur non sapendo ancora di esserlo - è uno studio condotto dall’Università di Padova. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Diabetes Research and Clinical Practice.

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DIABETE E COVID-19

Il diabete mellito è una malattia metabolica cronica che, in Italia, colpisce quasi quattro milioni di persone. È caratterizzata soprattutto da alti livelli di zucchero nel sangue (glicemia) che, a lungo andare, provoca danni cronici a cuore, reni, occhi e nervi. Già nel mese di marzo, un'analisi pubblicata sul Journal of Endocrinological Investigation aveva suggerito che il diabete mellito rappresentasse una delle condizioni croniche che predispongono a forme gravi di Covid-19. Adesso è giunta la conferma. Coordinati da Gian Paolo Fadini, direttore della divisione di malattie metaboliche dell’azienda ospedaliero-universitaria veneta, i ricercatori hanno raccolto i dati di oltre 400 pazienti ricoverati per Covid-19 e ne hanno seguito il decorso durante la fase acuta della malattia. Così è stato possibile rilevare che, chi prima di contagiarsi con il Sars-CoV-2 conviveva già con il diabete, convive con un rischio doppio di sviluppare una forma più grave di polmonite intestiziale.


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POLMONI PIU' A RISCHIO SE SI HA (ANCHE) IL DIABETE

La ricerca ha portato alla luce anche nuovi dati su quali possano essere i motivi che rendono i pazienti con diabete suscettibili allo sviluppo di forme gravi di Covid-19. «Abbiamo notato che i pazienti diabetici, durante il ricovero ospedaliero per la malattia provocata dal coronavirus, presentavano livelli peggiori della maggior parte degli esami di laboratorio - sottolinea Mario Luca Morieri, internista e ricercatore all’Università di Padova -. Ma l’elemento chiave è l’aggravamento rapido della funzione respiratoria, che ha fatto crescere anche il ricorso al ricovero in terapia intensiva per questi pazienti». Quanto descritto finora è stato registrato anche tra coloro - 1 su 5 di quelli coinvolti nello studio - che si sono scoperti diabetici soltanto una volta in ospedale. Secondo Fadini, non si può escludere che «la potente infiammazione correlata al Covid-19 possa aver scatenato la comparsa del diabete in una quota di questi pazienti». 

GLICEMIA: MEGLIO FERMARSI PRIMA DI 140

A conferma che l’iperglicemia sia un fattore di rischio in caso di contagio da Sars-CoV-2 è anche un altro studio, pubblicato da un gruppo di specialisti dell’azienda ospedaliero-universitaria di Pisa sulla rivista Diabetes Care. Valutando il decorso di 271 pazienti ricoverati per Covid-19, i ricercatori hanno dimostrato «che un un valore della glicemia al momento del ricovero maggiore di 140, indipendentemente da una diagnosi nota di diabete, rappresenta un importante campanello d’allarme che deve indurre ad attuare un approccio terapeutico ancora più mirato», spiega Stefano Del Prato, direttore dell’unità operativa di malattie metaboliche e diabetologia del policlinico toscano e blogger di Fondazione Umberto Veronesi. «Al di là della consapevolezza dell’essere diabetici, l’iperglicemia è un fattore associato a una prognosi più grave nei pazienti affetti da Covid-19», che presiede l’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (Easd).

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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