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Vernici e rischio di tumore, un legame complesso da definire

Le vernici sono cancerogene? Una domanda che gli esperti si sono posti basandosi soprattutto sul fatto che le vernici contengono miscele di diversi composti, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi e in alcuni casi anche legati a un aumento del rischio di tumore.

Tra questi composti potenzialmente pericolosi possiamo citare solventi organici (toluene, xilene, alcoli, chetoni, esteri), pigmenti colorati (in passato anche piombo e cromo), additivi e resine e i cosiddetti “composti organici volatili” (COV).  Definire il legame tra vernici e cancro non è semplice, anche perché ogni vernice ha una diversa composizione, ma oggi abbiamo a disposizione numerosi studi che ci aiutano a capire se e quanto entrare in contatto con le vernici si lega a un incremento dei rischi per la salute.

Leggi e regolamenti su misura.
A tutela dei cittadini e di chi lavora a contatto con queste sostanze esistono regolamenti nazionali e internazionali che definiscono i confini entro i quali i produttori devono mantenersi per garantire che il prodotto in commercio sia sicuro per chi lo utilizza e per fornire tutte le indicazioni per utilizzarlo in sicurezza. Solo a titolo di esempio si può citare la cosiddetta “direttiva vernici”. È la Direttiva 2004/42/CE relativa alla “limitazione delle emissioni di composti organici volatili (COV) dovute all'uso di solventi organici in talune pitture e vernici e in taluni prodotti per carrozzeria”, entrata in vigore in Italia nel 2006 a seguito del decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161.

Chi lavora con le vernici è il più a rischio di sviluppare un tumore

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) si è occupata di valutare il rischio oncologico legato alle vernici e in particolare ha classificato nel Gruppo 1, ovvero come “cancerogena per l’uomo”, l’esposizione professionale alle vernici (come pittore). Gli esperti della IARC hanno valutato numerosi studi condotti su modelli animali e sull’uomo e sono infine giunti alla conclusione che ci sono dati sufficientemente forti per poter affermare che questa categoria professionale ha in effetti un aumento del rischio.

In particolare, rispetto alla popolazione generale chi lavora con le vernici è più a rischio di sviluppare mesotelioma, tumore del polmone e tumore della vescica. Le percentuali di aumento variano in modo significativo tra i diversi studi a sottolineare che il grado e la pericolosità dell’esposizione sono determinati da molteplici fattori, incluso il tipo di vernice o la durata dell’esposizione stessa, ma anche per esempio il fumo di sigaretta.

Gli studi sugli animali non sono particolarmente utili per definire meglio tali percentuali, ma si sono rivelati importanti ai fini di comprendere  i meccanismi attraverso i quali le vernici, o meglio i diversi composti che le compongono, possono favorire l’insorgenza del cancro. A conti fatti, i dati mostrano che molte delle sostanze analizzate hanno un effetto genotossico, ovvero sono in grado di causare danni al DNA. Come si legge nel documento IARC, data la complessità e la natura mutevole delle miscele alle quali sono esposti i pittori, sono probabili anche altri meccanismi oltre alla genotossicità. Per la stessa ragione non è stato possibile identificare nello specifico il ruolo di ciascuna sostanza nel determinare il rischio.

Vernici sì, ma in sicurezza

Non solo chi le utilizza per lavoro o opera in aziende che le producono, ma tutti noi siamo in contatto in qualche misura con le vernici, per esempio quando decidiamo di ritinteggiare casa. I dati non mostrano un aumento del rischio di cancro per la popolazione generale, ma le sostanze contenute nelle vernici possono comunque causare altri problemi, non altrettanto gravi ma comunque fastidiosi, come le irritazioni a naso e gola nel caso di inalazione di alcuni COV.

Ecco alcuni consigli per limitare i rischi:

  • Limitare l’utilizzo di materiali contenenti COV (cosmetici, deodoranti, materiali di pulizia, colle, adesivi, solventi, vernici)
  • Utilizzare, quando possibile, vernici a base di acqua
  • Se possibile, non sostare in ambienti appena verniciati nei primi giorni dopo la tinteggiatura
  • Mantenere gli ambienti sempre ben ventilati
  • Non tinteggiare casa durante la gravidanza. Questa indicazione è legata all’osservazione di un aumento del rischio di leucemie in figli di donne esposte a vernici quando erano incinte.

Per i lavoratori del settore vernici esistono speciali dispositivi di protezione individuale (DPI) e disposizioni su come e quanto utilizzarli. In particolare si parla di guanti e abbigliamento idonei per evitare il contatto della vernice con la pelle, e di maschere respiratorie per evitare l’inalazione dei già citati COV o vapori tossici. Infine, sono indispensabili anche occhiali per proteggere gli occhi da polvere e piccole particelle e, in specifici contesti di lavoro (per esempio, cantieri in costruzione) anche caschetto e scarpe antinfortunistiche. 

fonti

IARC Monographs. Chemical agents and related occupations. Volume 100F (2012)

Ministero della Salute. Composti organici volatili (2015)

Cancer Fact Finder. Paint chemicals (2022)

Guha N, et al. Environ Health Perspect. 2010 Mar;118(3):303-12.

Guha N, et al. Occup Environ Med. 2021 Apr;78(4):269-278.

Bachand A, et al. Crit Rev Toxicol. 2010;40(2):101-25.

Guha N, et al. Occup Environ Med. 2010 Aug;67(8):568-73.

DECRETO LEGISLATIVO 27 marzo 2006, n. 161

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