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Perché gli anziani mangiano meno (e in modo meno salutare)?

pubblicato il 04-11-2020

Alcune malattie più frequenti negli anziani possono limitare il piacere e la capacità di mangiare correttamente. I consigli per chi è nella terza età

Perché gli anziani mangiano meno (e in modo meno salutare)?

Seguire una dieta adeguata e corretta non è affatto scontato, soprattutto nell’anziano, perché ciò richiede conoscenze, capacità di scelta e autonomia gestionale. Tutto questo può essere complicato dall’insorgere di malattie che colpiscono più frequentemente le persone nel corso della terza età e che, pur non essendo talvolta particolarmente invalidanti, possono rendere difficile alimentarsi in modo sano e salutare.

 

DISFAGIA ED EDENTULIA

La disfagia è un disturbo della deglutizione che rende difficoltoso o, nei casi più gravi, addirittura impossibile il passaggio dei liquidi o del cibo dalla bocca allo stomaco. Una persona anziana che soffre di disfagia deve prestare molta attenzione durante i pasti per evitare il rischio di aspirazione, cioè di passaggio di liquidi o alimenti nelle vie aeree, che può comportare conseguenze anche molto gravi. Cosa può accadere quando si comincia a deglutire male? Che, per paura, una persona limiti molto la varietà di cibi e liquidi, mangi meno del necessario o perda addirittura interesse nei confronti della buona tavola. Anche l’assenza parziale o totale dei denti (edentulia) o la presenza di protesi mobili possono condizionare l’alimentazione degli anziani. Le soluzioni per mantenere il piacere della tavola in sicurezza ci sono: usare alimenti frullati a consistenza morbida e omogenea nella disfagia, oppure scegliere pasti morbidi e appetitosi nell’edentulia.

 


CALO DEL TONO DELL’UMORE

Con l’avanzare dell’età, possono essere tanti i motivi che portano alcune persone a sentirsi più malinconiche o addirittura depresse: una malattia, la perdita di una persona cara, la solitudine, la perdita di ruolo sociale. Queste situazioni possono causare isolamento e perdita d’interesse per le cose abituali, come leggere il giornale, guardare la TV, frequentare gli amici, uscire di casa. La tristezza diventa compagna abituale e spesso si perde anche l’interesse nei confronti del cibo. Il medico di famiglia può diventare un punto di riferimento per l’anziano sia come raccoglitore del disagio, sia per la terapia antidepressiva se indicata.

 


DIABETE DI TIPO 2

Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica che colpisce spesso le persone in età avanzata. Chi ne soffre ha i valori di glucosio nel sangue spesso elevati (iperglicemia) e una produzione minore di insulina (l’ormone che permette di metabolizzare il glucosio) da parte del pancreas o una minor efficacia di questo ormone. Di solito il diabete mellito di tipo 2 inizia nell’età adulta soprattutto in soggetti obesi o con alimentazione ricca di calorie e carboidrati, spesso sedentari. Cosa fare per aiutare i farmaci a ridurre la glicemia? Assumere alimenti meno raffinati, ricchi di fibre e poveri di zuccheri a rapido assorbimento, come le verdure, i cereali integrali e i legumi, e ridurre al minimo i dolci, le bevande zuccherate e lo zucchero aggiunto a caffe o the.

 


IPERCOLESTEROLEMIA

Il colesterolo «cattivo» (LDL) è uno dei nemici più temibili dell’apparato cardiocircolatorio. Per contro, il cosiddetto colesterolo «buono» (HDL) ha il compito di ripulire le arterie: il suo livello nel sangue può aumentare se manteniamo uno stile di vita attivo. Circa il 70 per cento del colesterolo presente nel sangue è sintetizzato dall’organismo, mentre la quota restante è di origine alimentare. Più ancora del colesterolo negli alimenti, però, sul bilancio di lipidi nel sangue può influire il contenuto di grassi saturitrans. Per questo è utile limitare il consumo di cibi industriali ricchi di grassi, carni rosse, interiora di animali, burro, tuorlo d’uovo, salumiformaggi grassi. Anche in questo caso una dieta ricca di fruttaverdura, cereali integrali e proteine da pesce, carne biancalatte (parzialmente scremato) e legumi, unita all’esercizio fisico regolare, è una preziosa alleata per combattere il colesterolo cattivo e restare in salute.

 


OSTEOPOROSI

L’osteoporosi è una patologia molto comune soprattutto negli anziani: con l’età diminuisce la quantità di massa ossea; le ossa diventano più fragili tanto che anche traumi di piccola entità possono provocare una frattura. Per combattere l'osteoporosi è bene consumare tutti i giorni alimenti ricchi di vitamina D (come latticini) e calcio. Spesso il medico curante integra la dose di vitamina D con preparati farmaceutici.

 


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