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Cardiologia

Ipertensione: sport efficace anche se si vive in un luogo inquinato

pubblicato il 23-09-2020

Per prevenire o ridurre l'entità dell'ipertensione, gli esperti consigliano di fare sport (soprattutto) a chi vive in città inquinate. Eventualmente, anche all'aperto

Ipertensione: sport efficace anche se si vive in un luogo inquinato

L’ideale sarebbe vivere in un luogo salubre e fare attività fisica, in modo da ridurre le possibilità che la pressione sanguigna superi i livelli di guardia. Ma se non fosse possibile respirare sempre aria pulita, muoversi (anche all’aperto) sarebbe un consiglio comunque sempre valido. Essere fisicamente attivi - che si viva in un luogo più o meno inquinato - è infatti una delle soluzioni più efficaci per evitare l’arrivo dell’ipertensione. A confermarlo è uno studio condotto su 140mila adulti sani a Taiwan (dove i livelli annui di polveri ultrafini superano quasi di tre volte i limiti fissati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità). Registrando le loro abitudini a cadenza settimanale e monitorando la qualità dell’aria per cinque anni, i ricercatori della scuola di salute pubblica dell’Università cinese di Hong Kong hanno concluso che «l’attività fisica regolare è utile a prevenire e ridurre l'entità dell’ipertensione, anche se si vive in luoghi inquinati».

I BENEFICI DELL'ATTIVITA' FISICA
PER LA SALUTE

INQUINAMENTO E SPORT ALL'APERTO

L’ipertensione è una condizione che riguarda oltre un miliardo di persone nel mondo e rappresenta il principale fattore di rischio per la salute cardiovascolare. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet nel 2017, l’elevata pressione sanguigna ha contribuito a determinare oltre dieci milioni di decessi nel 2016: pari quasi a un terzo (31.9 per cento) del totale. Se da un lato l’inquinamento atmosferico è considerato un fattore in grado di «avvicinare» l’ipertensione, altrettanto unanime è il parere della comunità scientifica relativamente ai benefici indotti dall’attività fisica. Il dilemma di molti però è il seguente: premessa l’opportunità di fare sport, come comportarsi se si vive in un luogo inquinato? Un rebus di non semplice risoluzione, se si considera che lo sport aumenta la frequenza degli atti respiratori (iperventilazione) e che questa necessità, in un luogo caratterizzato da un’aria poco salubre, aumenta il contatto dell’organismo con i composti inquinanti (soprattutto se ci si muove all'aperto).


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LO SPORT «ABBASSA» LA PRESSIONE

La risposta che emerge dall’ultima ricerca, pubblicata sulla rivista Circulation, premia l’efficacia dell’attività fisica. Sebbene l’ideale sarebbe respirare aria pulita in ogni momento del giorno, muoversi regolarmente è indicato anche se non si ha questa opportunità, per prevenire la comparsa dell’ipertensione. A questa conclusione sono giunti i ricercatori dell’Università di Hong Kong, dopo cinque anni di lavoro. La loro analisi conferma che le persone più protette sono coloro che vivono in località poco inquinate e svolgono regolarmente attività fisica (l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150’ a settimana). Mentre al polo opposto si collocano i sedentari che trascorrono la maggior parte del proprio tempo in città in cui si registrano alti livelli di polveri ultrafini (nello studio sono stati considerati i livelli di PM 2.5). Nel mezzo ricadono coloro che abitano in luoghi inquinati, ma che possono decidere di mantenere un adeguato livello di forma fisica o di cadere nell’ozio. La scelta - è quanto si evince dall’ultimo lavoro - non è priva di ricadute. A seconda dell’intensità del lavoro svolto, i ricercatori hanno infatti registrato un rischio inferiore di sviluppare l’ipertensione (dal 4 al 13 per cento) tra coloro che erano abituati a svolgere un’attività pur vivendo in un luogo inquinato.

MA LA LOTTA ALL'INQUINAMENTO RIMANE LA PRIORITA'

Vivere in un luogo poco salubre deve dunque rappresentare un motivo in più per svolgere attività fisica. «Questo studio conferma quanto sia importante svolgere attività fisica per proteggere il cuore e, nello specifico, prevenire l’insorgere dell’ipertensione», afferma Russell Luepker, direttore del programma di ricerca clinica dell’Università del Minnesota e membro del comitato scientifico dell’American Heart Association. A ciò occorre aggiungere - sulla base delle conclusioni di altre ricerche - che il beneficio si estende alla prevenzione del diabete, del cancro (il legame è evidente per una dozzina di tumori) e della depressione. «L’inquinamento è causa dell’insorgenza di malattie cardio e cerebrovascolari e di numerosi decessi evitabili - precisa l’epidemiologo Xiang Qian Lao, che ha coordinato la ricerca: la più ampia tra quelle condotte per valutare l’effetto combinato della qualità dell'aria e dell’attività fisica sulla pressione sanguigna -. Combatterlo deve diventare una priorità: non soltanto per ridurre l’impatto dell’ipertensione. Detto ciò chiunque, ma a maggior ragione chi vive in luoghi condizionati da una qualità dell’aria scadente, dovrebbe imparare che ritagliarsi il tempo necessario per l’attività fisica può comunque fare la differenza».

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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