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L’impatto di dolcificanti, coloranti e conservanti sulla salute

Additivi alimentari e rischi per la salute

Le autorità di controllo li considerano sicuri se assunti entro i limiti raccomandati, ma alcuni studi sollevano dubbi sul potenziale impatto negativo degli additivi alimentari sulla salute. Le ricerche sono in corso e coinvolgono edulcoranti, coloranti, conservanti e molte altre sostanze comunemente aggiunte ai cibi per diversi scopi.


  • Con il termine additivi alimentari si indicano sostanze aggiunte ai cibi industriali per modificarne specifiche caratteristiche come i tempi di conservazione, il gusto, il colore o la consistenza.
  • L’approvazione e l’uso di questi additivi sono controllati da specifiche autorità competenti come la Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) in Europa e la Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti che definiscono anche le Dosi Giornaliere Ammissibili (DGA) ritenute sicure per l’uomo.
  • Studi condotti su ampie popolazioni suggeriscono che consumi particolarmente elevati di cibi contenenti additivi (cibi “processati” o “ultra-processati”) potrebbero essere legati a un aumento del rischio di alcuni tumori.
  • Alla base di questo incremento del rischio ci sono interazioni con geni chiave nel processo di trasformazione tumorale delle cellule e la promozione di condizioni che favoriscono il tumore, come per esempio l’infiammazione cronica.
  • Scegliere una alimentazione basata su prodotti freschi e pochissimi cibi pronti e leggere sempre con attenzione le etichette aiuta a ridurre l’esposizione agli additivi.

Tanti additivi, tante funzioni

Nella categoria generale degli additivi alimentari approvate in Europa sono incluse oltre 300 sostanze, suddivise in categorie a seconda della loro funzione.

Tra queste categorie, solo a titolo di esempio, sono inclusi:

  • Edulcoranti/dolcificanti: usati come sostituti dello zucchero per conferire il sapore dolce riducendo le calorie. Sono infatti molto più potenti del classico zucchero nell’azione dolcificante (fino a 20.000 volte in più per alcuni additivi).
  • Coloranti: hanno la funzione “estetica” di modificare il colore del cibo per renderlo più attraente o di ripristinare il colore naturale che a volte si perde durante la lavorazione.
  • Conservanti: prolungano la durata degli alimenti e li proteggono dagli effetti dannosi legati alla proliferazione di microorganismi e dall’ossidazione.
  • Emulsionanti: permettono la formazione o il mantenimento di una miscela omogenea di due o più sostanze che normalmente rimarrebbero separate (per esempio acqua e olio).
  • Esaltatori di sapidità: esaltano il sapore di un prodotto.
  • Agenti gelificanti: cambiano la consistenza di un prodotto e portano alla formazione di un gel.

Alcuni additivi, conservanti ad esempio, sono presenti già in natura, come la vitamina C nella frutta o il licopene nei pomodori, ma possono anche essere sintetizzati in laboratorio (licopene sintetico).

Dal punto di vista del consumatore è fondamentale sapere che la presenza di un additivo in un prodotto alimentare deve essere obbligatoriamente segnalata in etichetta e che ciascun additivo è indicato con una lettera E seguita da un numero (vitamina C: E300; pectina: E440).

La lista completa degli additivi autorizzati nell’Unione Europea e le informazioni su nome, e modalità di utilizzo, è presente e consultabile partendo dalla banca dati che la Commissione europea dedica a queste sostanze.

Additivi alimentari e cancro

EFSA, FDA e altre agenzie che si occupano di sicurezza alimentare valutano regolarmente l’impatto sulla salute degli additivi che vengono aggiunti agli alimenti e, sulla base dei dati disponibili, definiscono le cosiddette Dosi Giornaliere Ammissibili (DGA), ovvero le quantità di additivi che l’uomo può assumere quotidianamente senza rischi per la salute.

Se assunti secondo queste indicazioni, gli additivi sono quindi sicuri e non devono destare preoccupazioni.

Studi più recenti stanno però mettendo in luce un possibile legame tra alcuni additivi alimentari e un aumento del rischio di sviluppare alcuni tumori.

