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Fumo

Fumo: ecco perchè danneggia le tue arterie

pubblicato il 12-09-2011
aggiornato il 18-01-2017

Tra gli innumerevoli danni che il fumo, attivo e passivo, produce nell’organismo, gli effetti sui vasi sanguigni sono spesso tenuti in minore considerazione rispetto, per esempio, a quelli che si riferiscono ai polmoni

Fumo: ecco perchè danneggia le tue arterie

Tra gli innumerevoli danni che il fumo, attivo e passivo, produce nell’organismo, gli effetti sui vasi sanguigni sono spesso tenuti in minore considerazione rispetto, per esempio, a quelli che si riferiscono ai polmoni. Un tumore al polmone fa paura. E quindi le persone tendono a mettere in campo misure preventive per evitarlo. La stessa cosa non succede, quantomeno non nelle stesse dimensioni, per le patologie cardio e cerebrovascolari che possono derivare dal fumo di sigaretta.

Non è ancora così ben radicata nell’opinione comune l’idea che fumare mette a rischio il cuore. Eppure, tutti gli esperti sono praticamente concordi nel considerare il fumo tra i principali fattori di rischio cardio e cerebrovascolare: dall’infarto del miocardio all’ictus cerebrale, dall’aterosclerosi e sue ripercussioni sugli organi all’arteriopatia periferica.Sotto accusa sono diversi componenti del fumo, tra cui il monossido di carbonio (CO) e la nicotina: sono loro i responsabili di una serie di effetti negativi sui vasi arteriosi (ma anche venosi), soprattutto l’irrigidimento e il restringimento, l’aumento della pressione sanguigna, l’accelerazione della formazione delle placche aterosclerotiche, insieme alla minore ossigenazione dei tessuti. Quest’ultimo aspetto, molto importante, è legato alla competizione del CO con l’ossigeno nel legame con l’emoglobina.

Il monossido di carbonio “scalza” l’ossigeno dal suo legame con la proteina che lo trasporta nel sangue, provocando un’insufficiente ossigenazione dei tessuti. In pratica, quando l’emoglobina, attraverso il sangue, arriva ai polmoni per ossigenarsi i suoi legami sono in buona percentuale già “impegnati” con il CO e quindi riesce a trasportare meno ossigeno di quanto dovrebbe o potrebbe. é per questo che chi fuma ha spesso il fiato corto, nel senso che basta un piccolo sforzo, come fare le scale, per causare un aumento della frequenza della respirazione.

(testo tratto da "L'enciclopedia della salute", realizzata da Fondazione Veronesi con il Corriere della Sera)


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