Dona ora
attività fisica

Ernia inguinale: si può evitare la chirurgia con esercizi mirati?

L’esperto spiega perché il rinforzo muscolare non può sostituire la chirurgia e, anzi, talvolta può peggiorare la situazione

Appena comparsa, nel settembre 2025, un’ecografia ha diagnosticato un’ernia inguinale riducibile. È possibile “chiudere” il punto debole dell’addome irrobustendo le fasce muscolari locali con cicli ripetuti di esercizi specifici senza l'intervento chirurgico? Temo che applicare una rete protesica non sia la soluzione più adatta per uno sportivo come me.

S. (domanda pervenuta tramite il form L'esperto risponde)

Risponde il professor Luigi Boni, Professor of Surgery University of Milan Chief of General & Minimally Invasive Surgery Fondazione IRCCS - Ca' Granda - Ospedale Maggiore Policlinico di Milano

Capisco perfettamente il suo ragionamento: l’idea di rinforzare la parete addominale per “chiudere” il punto debole che ha dato origine all’ernia sembra intuitiva, ma purtroppo non funziona così dal punto di vista anatomico. L’ernia inguinale si forma attraverso un difetto strutturale della parete addominale, in una zona composta non solo da muscoli ma anche — e soprattutto — da tessuti fibrosi e connettivi.

Quando questo tessuto si indebolisce o si lacera, si crea un varco attraverso cui il peritoneo e, a volte, un piccolo tratto di intestino possono spingere verso l’esterno. Gli esercizi addominali come crunch, plank, cat-camel o bear walk aumentano la pressione intra-addominale, cioè la forza che spinge dall’interno verso la parete addominale. Di conseguenza, invece di “rinforzare” il punto debole, tendono ad accentuare il difetto, peggiorando col tempo l’ernia o rendendola più sintomatica.

Per questo motivo, il rinforzo muscolare non solo non risolve l’ernia, ma può, in alcuni casi, accelerarne la progressione. Oggi l’unico trattamento realmente efficace resta l’intervento chirurgico, che permette di ricostruire la parete addominale. Le reti protesiche moderne, che vengono impiegate quasi sempre, sono molto diverse da quelle di una volta: sono leggere, flessibili, ben tollerate, e vengono posizionate spesso con tecniche laparoscopiche o robotiche che riducono dolore e tempi di recupero. Anche gli sportivi professionisti vengono operati con queste metodiche riprendendo, dopo un adeguato periodo di riabilitazione, l’attività fisica senza limitazioni.

Fai una donazione regolare

Sostieni la ricerca, sostieni la vita

Frequenza di donazione
Importo della donazione