«Il 97% degli europei vive in zone in cui si registrano concentrazioni di particolato fine superiore ai limiti fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ed è l’Italia, la nostra Italia a ospitare l’area più inquinata del continente: la Pianura Padana», così scrive Roberto Boffi, primario di pneumologia all’Istituto nazionale dei tumori di Milano e tra i principali esperti italiani di danni da fumo e da smog nel suo I tuoi scudi anti smog, (Sonzogno, 2025).
E’ un invito a prendere nuovamente atto di quella che è la realtà e il punto di partenza imprescindibile per proteggersi, per quanto possibile, dai danni, enormi, dell’inquinamento.
Il libro analizza, attraverso il riferimento a numerosi studi scientifici italiani e internazionali, le varie forme di inquinamento, indoor e outdoor.
L'IMPATTO DELLO SMOG SULLA SALUTE
Il punto di partenza è la presa di coscienza di quanto l’inquinamento sia insidioso. «Sfugge agli occhi perché invisibile ed è prevalentemente inodore. Non è contagioso, al contrario di virus e batteri. Inoltre, sbagliando, non ci percepiamo responsabili. Quindi tendiamo a negarlo», spiega Boffi.
Invece i numeri parlano, come emerge nelle prima parte del libro: “Le morti premature per l’inquinamento atmosferico sono ogni anno più di 300.000 in Europa, di cui circa 50.000 in Italia. Se le concentrazioni di sostanze inquinanti fossero state in linea con le soglie fissate, nel 2021, si sarebbero evitati molti dei decessi attribuibili a PM 2.5 (253.000), al biossido di azoto (52.000) e all’ozono (22.000). (Dati 2021, Agenzia Europea dell’ambiente). Ai lutti si aggiungono le patologie che peggiorano la qualità della vita di bambini, adulti, anziani”.
Boffi spiega in maniera articolata e al tempo stesso chiara e fruibile, l’impatto dell’inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque sulla nostra salute; mette l’accento sull’intreccio tra smog e cambiamento climatico, connubio deleterio, in grado di amplificarne gli effetti nocivi sul benessere degli esseri umani e del pianeta.
Nella seconda parte del libro ci accompagna per mano con l’intento di fornirci indicazioni pratiche su quello che possiamo fare a casa e quando stiamo all’aperto.
L'INQUINAMENTO INDOOR
Si parte dalle nostre abitazioni: quando e come aerearle, a che cosa porre attenzione quando cuciniamo, le insidie nascoste nella camera da letto, come scegliere i prodotti per la pulizia, il ruolo dei purificatori e delle piante.
Boffi sottolinea, ad esempio, l’impatto dell’inquinamento in cucina, generato dalla cottura in sé, dalla scarsa ventilazione e dall’uso di combustibili. La cucina domestica determina la morte di più di 3 milioni di persone nel mondo, soprattutto nelle aree più povere del pianeta. I fornelli a gas, infatti, oltre al metano, sprigionano due inquinati: il biossido di azoto e il benzene. Il primo è un potente irritante polmonare, il secondo un conclamato cancerogeno. L’alternativa possibile è la cucina a induzione a zero emissioni perché non genera né anidride carbonica, né monossido di carbonio. Importante è anche la scelta delle cappe che devono essere, prima di tutto, correlate alle dimensione dell’ambiente e al volume dell’attività di cottura. Anche la scelta della friggitrice non è affatto irrilevante: quella ad aria nettamente migliore, soprattutto per la carne che deve essere comunque consumata con parsimonia. E qui pneumologi, nutrizionisti ed esperti del clima sono d’accordo.
La carne e, ancora peggio il suo eccesso, non fanno bene alla salute e all’ambiente. Gli allevamenti intensivi sono i principali responsabili dell’emissione di un inquinante primario, l’ammoniaca. «Per la precisione, in Italia gli allevamenti generano i tre quarti di tutte le emissioni di ammoniaca. E l’ammoniaca nel nostro Paese è la seconda fonte di formazione di polveri sottili, quelle che da noi causano circa 50.000 morti premature. Non è un caso che le vittime dell’inquinamento si concentrino nella Pianura Padana, territorio con una presenza massiccia di allevamenti intensivi», scrive Boffi.
La camera da letto, l’ambiente in cui riposiamo diverse ore, deve essere adeguatamente arieggiata, evitando però i momenti di maggior traffico, soprattutto se la finestra è in prossimità di una zona molto frequentata. Gli arredi vanno scelti con cura per scongiurare la presenza di formaldeide, molecola notoriamente cancerosa. Occhio anche alle colle e alle vernici. Anche le stampanti, che negli uffici devono essere posizionate in luoghi specifici, non devono assolutamente essere presenti in camera da letto. Possono essere pericolose per le esalazioni di inchiostro che tendono a disperdersi nell’ambiente. Grande attenzione anche ai prodotti per la pulizia che possono trasformarsi in sorgenti di inquinamento. Alcuni detergenti rilasciano, infatti, sostanze irritanti. Sempre meglio optare per prodotti “Green”, senza profumo, non troppo aggressivi e con confezioni ricaricabili. Un capitolo molto importane è quello relativo ai riscaldamenti domestici e alle insidie nascoste in romantici camini o stufe a pellet. Interessante anche il ruolo delle piante in casa, utili a dare una mano nell’assorbire sostanze pericolose. Boffi traccia le caratteristiche di diverse specie floreali, mentre descrive in maniera accurata il ruolo dei purificatori d’aria, mettendo in evidenza tipologie e caratteristiche.
LO SMOG FUORI CASA
L’inquinamento outdoor costituisce un altro capitolo molto importante perché comprende numerosi aspetti, a partire da consigli pratici sugli spostamenti in città, sfatando anche alcuni miti. Non sempre, ad esempio, l’ideale è muoversi in bicicletta, soprattutto nelle ore di punta, o quando lo smog è alle stelle anche per condizioni meteo. Si parla poi di fumo all’aperto, di sigarette elettroniche e del pericolosissimo fumo duale (il fumatore che aggiunge alla sua routine la sigaretta elettronica), del fumo passivo e dei suoi pericoli (ovviamente anche indoor). Numerosi sono i consigli pratici sugli “scudi anti smog” da utilizzare all’aperto: dalle mascherine e quali scegliere, alla conoscenza delle condizioni atmosferiche che favoriscono il ristagno degli inquinanti, ai rischi del periodo estivo che sono diversi da quelli delle giornate invernali.
Insomma tantissimi stratagemmi e… affermazioni curiose che fanno a lungo pensare: lo sapevate, ad esempio, che l’auto di un fumatore vale di meno? «Esperti del settore di vendita di auto mi hanno riferito che, nelle valutazioni dell’usato, incide la qualità dell’aria rilevata nell’abitacolo. In pratica la macchina di un fumatore si deprezza più di quella di un non fumatore perché si impregna di puzza difficile da debellare», conclude Boffi.


