Dona ora

Obesità e cancro: quanto conta l’eccesso di peso

Dottoressa visita paziente per parlare del peso corporeo e del rischio di tumore associato all'obesità

Oggi gli ideali di bellezza valorizzano spesso la magrezza, presentandola come sinonimo di successo e valore personale. Questo porta a diffondere immagini dei corpi poco realistiche e difficili da raggiungere. In questo modo il tema del peso viene ridotto a una questione di volontà individuale, favorendo giudizi e sensi di colpa verso chi ha un corpo diverso da quello ritenuto “normale”.Il peso corporeo, però, non può essere ricondotto né a un ideale estetico né a un obbligo individuale, ma richiede uno sguardo più ampio e rispettoso delle differenze. Dal punto di vista della salute, sono sempre più numerosi gli studi che mettono in relazione l’eccesso ponderale con lo sviluppo di disturbi e problemi di salute che hanno un impatto importante sulla qualità della vita dei singoli e sull’intero Servizio Sanitario Nazionale. Tra questi, ma solo per citare i più comuni: malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, ictus, ipertensione e artrosi e disturbi muscolo-scheletrici.

È importante sottolineare che sovrappeso e obesità non sono il risultato di scelte individuali isolate, ma condizioni complesse, influenzate da numerosi fattori biologici, psicologici, sociali ed economici. Alcuni di questi fattori possono essere modificati nel tempo, attraverso interventi strutturati e adeguati, ma il percorso non è né semplice né uguale per tutti. Uno degli ostacoli sulla strada di chi vuole perdere peso è l’ambiente stesso in cui si vive, il cosiddetto ambiente “obesogenico”, nel quale si hanno a disposizione grandi quantità di cibo ad alta densità energetica, poco saziante ea basso costo. Un ambiente che rende più difficile adottare abitudini alimentari equilibrate e mantenere uno stile di vita attivo a cui si aggiungono una limitata educazione alimentare e opportunità di movimento non sempre accessibili o compatibili con i ritmi quotidiani.

I numeri del problema

All’inizio del millennio si è cominciato a parlare di “globesity” (global + obesity), un termine che indica la diffusione a livello mondiale dell’obesità. Se in passato, infatti, il fenomeno era limitato ai paesi occidentali “ricchi”, oggi ha raggiunto i livelli tali da portare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a parlare di vera e propria epidemia. Nel 2000 per la prima volta il numero delle persone sovrappeso ha superato quello delle persone sottopeso a livello globale e i dati più recenti non sono confortanti: secondo il rapporto OMS 2022 sull’area europea, nel vecchio continente più della metà della popolazione (59%) è in sovrappeso o obesa e i decessi legati all’eccesso di peso superano il milione.

Non va molto meglio in Italia, dove, secondo di dati dei programmi si sorveglianza nazionale PASSI nel periodo 2023-2024 oltre 4 italiani adulti su 10 (43%) hanno un peso sopra la norma, con il 33% in sovrappeso e il 10% obeso.

Particolarmente preoccupante il fenomeno dell’obesità nei più piccoli. L’iniziativa europea COSI (WHO European Childhood Obesity Surveillance Initiative), supportata dall’OMS, mostra che il 25% dei bambini di età compresa tra 7 e 9 è in sovrappeso e il 10% di questi è obeso, anche se le differenze tra i vari paesi sono molto marcate. Molto simili i dati italiani dell’indagine OKkio alla Salute, secondo i quali nel 2023 il 19% dei bambini era in sovrappeso e il 9,8%, di loro era obeso, con un 2,6% dei casi classificati come obesità grave.

