Ho 72 anni e da più di 12 assumo TOS con tibolone per frequenti vampate di calore. Negli ultimi anni prendo solo mezza pastiglia, che ha sempre funzionato bene, ma ultimamente le vampate sono ricomparse, accompagnate da mal di testa e risvegli alle quattro del mattino. Cosa posso fare? Sono molto preoccupata, perché questi sintomi stanno influenzando la mia qualità della vita.
T. (domanda pervenuta tramite il form L’esperto risponde)
Risponde la professoressa Paola Villa, esperta in Ginecologia e ostetricia presso il dipartimento di Scienze della salute della donna e del bambino del Policlinico Gemelli di Roma.
Il tibolone è una terapia ormonale sostitutiva da tempo utilizzata per il trattamento dei disturbi della menopausa, come le vampate di calore. È considerata una terapia a basso dosaggio (dose standard 2,5 mg) e la durata della terapia dopo i 60 anni va ridiscussa con il proprio medico curante sulla base della rivalutazione dei fattori di rischio cardiovascolare.
Nell’ ottica della personalizzazione della terapia, il dosaggio può anche essere ridotto. Esistono studi che ne hanno valutato l' efficacia, soprattutto ossea, e la sicurezza, anche mammaria, della mezza dose (1,25 mg). Con il passare del tempo dall' età di menopausa, però, rimane un leggero aumento di rischio di eventi trombotici arteriosi. Il tibolone può quindi essere proseguito anche oltre i 10 anni dalla menopausa, previa rivalutazione periodica del rischio cardiovascolare e delle condizioni generali di salute.
Intorno ai 70 anni, ridurre il dosaggio può essere una scelta appropriata. Con il passare degli anni, infatti, l’intensità dei sintomi vasomotori tende generalmente a ridursi. Tuttavia, se le vampate ricompaiono, può essere utile tornare temporaneamente alla compressa intera, per poi ridiscutere il dosaggio in relazione alla valutazione del rischio cardiovascolare, che andrebbe effettuata annualmente.
La ricomparsa dei disturbi può essere legata anche a fattori che influenzano l’assorbimento del farmaco. Tra questi rientrano problemi gastrointestinali, modifiche delle abitudini alimentari, disturbi di malassorbimento o alterazioni del microbiota intestinale. In presenza di uno stato infiammatorio intestinale, l’assorbimento di un dosaggio basso come quello del tibolone può risultare meno efficace. Per questo motivo, può essere utile considerare anche una valutazione gastroenterologica, per escludere eventuali condizioni che interferiscano con l’assorbimento della terapia.

