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Fumo

Vincere la guerra contro il fumo è possibile: ecco come

L'Organizzazione Mondiale della Sanità invita a tenere alta l'attenzione nei confronti delle multinazionali del tabacco, impegnata a interferire con le politiche nazionali mirate alla tutela della salute pubblica

Più campagne di sensibilizzazione e aree interdette al fumo. E meno spazio alle attività di lobbying portate avanti dall’industria del tabacco, sempre più attratte dal mercato delle sigarette elettroniche, oltre che al commercio illegale della stessa materia prima. Parla chiaro l'ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che fotografa la diffusione del tabacco a livello globale. I passi avanti compiuti sono notevoli, se oggi 4,7 miliardi di persone al mondo (erano meno di un quarto appena dieci anni fa) risultano «colpite» da almeno una misura di controllo della diffusione del tabacco: tra pubblicità progresso, divieti di pubblicizzare le sigarette e aree ni cui vige il divieto di fumo. Ma «l'industria del tabacco continua a ostacolare gli sforzi dei governi, mirati a ridurre i tassi di mortalità e i costi sanitari legati al fumo di sigaretta», hanno messo nero su bianco gli esperti del dipartimento per la prevenzione delle malattie non trasmissibili dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, diretto da Douglas Bettcher

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