Non è solo questione di numeri

Sovrappeso e obesità sono legati al rischio oncologico. Ma cosa significano e come si definiscono queste due condizioni? Per definire il sovrappeso e l’obesità ci si basa in genere sull’indice di massa corporea (IMC), spesso indicato con la sigla inglese BMI (body mass index), un numero che si ottiene dividendo il peso in kg per l’altezza in metri al quadrato. In base al risultato di questo calcolo, si possono definire le seguenti categorie: Sottopeso: <18,5; Normopeso: 18,5-24,9; Sovrappeso: 25,0-29,9; Obesità: ≥30,0 (suddivisa in classi I, II, III). Per fare un esempio: una persona alta 170 cm (un metro e settanta) che pesa 70 kg avrà un IMC pari a circa 24 [70/(1,7x1,7)] che rientra nella categoria “normopeso”.

Più recentemente è stata introdotta anche un’altra misura chiamata “indice di rotondità” (body roundness index, BRI) che tiene conto della circonferenza vita, un parametro importante dal momento che aiuta anche a capire la quantità di grasso che si accumula a livello addominale.

Il BMI è uno strumento estremamente utile negli studi epidemiologici, soprattutto perché consente di confrontare popolazioni numerose, ma oggi è noto che questo numero da solo non basta a determinare la composizione corporea e di conseguenza il rischio per la salute (oncologico e non). Persone con lo stesso BMI possono infatti avere quantità e soprattutto distribuzioni del grasso corporeo estremamente diverse. In questo ambito, una recente metanalisi pubblicata su BMC Medical Imaging ha confrontato misure antropometriche classiche, come BMI e circonferenza vita, con esami basati su immagini, come risonanza magnetica e assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA). I risultati mostrano che i due approcci non sono equivalenti: calcolando il BMI e misurando la circonferenza vita si riesce a definire la presenza di grasso addominale totale e sottocutaneo in modo simile a quanto si ottiene con risonanza e DXA, ma non si riesce a determinare in modo preciso la quantità di grasso viscerale (che si accumula attorno agli organi interni ed è considerato il più pericoloso) e soprattutto di grasso presente a livello del fegato.

Da non dimenticare poi che la perdita e il controllo del peso non sono percorsi semplici: secondo dati europei, solo circa una persona obesa su quattro riesce a ottenere una riduzione del peso ritenuta clinicamente significativa (ovvero perdita pari ad almeno il 5% del peso corporeo), mentre la maggioranza va incontro a fallimenti o al recupero dei chili persi nel tempo. Alla base di queste difficoltà c’è il fatto che l’obesità è una patologia complessa e una condizione cronica, che nasce ed è sostenuta da meccanismi biologici e neurologici specifici, e non può essere ridotta a una pura questione di forza di volontà.

Sulla base di tutte queste premesse è chiaro che, quando si parla di rischio oncologico, i numeri sulla bilancia o le misure antropometriche possono essere utili per orientarsi, ma non raccontano tutta l’intera storia, che deve necessariamente essere inserita in un contesto più ampio per essere compresa fino in fondo.

Obesità e cancro

Tutte le raccomandazioni per la prevenzione del cancro includono il mantenere un peso nella norma. Questo perché ormai non ci sono dubbi sullo stretto legame sovrappeso e obesità e rischio di sviluppare un tumore, e non solo quelli dell’area addominale, che più facilmente possiamo ricollegare ai chili in eccesso. Tradizionalmente si dice che l’obesità si lega a un incremento del rischio di almeno 13 diversi tumori: seno, colon-retto, pancreas, esofago, cistifellea, endometrio, ovaio, reni, fegato, parte superiore dello stomaco, tiroide, mieloma e meningioma. I dati suggeriscono però che anche altri tipi di cancro (prostata, linfoma Non-Hodgkin, tumore del seno maschile, cavità orale e gola) possono essere in qualche modo legati a sovrappeso e obesità.

Le percentuali di aumento del rischio non sono le stesse per tutti i tumori: si stima per esempio che circa il 50% dei tumori dell’endometrio sia legato all’obesità, mentre per altri tumori i numeri sono più bassi. I numeri comunque parlano chiaro: secondo la American Cancer Society, negli Stati Uniti circa il 5% dei tumori negli uomini e l’11% nelle donne è attribuibile all’eccesso di peso.

