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Cardiologia

Anche i bambini possono avere la pressione alta

pubblicato il 29-11-2017
aggiornato il 02-12-2017

Sovrappeso e familiarità, ma anche il peso alla nascita possono influire sul rischio di ipertensione nei bambini

Anche i bambini possono avere la pressione alta

Passano troppe ore su internet, praticano poca attività fisica e seguono una dieta scorretta. Questo è lo scenario per un bambino italiano su cinque e come conseguenza, oltre al sovrappeso e l'obesità, può registrarsi l’ipertensione. Sì: anche i bambini possono avere la pressione alta. E il problema è che, oltre alla salute dei più piccoli, «un bambino iperteso sarà molto probabilmente un adulto iperteso, quindi più a rischio di avere un malattia cardiovascolare: ovvero la prima causa di morte e di spesa sanitaria nei paesi occidentali», sostiene Gianfranco Parati, direttore dell'unità operativa di cardiologia dell'ospedale San Luca - Istituto Auxologico Italiano di Milano e presidente della Società Italiana di Ipertensione Arteriosa


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Secondo i dati elaborati dalla società, il quattro per cento dei bambini e degli adolescenti italiani tra i 4 e i 18 anni ha la pressione alta e quattro bambini su cento sono ipertesi già alle elementari. Il problema, dunque, non appartiene soltanto ai giovani statunitensi, considerati più abituati a consumare alimenti poco salutari e ad avere uno stile di vita sedentario. «Esiste una correlazione tra il tempo trascorso di fronte a dispositivi elettronici e l'incidenza dell'obesità e dell'ipertensione in età infantile - afferma Rinaldo Missaglia, presidente del Sindacato Italiano Medici Pediatri di Famiglia (Simpef) -. Gli ultimi dati europei ci vedono purtroppo sopra la media europea, per sovrappeso e obesità infantile: con una situazione grave sopratutto in alcune regioni del Sud. Ancora attuale è inoltre il problema del fumo di sigaretta, che contribuisce a determinare un quadro di ipertensione. Idem dicasi per la sedentarietà: eppure bastano trenta minuti al giorno per almeno quattro volte alla settimana per ridurre i valori della pressione».


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NUMERI IN CRESCITA

Che l'incidenza dell’ipertensione arteriosa tra i bambini sia in continua crescita lo dimostra anche l'attenzione rivolta dalla Società Europea dell'Ipertensione, che per la prima volta ha emanato le linee guida rivolte all'età pediatrica. Dai dati risulta che il 5-6 per cento dei bambini e degli adolescenti del Vecchio Continente in apparente buona salute in realtà è iperteso. ma nei bambini obesi la percentuale sale fino al 22 per cento. Oltre agli stili di vita, però, anche il peso basso o eccessivo alla nascita così come la familiarità possono determinare l'ipertensione. Un motivo in più per raccontare al pediatra del proprio figlio se in famiglia ci siano già alcuni casi di ipertensione.

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Ma come si riscontra l'ipertensione in un bambino? Sul punto fanno chiarezza le ultime indicazioni dell'American Academy of Pediatrics: basterebbe misurare la pressione una volta all'anno, a partire dal quinto anno di vita. Compito che sono chiamati a svolgere i pediatri e, perché no, le scuole. Mentre, a partire dai 14 anni, il compito diventa dei medici di medicina generale, che dai pediatri «raccolgono il testimone» dell'assistenza degli adolescenti. A differenza di quanto accade nell'adulto, dove la condizione viene rilevata oltre un valore limite, nei bambini non è possibile stabilire oltre quale soglia l'aumento pressorio determini un incremento del rischio cardiovascolare. Oltre a valutare il peso e l'altezza, si ragiona in percentili: valutando cioè se i valori di pressione sanguigna sono più alti rispetto a quelli rilevati in una quota di coetanei (in questo caso il 95 per cento).


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NEI BAMBINI I FARMACI NON SERVONO (QUASI MAI)

E come si cura, eventualmente, l'ipertensione infantile? «L'aspetto positivo è che nei bambini basta quasi sempre un intervento sugli stili di vita per far regredire l'ipertensione», afferma Marco Giussani, pediatra di libera scelta e segretario del gruppo di Studio di Ipertensione della Società Italiana di Pediatria. Aggiunge Parati: «Rimandando l'intervento al momento in cui compare un danno d'organo provocato dall'ipertensione, non si potrà mai tornare alla situazione di partenza. Nessun farmaco è in grado di far scomparire le calcificazioni da un'arteria. Mentre l'ipertensione diagnosticata in un soggetto giovane non è mai resistente alle terapie, dei quali l'attività fisica e la dieta rappresentano un elemento fondamentale».

LE MODIFICHE ALLO STILE DI VITA

I cardini delle raccomandazioni per la prevenzione e il trattamento della ipertensione arteriosa nell’infanzia rimangono tre:

  • agire sull’eccesso di peso
  • aumentare l’attività fisica (40' per 3-5 volte a settimana) 
  • ridurre il sale nella dieta. 

«La principale novità riguarda la relazione tra zuccheri semplici, acido urico e valori pressori - chiosa Giussani -. Gli zuccheri, e specificamente il fruttosio particolarmente contenuto nelle bevande zuccherate, aumentano la concentrazione di acido urico nel sangue, fattore che nei bambini è associato a un maggior rischio di ipertensione», come peraltro dimostrato in uno studio pubblicato sul Journal of Pediatrics.

Altre indicazioni utili da seguire prima di mettere a tavola i bambini:

  • consumare assieme a loro cibi salutari (frutta, verdura, legumi, prodotti a base di cereali integrali, pesce)
  • usare come bevanda soltanto l'acqua
  • ridurre le porzioni
  • invogliarli a fare colazione. 

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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