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Alimentazione

Dieta a tappe durante la chemioterapia e radioterapia

pubblicato il 10-01-2014
aggiornato il 11-10-2017

Gli effetti collaterali delle terapie oncologiche possono essere meglio controllati con alimenti giusti.

Dieta a tappe durante la chemioterapia e radioterapia

In caso di trattamenti chemioterapici e radioterapici per evitare i principali effetti collaterali - infiammazioni al cavo orale, disturbi alla digestione e intestinali, stanchezza - non è importante sapere scegliere solo i cibi più corretti ma saperli anche modulare nelle diverse fasi del trattamento.

Ecco dagli esperti i consigli alimentari di una dieta a tappe che può aiutare a prevenire o a controllare meglio gli effetti collaterali indotti dai farmaci e dalle terapie.


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PRIMA DELLA CURA: 1° TAPPA

La dieta, in questa fase, deve aiutare l’organismo ed in particolare l’intestino, a prepararsi a ricevere la chemioterapia. Dunque gli alimenti vanno scelti in funzione della loro azione protettiva contro possibili disturbi intestinali, squilibri metabolici e ormonali ed andrebbero, secondo gli esperti, così suddivisi:

  • Colazione. Se piace il latte, un giorno alla settimana sarebbe bene bere quello di mucca e nei restanti giorni il latte di soia, di mandorla, di riso o di avena al cui gusto ci si può abituare mescolandolo del  muesli o dei fiocchi di cereali. La bevanda va accompagnata con pane integrale, marmellate senza zucchero, frutta fresca e secca.

  • Pranzo. Può essere indicata una zuppa di verdura e di miso (un condimento derivante dalla soia gialla), o una insalata da variare ogni giorno a cui fare seguire una pasta o un riso integrale, utili a fornire gli zuccheri che verranno bruciati nell’arco della giornata, conditi con delle verdure.

  • Cena. E’ bene scegliere fra un piatto di cereali (grano integrale, farro, orzo) e legumi integrali (fagioli, piselli, lenticchie, ceci, fave, tofu, azuki) oppure pesce. Uova o carne, preferibilmente bianca, vanno mangiati più di rado. Fra i formaggi optare per la ricotta, accompagnando sempre ogni pietanza con verdura o zuppa di verdura.

Meglio non mangiare la frutta a fine pasto che può fermentare e rallentare la digestione, ma consumarla prima o fra i pasti principali.

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DURANTE LA CURA: 2° TAPPA

Obiettivo è impostare una dieta che possa contribuire a prevenire, contenere o combattere gli effetti collaterali, rappresentati principalmente da mucositi, nausea e vomito. Ecco i cibi ad hoc e quelli sconsigliati.

Da preferire:

  • Il pesce azzurro per l’elevato contenuto di grassi (omega-3) ad ’azione anti-infiammatoria.
  • Le proteine vegetali in forma raffinata (evitando cioè le fibre), quali creme di cereali o di legumi. Alcune infiammazioni intestinali (le enteriti) generate da farmaci potrebbero causare anche una intolleranza al glutine; sono pertanto da evitare grano, orzo, segale, avena e farro a favore di riso (anche integrale ma molto ben cotto) e miglio.
  • Alimenti proteici vegetali ricchi di amminoacidi liberi (come il miso) sia sotto forma di zuppa che di condimento per cereali. La zuppa di miso favorisce anche la digestione ed è indicata per accompagnare quotidianamente tutti i pasti. In qualche caso si può ricorrere allo yogurt, ma in modeste quantità.

Da evitare:

  • Fibre di cereali, specie se indurite dalla cottura al forno (pane integrale e pizza, alimenti grezzi) che possono produrre irritazioni meccaniche.
  • Proteine animali (carne rossa e conservata) che possono produrre sostanze tossiche per la mucosa dell’intestino o favorire processi infiammatori a causa dell’elevata presenza di alcuni acidi.
  • Il latte (in particolare se vi sono in corso stati infiammatori intestinali provocati da enteriti da raggi e da chemioterapici) poiché il danno all’intestino tenue può compromettere la capacità di digerire il lattosio scatenando possibili diarree.
  • Zucchero e farine molto raffinate o altri amidi ad alto indice glicemico, quali patate e mais, dolci di pasticceria a favore di dolci al cucchiaio su ricette macrobiotiche, e dolcificanti con malti.


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DOPO LA CURA: 3° TAPPA

Alla fine della chemioterapia, per assicurare un sufficiente apporto nutritivo e pervenire l’aumento di peso, la dieta dovrà ritornare a un equilibrio fra verdure e cereali poco raffinati, e pesce evitando invece alimenti ad alto indice glicemico (zucchero) o contenuto di grassi che favoriscono l’aumento di peso e l’obesità.