Alla base del legame eccesso di peso e cancro


Oltre ad osservare e documentare il legame tra eccesso di peso e cancro, nel corso degli anni i ricercatori hanno studiato a fondo anche i meccanismi attraverso i quali tale relazione si stabilisce e si mantiene.
Un punto di svolta in queste ricerche è stato capire che il grasso corporeo non è “inerte”, anzi è un tessuto metabolicamente molto attivo e produce diverse sostanze in grado di influenzare numerosi processi processi biologici.
I principali meccanismi che determinano l’aumento di rischio oncologico nelle persone con eccesso di peso sono:
● Ormoni: nelle persone in sovrappeso aumentano i livelli di estrogeni, insulina e IGF-1, ormoni che favoriscono la proliferazione delle cellule tumorali.
● Infiammazione cronica: l’eccesso di tessuto adiposo favorisce uno stato infiammatorio persistente che può stimolare la crescita tumorale.
● Segnali di crescita: le cellule adipose producono sostanze (adipochine) che possono stimolare la divisione cellulare e ridurre i meccanismi di controllo.

Anche la distribuzione del grasso ha un peso: il grasso viscerale, quello più profondo che si accumula prevalentemente a livello addominale, sembra particolarmente pericoloso perché più attivo dal punto di vista metabolico.

Obiettivo peso sano

Mantenere un peso nella norma riduce il rischio di cancro e di molte altre malattie. Inoltre, evitare sovrappeso e obesità aiuta a tollerare meglio i trattamenti antitumorali e a ridurre il rischio di recidive della malattia.
Perdere peso non è sempre semplice, i fattori in gioco sono molteplici e a volte non dipendono solo dalla pura conta delle calorie, ma anche da fattori psicologici e dal contesto in cui ci si muove. Non è un caso che l’obesità sia stata anche definita un “problema sociale”.
Alcuni consigli possono comunque aiutare a raggiungere l’obiettivo senza pensare a cambiamenti drastici, ma attraverso piccoli passi, portati avanti con costanza.

Alimentazione

● Seguire pasti regolari ed evitare di saltare i pasti
● Ridurre il consumo di cibi ad alta densità energetica (snack, dolci, bevande zuccherate).
● Aumentare il consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali.
● Fare attenzione al proprio senso di sazietà che aiuta nella regolazione delle quantità.
● Leggere sempre le etichette.

Movimento

● Muoversi ogni giorno (camminare, andare in bicicletta, fare le scale).
● Puntare ad almeno 150-300 minuti di attività moderata a settimana.
● Ridurre il tempo passato seduto.

Ogni giorno

● Dormire a sufficienza.
● Limitare il consumo di alcol.

Nei casi di obesità particolarmente grave o difficile da gestire, sono disponibili trattamenti medici mirati, che vanno dalla terapia farmacologica alla chirurgia bariatrica, ma si tratta di opzioni che oltre a dover essere discusse in modo approfondito con il proprio medico e con gli specialisti, richiedono comunque una rieducazione alimentare e un supporto psicologico prima, durante e dopo l’intervento.

NOTA BENE: Le informazioni fornite non sostituiscono il parere di uno specialista. Per valutazioni personalizzate, è fondamentale consultare un medico.

fonti

American Cancer Society. Excess Body Weight and Cancer Risk (2025)

Cancer Research UK. How does obesity cause cancer? (2025)

Cancer Research UK. How can I keep a healthy weight? (2025)

National Cancer Institute – Obesity and Cancer Fact Sheet

ISS-Epicentro. Sorveglianza PASSI 2023–2024

ISS-Epicentro. OKkio alla SALUTE 2023

Epi Obesità, una malattia sociale

Fact Sheet Highlights 2022-2024

Mouchti S, et al. BMC Med Imaging. 2023 Sep 14;23(1):127. doi: 10.1186/s12880-023-01063-w.

Fai una donazione regolare

Dona ora per la ricerca contro i tumori

Frequenza di donazione
Importo della donazione