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Oncologia

Tumori della pelle: come togliersi quei brutti inestetismi

pubblicato il 30-07-2012

Bozze, croste, escrescenze grigiastre, che sono il segno dell'età avanzata, si cancellano con una seduta di laser terapia. Si riacquista un aspetto estetico gradevole e si previene il rischio che questi basaliomi degenerino

Tumori della pelle: come togliersi quei brutti inestetismi

«Sono tanti anni che ha quel bozzo in faccia. Ora è vecchio, e come si fa ad operarlo? Oltretutto è in terapia anticoagulante, e  il cardiologo ha sconsigliato di sospenderla.» E’ la situazione di tanti anziani, spesso afflitti da carcinomi basocellulari e spinocellulari, le due neoplasie cutanee più comuni. All’inizio sembrano una cosa da nulla, e non si va dallo specialista. Poi negli anni le lesioni (che agli inizi sembrano crosticine, bollicine o piccole papule) diventano non solo molto antiestetiche, ma anche pericolose, perché tendono ad espandersi  nei tessuti circostanti, anche se raramente danno metastasi.

IL NON PROBLEMA ANTICOAGULANTE - Dice la dottoressa Anna Colombetti, che all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è responsabile della struttura di Laser Terapia: «Noi invitiamo tutti a farsi vedere prima che queste lesioni trascurate si accrescano e diventino invalidanti, ma anche in stadi avanzati possiamo operare in tutta tranquillità il nonnino o la nonnina cardiopatici che da anni sono in terapia con anticoagulanti. Recentemente c’è stato un dibattito sulla necessità o meno di sospendere gli anticoagulanti in prossimità di un intervento, ma noi siamo al di fuori di questa diatriba. Perché non usiamo il bisturi, ma il laser, che non provoca sanguinamento perché coagula il sangue nello stesso tempo in cui rimuove il tessuto malato. Il laser è indicato anche nelle zone “difficili”: palpebra, padiglione auricolare, interno delle narici».

RICOVERO IN DAY HOSPITAL - Nel reparto che Colombetti dirige s’incrociano sostanzialmente bambini e anziani. I bambini, anche di pochi mesi, vengono portati per cancellare con il laser seduta dopo seduta (ci vuole pazienza) gli angiomi grandi o piccoli  volgarmente chiamati «macchie di vino», che compromettono la qualità di vita di chi viene al mondo con queste macchie rossastre. Per le persone di mezza età che spesso sono state troppo al sole e sono state colpite dalla cheratosi attinica (benigna, ma brutta da vedere: sono escrescenze grigiastre) e per gli anziani che hanno trascurato per anni i piccoli carcinomi poi diventati grossi (nel reparto ne curano circa 600 all’anno), i tempi sono molto più rapidi.

PERSONALE PREPARATO E UMANO - Dice Colombetti: «Con un ricovero in day hospital, coperto dal Servizio sanitario nazionale, in genere risolviamo il problema con un’unica seduta laser, il paziente va a casa in giornata.» Il grande vantaggio di chi si rivolge all’Istituto dei Tumori è di trovare un ambiente multidisciplinare: esperienza per fare diagnosi, tecnologia laser per un’accurata terapia e la competenza per una diagnosi istologica sicura. Essere in mani esperte vuol dire anche godere della massima attenzione sul piano umano, cosa importante soprattutto per i bambini e gli anziani. Per i carcinomi, l’anestesia di solito è locale, e tranne la sopportabile puntura dell’iniezione nella zona da operare, non si sente né dolore né fastidio. Si dovrà poi tenere un cerotto per un mese. Resterà una cicatrice più che accettabile, che non bisognerà esporre al sole nei primi tempi (altrimenti scurisce) e che nel tempo andrà man mano ad assumere quasi il colore normale della pelle. Conclude Colombetti: «Invecchiare è un privilegio, però non siamo obbligati ad avere tutti i segni della vecchiaia. La vita media si è allungata, e quindi le neoplasie della cute, tipiche dell’età avanzata, sono più frequenti. Perché convivere con qualcosa che rende meno gradevole il proprio volto? ».


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