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Un legame a doppio filo tra stress e cancro

Acuto o cronico, fisico o psicologico, lo stress è spesso presente nelle nostre vite e ha un forte impatto su salute e benessere, anche se non sempre ce ne rendiamo conto.

Lo stress è definito come “una risposta del corpo alle sollecitazioni (fisiche o psichiche) che disturbano l'omeostasi", ovvero quell’equilibrio interno che rappresenta la norma per l’organismo. Sono fattori di stress gli impegni della vita quotidiana, gli eventi particolarmente dolorosi come la morte di una persona cara o la perdita del lavoro e, ovviamente, anche una diagnosi di cancro.

Soprattutto se prolungato nel tempo, lo stress si associa a numerosi effetti negativi: problemi con la digestione e con il sonno, difficoltà di concentrazione, mal di testa, ma anche ipertensione e un abbassamento delle difese immunitarie.

E il cancro? I dati oggi disponibili mostrano un legame, non sempre diretto e spesso difficile da quantificare, tra lo stress e le diverse fasi della malattia; anche per questa ragione è importante capire bene cosa dicono gli studi e come è possibile limitare l’impatto dei fattori stressogeni (ovvero capaci di generare stress) sull’organismo.

Acuto e cronico, una differenza importante

Non tutto lo stress è uguale e non sempre è negativo. Lo stress acuto è una risposta rapida a una situazione impegnativa o pericolosa o comunque percepita come tale e può durare da pochi minuti fino a qualche ora. Questa forma di stress fa parte della cosiddetta reazione di “attacco o fuga” (in inglese “fight or flight”), durante la quale aumentano il battito cardiaco, la pressione sanguigna e la disponibilità di energia sotto forma di glucosio. In queste condizioni di stress acuto, l’organismo funziona in modo efficiente nel produrre molecole pro-infiammatorie e attivando il sistema immunitario, ad esempio spostando alcune cellule di difesa verso la pelle, un meccanismo potenzialmente utile in caso di ferite o infezioni.

Quando le situazioni stressanti si protraggono nel tempo o si ripetono senza un adeguato recupero si parla invece di stress cronico. Può durare giorni, settimane o mesi, come accade in presenza di problemi lavorativi, difficoltà familiari o malattie. In questi casi i sistemi biologici che regolano lo stress possono perdere il loro equilibrio: da un lato può aumentare uno stato di infiammazione persistente, dall’altro si può osservare una riduzione dell’efficacia delle difese immunitarie.

Va però ricordato che il confine tra stress acuto e cronico non è sempre netto. Eventi brevi ma ripetuti possono infatti produrre effetti simili allo stress cronico, oppure un singolo evento intenso può lasciare una traccia duratura ed essere percepito come un pericolo sul lungo periodo. Nell’ottica di valutare l’impatto dello stress sulla salute, è fondamentale tenere conto non solo della presenza dello stress, ma anche della sua durata.

Meccanismi cellulari e molecolari

In presenza di un fattore di stress l’organismo attiva il sistema nervoso simpatico (SNS) e l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) che portano alla produzione di catecolamine come epinefrina e norepinefrina (note anche come adrenalina e noradrenalina) e ormoni glucocorticoidi come il cortisolo, che viene chiamato anche “ormone dello stress” proprio perché i suoi livelli aumentano in presenza di stimoli stressanti.

Queste molecole possono influenzare processi cellulari potenzialmente cancerogeni e possono avere un impatto nelle diverse fasi della malattia: dall’aumento del rischio di svilupparla, fino alla progressione o alla formazione di metastasi se la malattia è già presente.

Studi in modelli animali e di laboratorio hanno dimostrato che lo stress cronico promuove significativamente la crescita di diversi tumori, tra i quali i tumori di seno, colon-retto, fegato, polmone oltre a linfomi e sarcomi.

