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Cardiologia

Settantacinque minuti a settimana di camminata e corsa

pubblicato il 25-08-2014
aggiornato il 13-11-2017

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è la regola d’oro che salva il cuore: così si riduce il rischio di avere ictus e infarti

Settantacinque minuti a settimana di camminata e corsa

Anche pochi minuti di corsa al giorno possono tenere lontane le malattie cardiovascolari, come infarto e ictus? Pare di sì. E se l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda di svolgere almeno 75 minuti a settimana di attività fisica intense, come la corsa, ora uno studio apparso sul Journal of the American College of Cardiology fa notare che anche i corridori meno allenati possono vantare dei benefici in termini di longevità, perlomeno rispetto ai sedentari.

 

NON HO TEMPO

Seguendo per quindici anni oltre 55mila adulti fra i 18 e i 100 anni, i ricercatori hanno riscontrato che, rispetto a chi non correva, i podisti avevano un rischio di morte più basso del 45% per infarto e ictus, e in media vivevano 3 anni in più. Non paiono contare durata e dall’intensità degli allenamenti (anche dieci minuti una o due volte a settimana), quanto piuttosto la perseveranza, poichè sono risultati avvantaggiati coloro che avevano corso per una media di sei anni. La mancanza di tempo è spesso una “scusa” per non fare attività fisica, hanno commentato gli autori: «Questi dati possono motivare le persone sane ma sedentarie a cominciare a correre, un’attività che può dare in poco tempo gli stessi benefici di altre più moderate praticata più a lungo».

 

MINIMO MEZZ’ORA TRE VOLTE A SETTIMANA

Davvero basta così poco? Lo chiediamo a Gabriele Rosa, cardiologo e medico dello sport, che in qualità di allenatore sta preparando per la maratona di New York uno speciale gruppo di donne reduci dalle cure per un tumore al senoil progetto #NOTHINGstopsPINK, condotto in collaborazione con la Fondazione Veronesi). «Condivido il messaggio dello studio per cui muoversi anche pochi minuti è sempre meglio che starsene in poltrona, ma il mio consiglio per avere davvero un vantaggio in  termini di salute è fare esercizio almeno tre volte a settimana, per almeno mezz’ora di corsa o un’ora di camminata a passo sostenuto, intorno ai 5 km all’ora. Anche camminare è un’attività alla portata di tutti che, se fatta bene, porta grandi benefici».

 

PERCHE’ CORRERE FA BENE

«La corsa – spiega ancora Gabriele Rosa - riduce il rischio di malattie cardiocircolatorie perchè permette di perdere peso, il cuore si abitua a lavorare sotto sforzo, si abbassano la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, e quindi si riduce il dispendio energetico per l’apparato cardiovascolare, si riduce il colesterolo “cattivo” e aumenta quello “buono”». Ma gli effetti positivi non sono solo per il cuore. «Nel caso della sindrome metabolica ad esempio, che è l’anticamera del diabete, la corsa può frenare la progressione della malattia perchè aiuta a controllare l’ago della bilancia e il giro vita, nonchè la pressione arteriosa. Inoltre va ricordato che correre stimola il rilascio di endorfine». L’attività fisica, infatti, è il più potente stimolo per la produzione di queste sostanze, prodotte dal cervello, che danno sensazione di benessere, alleviano il dolore, migliorano varie funzioni, fra cui il sonno, l’appetito e la vita sessuale.


@donatellabarus

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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