  • Dolcificanti: nel 2023, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato l’aspartame (E951), un dolcificante 200 volte più dolce dello zucchero, come possibilmente cancerogeno per l’uomo (Gruppo 2B), sulla base di prove “limitate” sia in studi sull’uomo che su modelli animali e su possibili meccanismi. Valutando lo stesso dolcificante, i dati dello NutriNet-Santé hanno mostrato un incremento, seppur lieve, del rischio di cancro, in particolare di cancro del seno e dei tumori legati all’obesità, in persone che consumavano livelli elevati di aspartame rispetto a chi ne consumava livelli più bassi.
  • Conservanti: una recente revisione della letteratura suggerisce un possibile legame tra diete ad alto contenuto di conservanti e aumento del rischio di tumore del colon-retto giovanile, ovvero in persone di età inferiore ai 50 anni. Gli autori mettono al centro di questo aumento del rischio l’abbondanza di cibi pronti e ricchi di conservanti spesso tipici delle diete dei giovani e ricchi di conservanti come nitriti, nitrati, benzoati e solfiti.
  • Coloranti, sempre dalla coorte dello studio NutriNet-Santé, emergono anche dati che suggeriscono un’associazione tra coloranti alimentari e incidenza di tumori in generale, di tumore del seno e di tumore del seno in post-menopausa in chi seguiva una dieta più ricca di coloranti rispetto a chi ne seguiva una con pochi o senza coloranti.

I meccanismi alla base del possibile aumento del rischio

Di fronte a questi dati è importante cercare di comprendere quali sono i possibili meccanismi alla base delle associazioni osservate. I ricercatori ne hanno identificati alcuni:

  • Genotossicità: una volta entrati nell’organismo, additivi come i nitriti possono trasformarsi in molecole che modificano e danneggiano il DNA. Inoltre, alcuni dolcificanti possono interagire con geni coinvolti nella regolazione della crescita cellulare.
  • Stress ossidativo: gli additivi possono portare alla formazione di radicali liberi.
  • Infiammazione: non è raro che gli additivi stimolino la produzione di molecole infiammatorie, creando condizioni favorevoli per lo sviluppo di diverse malattie, incluso il cancro.
  • Alterazione del microbiota: Alcuni additivi possono alterare l’equilibrio presente all’interno della comunità dei microrganismi che popolano l’intestino, portando a una condizione chiamata disbiosi.

fonti

NIH-NCI. Artificial Sweeteners and Cancer.

CRUK. Do artificial sweeteners cause cancer?

FDA. Aspartame and Other Sweeteners in Food.

FUV. Aspartame nella dieta: quali rischi per la salute?

EFSA. Additivi alimentari.

EFSA. Dolcificanti.

EFSA. Coloranti alimentari.

Regolamento (CE) N. 1333/2008 del parlamento europeo e del consiglio.

Commissione europea. Banca dati degli additivi alimentari.

Hasenböhler A, et al. Intake of food additive preservatives and incidence of cancer: results from the NutriNet-Santé prospective cohort. BMJ. 2026 Jan 7;392:e084917. doi: 10.1136/bmj-2025-084917.

Mafe AN, Büsselberg D. Food Preservatives and the Rising Tide of Early-Onset Colorectal Cancer: Mechanisms, Controversies, and Emerging Innovations. Foods. 2025 Sep 1;14(17):3079. doi: 10.3390/foods14173079.

Debras C, et al. Artificial sweeteners and cancer risk: Results from the NutriNet-Santé population-based cohort study. PLoS Med. 2022 Mar 24;19(3):e1003950. doi: 10.1371/journal.pmed.1003950. PMID: 35324894; PMCID: PMC8946744.

Pavanello S, et al. Non-sugar sweeteners and cancer: Toxicological and epidemiological evidence. Regul Toxicol Pharmacol. 2023 Mar;139:105369. doi: 10.1016/j.yrtph.2023.105369.

Shah S, et al. Food colouring additives and cancer incidence in the NutriNet-Santé prospective cohort. Eur J Epidemiol. 2026 Apr 9. doi: 10.1007/s10654-026-01393-3.

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