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Morandi Fabio

NOTE BIOGRAFICHE: 

  • Nato a Genova nel 1976
  • Laureato in Scienze Biologiche all’Università degli Studi di Genova
  • PhD in Patologia Clinica all’Università degli Studi di Genova

Una doppia strategia per colpire il neuroblastoma (leggi qui l'intervista)

2017

Linfociti T CAR GD2 in modelli preclinici di neuroblastoma

 

Il neuroblastoma è un tumore del sistema nervoso simpatico che colpisce soprattutto bambini sotto ai 5 anni di età. I pazienti affetti da un neuroblastoma ad alto rischio tendono a ricevere una prognosi sfavorevole nonostante il trattamento con terapie aggressive: è quindi più che mai importante trovare nuove opportunità di cura. In quest’ottica una strada promettente è quella dell’immunoterapia, cioè l’addestramento di cellule del sistema immunitario per colpire specificamente le cellule tumorali.

Questo progetto si propone di sviluppare nuove strategie terapeutiche per il neuroblastoma utilizzando una linea di linfociti T geneticamente modificati e combinati al Bevacizumab. Nello specifico, i linfociti T utilizzati sono geneticamente modificati (“linfociti T CAR”) per riconoscere specificamente GD2, una molecola espressa dalle cellule di neuroblastoma (“linfociti T CAR GD”), e per attaccare così in maniera efficiente e selettiva il tumore.

Un limite di questo approccio è spesso la scarsa possibilità per queste cellule di raggiungere l’interno della massa cancerosa. Per aiutare i linfociti modificati a penetrare più facilmente nel tumore e di conseguenza massimizzare la loro efficacia, saranno associati a un trattamento con il Bevacizumab, un anticorpo che contrasta la formazione aberrante di nuovi vasi sanguigni nei tumori. Questa molecola, già ampiamente utilizzata come chemioterapico, oltre ad avere di per sé un’efficacia anti-tumorale è in grado a basse dosi di normalizzare la vascolatura tumorale.


Se questa terapia combinata si rivelasse efficace in modelli pre-clinici, lo studio aprirà nuove prospettive di cura per i pazienti affetti da neuroblastoma ad alto rischio.

 

DOVE SVILUPPERA' IL PROGETTO:

Istituto Giannina Gaslini, Genova 

Area

Oncologia