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Ginecologia

Così la dieta può «condizionare» l'inizio della menopausa

pubblicato il 18-06-2018

I legumi freschi e i pesci ricchi di grassi «buoni» ritarderebbero l'inizio della menopausa, al contrario dei consumi eccessivi di zuccheri raffinati e delle diete vegetariane più rigide

Così la dieta può «condizionare» l'inizio della menopausa

La vita media si è allungata, si invecchia più tardi e più lentamente. Per questo motivo le donne, anche se non più giovanissime, rivendicano il diritto di vivere appieno la loro sessualità. Si spiega così il desiderio di molte di loro hanno di procrastinare l'arrivo della menopausa, che sancisce la conclusione della finestra di fertilità della vita di ogni donna. Un aiuto, per perseguire questo obiettivo, può giungere anche dalla dieta. Se per evitare di ingrassare in questa fase della vita si consiglia di mangiare meno, come indicato nel nostro quaderno «Speciale Menopausa», per «ritardare» in maniera naturale l'arrivo della menopausa sarebbero due le categorie di alimenti che non dovrebbero mai mancare dalle tavole delle signore: i legumi e il pesce

COME PREPARARSI ALLA MENOPAUSA? 

DIETA E MENOPAUSA

Il messaggio giunge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Epidemiology & Community Health da un gruppo di ricercatori dell'Università di Leeds. Gli scienziati hanno rilevato i consumi quotidiani di 217 alimenti di oltre 35mila donne (inglesi, scozzesi e gallesi) di età compresa tra 35 e 69 anni per poi incrociare queste informazioni con il momento dell'inizio della menopausa. Dopo un'osservazione durata quattro anni - periodo durante il quale sono state raccolte anche altre informazioni riguardanti le donne: il loro peso corporeo, la frequenza dell'attività fisica, la storia riproduttiva (con o senza figli) e l'eventuale ricorso alla terapia ormonale sostitutiva in premenopausa - gli autori dello studio si sono concentrati su 914 donne entrate in menopausa tra i 40 e i 65 anni. In media, l'inizio della menopausa è coinciso con il raggiungimento del cinquantunesimo anno. Ma incrociando l'età della fine dell'età fertile con i consumi alimentari a livello individuale, i ricercatori hanno osservato che alcuni alimenti possono condizionare il momento della menopausa. 

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SI' AGLI ZUCCHERI, MA SENZA ECCESSI

Una dieta ricca di pesce, legumi e dei micronutrienti zinco (abbondante nel parmigiano, negli anacardi, nelle interiora di suino e bovino e, in generale, negli alimenti di origine animale) e vitamina B6 (carne, pesce, frattaglie, legumi e frutta secca) è risultata in grado di ritardare l'inizio della menopausa in maniera naturale. Mentre uno schema alimentare ricco di carboidrati raffinati, come la pasta (non integrale) e il riso, potrebbe invece «avvicinare» questo momento, con i potenziali rischi che ne conseguono. Una menopausa precoce è infatti considerata un fattore di rischio per l'insorgenza dell'osteoporosi e delle malattie cardiovascolari, per cui le donne in realtà convivono con un rischio inferiore rispetto agli uomini nelle prime decadi della vita. I ricercatori hanno notato che il consumo di ogni porzione aggiuntiva giornaliera di carboidrati raffinati era associata al raggiungimento della menopausa con oltre un anno di anticipo: al netto di altri possibili fattori influenti, di natura genetica (anomalie cromosomiche) o ambientale (malattie autoimmuni, metaboliche, danni al tessuto ovario indotti dalla chemio o dalla radioterapia). L'azione dei carboidrati sarebbe dovuta a un aumento dei livelli di resistenza all'insulina che determinerebbe una riduzione degli intervalli tra i diversi cicli mestruali l'anticipo della fine del periodo fertile. Il vantaggio indotto dai legumi e dal pesce sarebbe invece merito dell'apporto di composti antiossidanti, che preserverebbero la maturazione e il rilascio degli ovociti: procrastinando così l'arrivo della menopausa.

«PREMIATE» LE DONNE ONNIVORE

Una dato a prima vista sorprendente - tenendo conto pure che lo studio in questione è di tipo osservazionale: dunque non in grado di provare una causalità diretta rispetto a quanto osservato - è emerso invece dal confronto tra donne vegetariane e onnivore. Frutta e verdura sono d'aiuto nel mantenimento di un adeguato peso corporeo, oltre che nell'apporto di antiossidanti. Ma la rinuncia alla carne non può essere considerata premiante, in questo caso. I ricercatori hanno infatti osservato che molte donne vegetariane effettuavano uno o più spuntini salati ogni giorno e, in alcuni casi, sono entrate in menopausa con quasi due anni di anticipo. Cosa che invece non è stata notata nelle donne onnivore, che consumavano alimenti di origine animale anche un paio di volte a settimana.  


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MENOPAUSA: PRIMA O DOPO?

Il momento in cui per una donna inizia la menopausa non segna soltanto un cambio di registro nelle sue abitudini. Come spiega Janet Cade, docente di epidemiologia nutrizionale e sanità pubblica all'università di Leeds, tra le autrici della pubblicazione, «l'età alla quale inizia la menopausa può avere implicazioni sulla salute delle donne». Le questioni sono differenti. Come già detto, una menopausa che giunge prima del termine spesso determina una perdita della massa ossea: col rischio conseguente di sviluppare l'osteoporosi. Ma anche una menopausa troppo tardiva può esporre una donna ad alcune insidie: su tutte un rischio aumentato di sviluppare tumori al seno, alle ovaie e all'endometrio. Ragione per cui approfondire il legame tra i nutrienti della dieta e l'età di comparsa della menopausa «può essere molto utile per coloro che potrebbero già essere a rischio o avere una storia familiare che determina una maggiore probabilità di sviluppare una delle condizioni regolate anche dall'età di inizio della menopausa», chiosa l'esperta.


Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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