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COSA MANGIARE IN PRESENZA DI SINTOMI SPECIFICI

I disturbi più comuni che possono insorgere durante il ciclo di chemio o radioterapia sono il calo dell’appetito e l’alterazione del gusto, l’infiammazione delle mucose, la diarrea, la stipsi, la nausea e/o il vomito. Tali disagi, di intensità variabile da persona a persona, dal tipo di terapia oncologica e dal dosaggio, sono per lo più passeggeri e scompaiono solitamente dopo alcuni giorni dal trattamento.  È bene però sapere cosa mettere nel piatto in presenza di ciascuno di essi.

Calo dell’appetito o alterazioni del gusto. Consumare acqua lontano dai pasti, bere poco a tavola e sostituire l’acqua con tisane ai semi di finocchio, di anice stellato o tè (meglio se verde). Può essere indicato masticare bene e lentamente il cibo per facilitare la digestione e utilizzare posate di plastica (anziché di metallo) e barattoli di vetro per conservare i cibi al fine di ridurre il gusto metallico.

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Infiammazione delle mucose. In caso di uno stato infiammatorio sia del cavo orale che dell’intestino, sono da preferire: cerali integrali e legumi (lenticchie rosse e legumi interi) sotto forma di crema, riso integrale, verdura verde, pesce (sgombro bollito, salmone o pesce azzurro), frutta fresca e/o secca (noci, noccioline), soia, semi di zucca e di lino, olio extravergine di oliva e olio di riso. Vanno evitati invece carni rosse e conservate, uova, fritti, snack salati, pomodori e succhi da essi derivati, grassi, formaggi grassi, dolciumi, cioccolato, pizza e farine raffinate, prodotti integrali cotti al forno, cibi speziati o duri, bevande zuccherate e frizzanti, bevande contenenti caffeina, agrumi, alcolici.

Diarrea. In caso di questo disturbo è bene frazionare in 5-6 piccoli pasti o spuntini i soliti 3 pasti principali. È consigliato bere (lentamente) da 8 a 12 bicchieri di liquidi al giorno suddivisi fra acqua e integratori salini, mantenuti a temperatura ambiente. Fra gli alimenti, sono da preferire quelli ricchi di sodio o potassio - banane, arance, succo di pesca e albicocca, patate bollite e purè -; i cibi poveri di fibre (riso integrale, pane tostato), yogurt bianco e pesce il cui grasso riduce l’infiammazione. Sono sconsigliati carne e formaggi, bevande molto calde o molto fredde, zuccherate e frizzanti, birra, vino, bevande alcoliche e contenenti caffeina, agrumi, latte o alimenti che lo contengono (gelati, frappè, panna acida), alimenti molto speziati, fritti e dolci.

Stipsi. La stipsi può essere causata dai farmaci chemioterapici e antidolorifici o da insufficiente attività fisica. È indicato, in presenza di questa condizione, bere molto (preferibilmente lontano dai pasti) sia acqua ma anche bevande a base di mela e agar agar, tè, succhi di frutta meglio se alla prugna. Impostare poi una dieta ricca di fibre, cibi integrali con pane integrale a lievitazione naturale o con i semi di lino, riso integrale o altri cereali i(sempre integrali) accompagnati da verdure. I cibi andrebbero sempre masticati a lungo per favorire la digestione.    

Nausea e vomito. Frazionare i pasti in 5-6 spuntini affinché lo stomaco non resti mai vuoto, masticare lentamente il cibo che deve essere a temperatura ambiente. Scegliere soprattutto cibi salati e asciutti (ad esempio gallette di riso integrale già salate), evitando fritti o cibi con forte odore, cereali cotti al formo e proteine animali. Non assumere grandi quantità di liquidi durante i pasti.

 

Consulenza: Maurizio Muscaritoli, Direttore, UOD Coordinamento Attività di Nutrizione Clinica, Umberto I, Policlinico di Roma


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Commenti (2)

Redazione 15-06-2017
Caro Carlo Marco, si intendono i giorni delle terapie e quelli immediatamente successivi. Le raccomandiamo di chiedere consiglio al medico curante o di rivolgersi a un servizio di nutrizione clinica in oncologia.
Carlo Marco31-05-2017
Quando si parla ad esempio di "seconda tappa: durante la cura" si intende tutto il periodo del trattamento chemioterapico (quindi x mesi) oppure il giorno dell'infusione? Grazie.

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