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tumore al seno

Si può fare crioterapia dopo un tumore al seno?

La crioterapia in cabina non sembra aumentare il rischio di recidiva né interferire con la terapia ormonale. L'esperta chiarisce i dubbi su benefici e limiti, e spiega quali precauzioni adottare

Ho avuto un tumore al seno tre anni fa. Seguo terapia ormonale e ho fatto radioterapia. Il personal trainer e il fisioterapista mi consigliano la crioterapia estetica (cabina che arriva a circa -50 °C per pochi minuti) per alleviare dolori articolari e problemi di circolazione. Posso farla?

G. (domanda pervenuta tramite il form L'esperto risponde)

Risponde la dottoressa Giulia Marvaso, Divisione di Radioterapia - IEO - Istituto Europeo di Oncologia.

In generale, non esistono evidenze scientifiche a supporto del fatto che la crioterapia sistemica effettuata in cabine a basse temperature aumenti il rischio di recidiva del tumore della mammella o interferisca con l'efficacia della terapia ormonale

È importante però distinguere tra i possibili benefici e le prove scientifiche disponibili. Alcune persone riferiscono un miglioramento temporaneo dei dolori muscolari o articolari, ma le evidenze sull'efficacia della crioterapia nel trattamento dei dolori correlati alla terapia ormonale sono ancora limitate e non consentono di raccomandarla come trattamento di routine.

Prima di sottoporsi a questo tipo di trattamento è comunque opportuno confrontarsi con il proprio oncologo o con il fisiatra di riferimento, soprattutto se sono presenti condizioni che possono rappresentare una controindicazione, come malattie cardiovascolari non controllate, ipertensione severa, fenomeno di Raynaud, problemi della circolazione periferica o particolari sensibilità al freddo.

Per il controllo dei dolori articolari associati alla terapia ormonale, gli interventi che hanno dimostrato i maggiori benefici sono l'attività fisica regolare, gli esercizi di rinforzo muscolare e il mantenimento di uno stile di vita attivo, eventualmente associati ad altri trattamenti consigliati dallo specialista.

In conclusione, se non vi sono controindicazioni specifiche e il proprio oncologo è d'accordo, la crioterapia può essere presa in considerazione, ma non rappresenta una terapia standard né sostituisce gli interventi che hanno dimostrato una maggiore efficacia.

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