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Pediatria

Asma e dintorni: quasi uno studente su tre respira male

pubblicato il 24-04-2017

L’asma potrebbe essere più diffusa rispetto alle stime attuali che indicano una prevalenza di circa il dieci per cento fra bambini e adolescenti

Asma e dintorni: quasi uno studente su tre respira male

L’asma fra i giovanissimi potrebbe essere più diffusa rispetto alle stime attuali. I ragazzi con una tosse insistente, un senso di peso al torace o che rimangono senza fiato in situazioni in cui non o dovrebbero accusare fastidi, come dopo una breve corsa o anche a riposo, sono circa il trenta per cento. Il dato è emerso dal progetto «Asthma Training & Teens», condotto su quattromila studenti fra i 14 e i 18 anni nelle scuole superiori del Triveneto e promosso dalla Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica. I primi dati sono stati discussi in occasione del congresso nazionale, tenutosi a Firenze. La prevalenza dell’asma potrebbe essere dunque più alta rispetto alle stime attuali, che indicano un dieci per cento fra i bambini e gli adolescenti.
 

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PROBLEMI RESPIRATORI (QUASI) PER 1 ADOLESCENTE SU 3

L’indagine ha confermato che in molti adolescenti la funzionalità respiratoria non è perfetta. «I dati raccolti distribuendo questionari fra gli studenti mostrano che, rispetto al previsto, circa il triplo dei ragazzi manifesta alcuni sintomi che potrebbero essere ascritti all’asma - spiega Maria Elisabetta Conte, dirigente medico della struttura di allergologia e immunologia clinica dell’ospedale di Pordenone e coordinatrice del progetto -. Agli studenti sono state fatte delle domande non direttamente riferite all’asma, proprio per avere risposte il più possibile veritiere. Ci siamo accorti che molti hanno segni di disagi respiratori che meriterebbero un approfondimento». I sintomi dell'asma sono definiti, ma non esclusivi: difficoltà respiratorie, respiro sibilante, tosse secca e senso di oppressione toracica. Di conseguenza non sempre si è di fronte alla malattia, ma i dati preliminari dell'indagine «Asthma Training & Teens» indicano comunque che circa il trenta per cento dei giovani di età compresa tra 14 e 18 anni respira male. «E comunque, anche se la prevalenza di una vera asma fosse di poco inferiore, il numero reale di giovanissimi asmatici potrebbe essere almeno doppio rispetto a quello indicato dalle stime attuali», prosegue l'esperta.

  

SENSIBILIZZAZIONE PER I PIU’ GIOVANI

L’obiettivo del progetto - che per avere stime ancora più precise è stato già esteso alle scuole di Toscana, Lombardia, Abruzzo e Puglia: ma sarà poi esteso a tutta Italia - è duplice: accanto all’indagine per capire se l’asma sia sotto diagnosticata, gli allergologi stanno anche portando nelle scuole corsi dedicati a conoscere meglio la malattia. «Educare i giovanissimi è importante per più di un motivo: è fondamentale per chi ha già una diagnosi, perché può migliorare la gestione della malattia e, facendola conoscere anche agli amici, aiutare a viverla con maggiore serenità e senza sentirsi diversi dagli altri grazie alla maggior comprensione da parte dei propri pari», afferma Giorgio Walter Canonica, responsabile del centro di medicina personalizzata asma e allergologia all’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano). 
 

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ASMA PIU’ DIFFICILE TRATTARE COI POLIPI

Nel corso del congresso è stato presentato anche mepolizumab, un nuovo anticorpo monoclonale efficace contro le forme più gravi dell’asma, che possono essere determinate dalla contemporanea presenza dei polipi nasali. Si tratta di piccole sacche che vanno a occupare le cavità nasali, rendendo di conseguenza più complicata la respirazione. La loro rimozione chirurgica non sempre risulta risolutiva. Tra i sintomi della poliposi ci sono l’ostruzione nasale, la sinusite, una riduzione o l’assenza del senso dell’olfatto. «Le cause possibili sono allergie, sinusite cronica, intolleranza agli analgesici e mucoviscidosi - spiega Canonica -. È importante individuare i polipi negli asmatici per intervenire nel modo corretto. Alcune terapie biologiche impiegate per l’asma possono avere ripercussioni positive anche sui polipi». 

@fabioditodaro

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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