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Cardiologia

Le gambe «senza riposo» colpiscono il cuore

pubblicato il 10-07-2018

È il cuore delle donne a pagare il prezzo della sindrome delle gambe senza riposo. C’entrano sonno, pressione e anche il caldo

Le gambe «senza riposo» colpiscono il cuore

Il nome incuriosisce: sindrome delle gambe senza riposo. Fors’anche suona buffo per chi non sa - e sono tanti, anche medici - di che cosa si tratti. In chi ne soffre le gambe diventano irrequiete verso sera, e ancor più a letto, distesi. Il disturbo si scatena, infatti, in condizioni di riposo (anche seduti) e rende difficile l’addormentarsi (causando insonnia) e, a volte, interferisce con il sonno in modo cosciente. Una noia, niente di più?


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L’INDAGINE

Difficile sostenerlo, specie dopo lo studio che ha pubblicato su Neurology l’équipe del professor Xiang Gao della Pennsylvania State University sostenendo che la sindrome delle gambe senza riposo può innalzare i decessi per motivi cardiovascolari. Nel caso delle donne, le più colpite dal disturbo, avendone prese in esame oltre 57.000 e avendole seguite per 10 anni, Gao e i suoi colleghi sono arrivati a calcolare addirittura un più 43 per cento di morti per motivi cardiaci tra le donne in esame rispetto a un gruppo equivalente di signore senza Rls (in inglese restless legs: gambe senza requie).


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AUMENTA NELLE ANZIANE

Le volontarie erano state scelte di età media sui 67 anni e senza malattie come cancro, disturbi renali o, per l’appunto, problemi cardiovascolari. Rispetto all’uomo, la donna mostra la sindrome delle gambe senza riposo nella proporzione di una volta e mezzo a uno, quando non di 2 a 1. A spiegare come dalle gambe che saltano a letto si arrivi ai problemi di cuore interviene Luigi Ferini Strambi, ordinario di neurologia e direttore del centro del sonno e neurologia all’Ospedale San Raffaele di Milano. «Contano l’addormentarsi tardi e il non dormire bene: perché il buon sonno fa abbassare il cortisolo che è l’ormone dello stress. In queste persone ciò non avviene o non abbastanza».


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LA PRESSIONE SI INNALZA

Sulla pressione alta c’è altro da dire: «L’80 per cento di chi soffre della sindrome delle gambe senza riposo hanno degli scatti degli arti inferiori ogni 20-30 secondi, specie nelle prime ore della notte. A ogni scatto sale la pressione arteriosa e sale la frequenza cardiaca. Queste persone accumulano 90-100 scatti all’ora per sette ore: quanti sbalzi di pressione avvengono? In più questi scatti delle gambe provocano dei piccoli risvegli del cervello, dei microrisvegli di cui, anche, la persona può non accorgersi, ma avvengono».


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PEGGIO CON IL CALDO

Da questo quadro consegue uno stato di stanchezza continua, con tensione, irritabilità, sbalzi di umore. Peggiora, dunque, la qualità della vita. A volte c’è il «sollievo» di un andamento stagionale della Rls che si presenta soprattutto nella stagione calda. Il numero di persone coinvolte non è piccolo: si calcola un 5-10 per cento della popolazione in Europa e negli Stati Uniti. Se però si considerano quanti subiscono i sintomi delle gambe senza riposo 2-3 volte la settimana la percentuale scende al 2 per cento degli adulti.

MALE DI FAMIGLIA

Abbiamo visto che la Rls è stata studiata dal professor Gao in pazienti anziane, indubbiamente le più frequenti, ma può insorgere a tutte le età. Per una parte dei malati, anzi per la metà, il disturbo è già presente nella famiglia, diciamo che viene “ereditato” e si presenta allora anche sotto i 30 anni.


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DIAGNOSI E TERAPIA

Che esami fare per la diagnosi della sindrome delle gambe senza riposo? Tanti arrivano dallo specialista avendo fatto la risonanza magnetica o l’elettromiografia, esami da cui non risulta nulla. Allora? Allora per adesso la diagnosi la può fare il medico con un’indagine clinico-anamnestica, basato sul racconto e sui sintomi del paziente. Spesso, comunque, questo disturbo non viene riconosciuto e ci sono diversi casi in cui si arriva alla diagnosi corretta 10 anni dopo la prima insorgenza. Ma una terapia c’è? I farmaci considerati di prima scelta sono i dopamino-agonisti o anche preparati che agiscono sul sistema Gaba.

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A VOLTE MANCA IL FERRO

Resta la domanda: come mai questa sindrome colpisce di più le donne? La risposta: «Per motivi ormonali e anche per l’abbassamento della ferritina più frequente nelle donne, specie in concomitanza con i cicli mestruali». La ferritina, proteina coinvolta nell’immagazzinamento del ferro nell’organismo, può essere una delle concause dello svilupparsi della Rls, sia nei maschi sia nelle femmine, e quando è appurata una sua diminuzione occorre seguire una specifica terapia con ferro.

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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