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Alimentazione

Sport in estate: bere sì, ma non troppo

pubblicato il 06-08-2015
aggiornato il 03-08-2017

Recuperare i liquidi è importante. Ma un eccessivo consumo di acqua riduce la concentrazione di sodio, con effetti anche seri per gli atleti

Sport in estate: bere sì, ma non troppo

In estate gli sportivi sono abituati a sentire parlare di disidratazione, con relativi consigli: bere molto, anche più dei due litri al giorno raccomandati di norma, per fare fronte alla dispersione di liquidi che accompagna le temperature elevate e lo sforzo fisico. Ma andare troppo in là non migliora il risultato sportivo e può essere dannoso per la salute.

 

DEFICIT DI SODIO

Sebbene se ne parli poco, infatti, la rapida e massiccia ingestione di liquidi non è da sottovalutare. Come spiega Michael Rosner, docente di medicina interna e nefrologia all’Università della Virginia, «l’eccessivo consumo di acqua o altre bevande può portare a una condizione nota come iponatriemia, in cui nel corpo i livelli di sodio diventano improvvisamente troppo bassi. Le conseguenze possono essere anche fatali. Il malessere si manifesta subito con mal di testadebolezzavomito e crampi. Ma se non riconosciuta e ristabilita in tempo, la condizione può portare il paziente in coma».

 

 

BERE SOLTANTO QUANDO SI HA SETE

Il rischio dell’eccessiva idratazione è contenuto - un lavoro pubblicato nel 2013 su Medicine and Science in Sports and Excercise lo stima in meno dell’1% degli sportivi -, ma è stata la causa di almeno 14 decessi, dal 1981 a oggi, negli Stati Uniti. Va chiarito che si tratta di eventi fuori del comune. L’estate scorsa, per esempio, un diciassettenne morì probabilmente per le conseguenze dell’iponatremia: dopo una partita di football aveva bevuto, secondo i testimoni, sette litri e mezzo di acqua e una quantità simile di bevanda con integratore salino. Sulla base di questi precedenti, e della percezione errata che una maggiore idratazione possa migliorare le performance sportive, Rosner ha redatto le linee guida per prevenire l’iponatriemia, pubblicate sul Clinical Journal of Sports Medicine. «Bere soltanto quando si ha sete», è il messaggio che emerge come sintesi. In questo modo si eviteranno sempre sia l’iponatriemia sia la disidratazione. Altri consigli utili sono quelli di fare subito una doccia, dopo aver finito di correre, e una merenda salata.


@fabioditodaro

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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