La norepinefrina stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi) nel tumore e la metastatizzazione, inoltre agisce a livello del sistema immunitario e in alcuni casi “sveglia” cellule tumorali dormienti. I glucocorticoidi possono invece avere un ruolo nella resistenza alla chemioterapia grazie alla loro capacità di agire sul processo di morte cellulare programmata (apoptosi) e possono fare in modo che il sistema immunitario non sia in grado di riconoscere le cellule cancerose.

Diversi studi hanno inoltre mostrato un’associazione tra fattori di stress e aumento dei danni al DNA e difetti nei meccanismi di riparazione di tali danni, condizioni che favoriscono potenzialmente l’inizio della trasformazione maligna.

Infine, ma non certo meno importante, lo stress è in grado di agire sul microbiota intestinale, andando ad alterare l’equilibrio dei batteri che popolano l’intestino e indebolendo così le difese dell’organismo.

Un impatto anche indiretto e difficile da quantificare

Gli studi condotti sull’uomo per valutare il legame tra stress e cancro hanno dato finora risultati contraddittori. Questo non è poi così strano dal momento che è difficile tenere conto di tutti i fattori che entrano in gioco nel determinare tale legame e che ciascuno di noi reagisce in modo diverso anche di fronte a uno stesso evento stressante. La reazione, e di conseguenza il peso di questo evento, dipende dallo stato di salute fisico, dalla rete sociale e di supporto, dal contesto generale nel quale ci si muove, e da tante altre variabili.

Seppur in modo disomogeneo e non sempre confermato nel tempo da altre analisi, sono state osservate associazioni tra stress lavorativo e rischio di tumori di polmone, colon-retto ed esofago, seno e prostata.

Gli esperti ricordano spesso che al di là dei meccanismi diretti, mediati da specifici meccanismi molecolari, lo stress può agire in modo indiretto sul rischio oncologico. In periodi difficili e di particolare stress è più difficile mantenere uno stile di vita sano e questo spinge a comportamenti che aumentano il rischio di cancro.

  • Fumo e alcol.Sono spesso usati come strumenti per“gestire” l’ansia.
  • Alimentazione e obesità. Lo stress spinge verso cibi che danno conforto (“comfort foods”) che spesso sono ipercalorici e favoriscono l’obesità, noto fattore di rischio per molti tumori.
  • Inattività fisica. Quando mancano le energie mentali viene a mancare anche la voglia di fare esercizio, che invece è fondamentale in termini di prevenzione del cancro e di molte altre malattie.

Strategie per ridurre lo stress

Lo stress può quindi avere un impatto molto negativo sulla salute. Evitarlo del tutto è probabilmente impossibile, ma ci sono strategie che permettono di limitarne gli effetti.

  • Attività fisica e stile di vita sano. Il movimento e le buone abitudini a tavola e nelle attività quotidiane aiutano a mitigare gli effetti dello stress.
  • Supporto sociale ed emotivo. affrontare le situazioni stressanti è più semplice se lo si fa con l’aiuto e il supporto di amici e parenti o, quando necessario, anche del medico o dello psicologo.
  • Tecniche di rilassamento. Dalla respirazione al rilassamento muscolare e fino alla meditazione, sono molte le tecniche che possono aiutare a rilassare corpo e mente.
  • Analisi delle priorità. A volte un evento stressante come la diagnosi di cancro è l’occasione per rivedere le proprie priorità e capire cosa è veramente importante e cosa invece può essere lasciato indietro o messo in secondo piano per evitare inutili stress.

fonti

Cancer Research UK. Does stress cause cancer? (2024)

NIH-NCI. Stress and Cancer.

Doolittle MJ. Stress and Cancer: An Overview. Stanford Medicine.

Khan A, et al. Chronic stress: a fourth etiology in tumorigenesis? Mol Cancer. 2025 Jul 17;24(1):196.

Eckerling A, et al. Stress and cancer: mechanisms, significance and future directions. Nat Rev Cancer. 2021 Dec;21(12):767-785.

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