Dona ora
Neuroscienze

11 settembre, 25 anni dopo: cresce il peso delle malattie legate a Ground Zero

Oltre due decenni di osservazione permettono di capire meglio gli effetti a lungo termine del disastro sulla salute fisica e mentale

Guerre e attacchi terroristici portano con sé devastanti distruzioni e altre terribili conseguenze, alcune meno visibili nell’immediato, ma con un impatto significativo sulla vita delle persone. La drammatica ricorrenza dell’attacco terroristico dell’11 settembre del 2001 alle Torri Gemelle del World Trade Center (nella foto, il memoriale a Ground Zero) e al Pentagono ne è un esempio importante.

Oltre alle 3mila vittime, alcune mai identificate, e a più di 6mila feriti, negli anni successivi si sono manifestate conseguenze sulla salute associate all'esposizione alla complessa miscela di polveri, fumi e sostanze chimiche presenti nell'area del World Trade Center. In questi anni numerosi studi scientifici hanno esaminato e documentato gli effetti sanitari degli eventi dell’11 settembre, che tornano all'attenzione collettiva in occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati.

IL WORLD TRADE CENTER HEALTH PROGRAM

Una fonte spesso citata è il World Trade Center (WTC) Health Program, un programma federale che ha come scopo principale fornire informazioni, servizi e assistenza sanitaria alle persone coinvolte a vario titolo nell’attentato, e che hanno una condizione di salute che sia certificata come correlata agli eventi del 2001.  Il programma finanzia anche la ricerca sulle patologie fisiche e mentali legate all’11 settembre, e pubblica periodicamente i dati sulle persone assistite e sulle malattie registrate, compresi i tumori.

L’ultimo rapporto è stato pubblicato l’1 agosto 2026. Il numero cumulativo delle persone alle quali è stata certificata dal programma una malattia oncologica correlata all’esposizione al WTC è passato da 3.204 nel 2015 a 57.044. Per la prima volta, inoltre, il numero delle persone classificate dal WTC Health Program come survivors e con una certificazione di cancro WTC-correlato ha superato quello dei responders: 28.913 contro 28.131.

Per interpretare i dati è bene chiarire che cosa comprendono le categorie adottate dal WTC Health Program. Nel programma, la categoria survivors comprende le persone che si trovavano nell'area del World Trade Center o nelle zone circostanti, inclusi residenti, lavoratori, studenti e persone presenti al momento degli attacchi o nei giorni successivi. I responders comprendono invece i soccorritori, i vigili del fuoco, gli operatori sanitari e gli altri professionisti e volontari impegnati nelle operazioni di soccorso, recupero e bonifica.

Tra le diagnosi di tumore certificate dal programma figurano anche forme meno frequenti, come tumori del timo, tumori della mammella maschile e tumori neuroendocrini.

I DATI SUI VIGILI DEL FUOCO

All'interno della popolazione esposta, il rapporto epidemiologico del Fire Department of the City of New York (FDNY), dedicato ai suoi soccorritori e vigili del fuoco, offre un quadro specifico. Il quarto e ultimo rapporto, diffuso in questi giorni in occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati, mostra che 4.257 membri FDNY hanno attualmente una certificazione per cancro, mentre oltre 10.000 hanno almeno una certificazione per una condizione fisica correlata all'esposizione e 4.496 almeno una certificazione per una condizione di salute mentale. Inoltre il rapporto segnala che l'86% dei responder WTC con diagnosi di cancro è vivo a cinque anni dalla diagnosi.

In generale, l’aumento del numero cumulativo delle certificazioni oncologiche registrate come correlati all’11 settembre va letto anche tenendo presente l’aumento dell’età nell’intera popolazione di soccorritori e sopravvissuti. La maggior parte ha ora un’età compresa tra i cinquanta e i settant’anni. Questo elemento, tuttavia, non annulla le evidenze raccolte negli anni sugli effetti dell’esposizione alle sostanze presenti nell’area del World Trade Center.

NON SOLO CANCRO: GLI EFFETTI SULLA SALUTE MENTALE

Il cancro non è l'unica conseguenza a lungo termine sulla salute osservata nelle persone esposte all’attacco terroristico. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ossia la principale Agenzia Federale degli Stati Uniti per il controllo e la prevenzione delle malattie, tra 400mila e 500mila persone furono esposte alla nube di polveri e sostanze tossiche generata dagli attentati.

Il già citato rapporto del Fire Departement della Città di New York su un campione di 15.000 vigili del fuoco e soccorritori dell’Emergency Medical Services, ha messo in evidenza una forte co-morbilità (presenza concomitante) tra gravi disturbi respiratori e disturbi mentali.

Nonostante siano passati venticinque anni, le ferite psicologiche restano enormi. Circa il 10-14% dei vigili del fuoco monitorati soffre ancora di PTSD, Disturbo Post Traumatico da Stress. E il rischio, secondo il rapporto, è significativamente più alto per coloro che sono arrivati per primi sul sito durante il crollo o che hanno lavorato per mesi sulle macerie. Restano, poi, molto diffuse anche ansia e depressione, attacchi di panico e disturbi del sonno.

Per quanto riguarda la popolazione di sopravvissuti e residenti nelle aree limitrofe a Ground Zero, secondo l'amministrazione di New York, nei 5-6 anni successivi il disturbo post traumatico da stress avrebbe colpito il  20% degli adulti direttamente esposti all’evento (una quota 4 volte superiore alla media nazionale). A più di dieci anni di distanza, la prevalenza cronica si era invece attestata intorno al 15 per cento.

Fai una donazione regolare

Sostieni la ricerca, sostieni la vita

Frequenza di donazione
Importo della donazione