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Pediatria

Come riconoscere, prevenire e gestire il colpo di calore

pubblicato il 03-08-2017
aggiornato il 11-08-2017

Temperatura corporea oltre il limite: a rischio soprattutto bambini e anziani. I sintomi più comuni e i consigli utili contro il colpo di calore

Come riconoscere, prevenire e gestire il colpo di calore

Caldo elevato, tassi di umidità pari o superiori al novanta per cento, comportamenti poco prudenti o a rischio: è questo il mix di fattori che può predisporre allo sviluppo del colpo di calore. Possibile in entrambi in sessi, a qualunque età o stato di salute generale, è tuttavia più probabile in soggetti fragili - bambini e anziani - in cui la termoregolazione corporea è meno efficiente e capace di gestire l’importante sbalzo termico interno, alla base del fenomeno. Da Antonio Voza, responsabile del servizio di Pronto Soccorso dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), alcuni buoni consigli per pervenire e gestire il colpo di calore.


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TEMPERATURA AL LIMITE

Si è soliti pensare che la colonnina di mercurio possa salire ai massimi livelli solo quando ‘misura’ la temperatura esterna, invece può accadere che lo stesso bollente fenomeno avvenga anche per quella corporea, interna. Persino in assenza di febbre, come nel caso di un colpo di calore. «Si tratta di una sopraelevazione della temperatura corporea interna oltre i 38-39°C - spiega Voza - che l’organismo non riesce a riportare a norma, cioè a valori inferiore ai 37 gradi con ripercussioni importanti sull’organismo, quali l’alterazione del metabolismo o dell’equilibrio di alcune funzioni vitali ma anche ormonali e degli scambi gassosi».

 

I SINTOMI DEL COLPO DI CALORE

Le alterazioni possono manifestarsi con una diversa sintomatologia, secondo la gravità del colpo di calore: da disturbi aspecifici come astenia, cioè stanchezza e spossatezza, generale malessere, un inizio di sensazione di nausea e vomito, ma anche cefalea o vertigini fino problemi fisiologici più seri tra cui un aumento della frequenza cardiaca e ipotensione. «Sono esposti al rischio di colpo di calore -a ggiunge lo specialista -soprattutto bambini e anziani i quali hanno un sistema di regolazione della temperatura meno pronto e efficace a gestire contesti repenti e di emergenza». Meccanismo che è regolato dal corpo attraverso la sudorazione, quindi l’eliminazione di liquidi e il conseguente raffreddamento della superficie corporea: due azioni sinergiche capaci, nella maggior parte dei casi, di tenere a bada o riportare temperatura allo zenith a norma, senza scosse per l’organismo.


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SUDORAZIONE «ALLENATA» 

Lo sport dà una mano al benessere del nostro organismo. Sempre, anche quando si tratta di termoregolazione, allenandola a migliori performance. «Alcuni studi in letteratura – aggiunge Voza – in particolare una ricerca condotta su di un gruppo di militari nel Nevada sottoposti a importanti sforzi fisici ricorrenti e in condizioni estreme, dimostrano che organismi allenati a compiere attività sportiva in luoghi particolarmente caldi e umidi, nel tempo tendono a sviluppare una capacità di sudorazione, quindi termoregolatoria, nettamente maggiore.  Ovvero il corpo aumenta la propria capacità di eliminare liquidi attraverso la cute, diminuendo la quantità di sali minerali naturalmente persi con la sudorazione da un individuo non allenato». Ulteriore dimostrazione che il nostro organismo ‘allenato’ ha dei meccanismi di compenso molto efficaci e nascosti. Impensati.

 

PREVENZIONE 

Ci sono comportamenti corretti, preventivi e cautelativi che allontanano il rischio di  colpo di calore: non esporsi raggi solari nei momenti più caldi della giornata, non compiere sforzi fisici nella fascia centrale del giorno, specie quando all’alta temperatura si somma anche un elevato tasso di umidità, fornire all’organismo il giusto apporto di liquidi anche giusta la giusta alimentazione, a favore di una eventuale compensazione di squilibri elettrolitici, specie di sodio, potassio e cloro. La cui carenza può indurre una sintomatologia più accentuata nei soggetti più sensibili al colpo di calore e infine. Tra i consigli pratici: evitare di indossare abiti neri o molto scuri che, attirando i raggi solari, in condizioni particolari possono concorrere allo sviluppo di stati di ipertermia, bagnarsi e mantenere la cute umida, facilitando così la termoregolazione esterna.


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GESTIONE DEL COLPO DI CALORE

Tempestività è la parola d’ordine. Occorre infatti trasportare, se possibile, in tempi zero la persona colpita da colpo di calore al Pronto Soccorso o richiedere il pronto intervento chiamando il 118. Nell’attesa è necessario riportare quando più rapidamente possibile la temperatura corporea al di sotto die 37°C, posizionando del ghiaccio a livello della fronte e di tutte le concavità dove passa sangue, come ascelle e inguine. «E’ noto che la febbre alta, intorno o superiore ai 38,5°C, è una difesa - aggiunge Voza - ma quando l’ipertermia è legata a un colpo di calore è un danno per l’organismo, non più in grado di svolgere le sue normali funzioni a temperature così elevate. Dunque in fase di ricovero si cercherà di riportare i valori termici a livelli fisiologici, ricorrendo ad esempio all’uso di coperte refrigerate, idratando l’organismo con della soluzione fisiologica o liquidi freschi che aiutano anche a compensare un eventuale squilibrio degli elettroliti e facendo uso di farmaci sintomatici in caso di disturbi gastrici con nausea e/o vomito. Nella maggior parte dei casi nell’arco di 24-36 ore il problema si risolve e il paziente, dimesso, potrà proseguire una eventuale terapia consona al domicilio».

 


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