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Ginecologia

Malattie sessualmente trasmesse: d’estate 1 adolescente su 2 non usa precauzioni

pubblicato il 27-06-2017
aggiornato il 25-07-2017

Il 15-20% dei teenager confonde contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Sono le donne single i soggetti a più alto rischio di contagio

Malattie sessualmente trasmesse: d’estate 1 adolescente su 2 non usa precauzioni

L’estate e i viaggi implicano un incremento delle relazioni tra individui e, talora, di rapporti sessuali di tipo occasionale che espongono al rischio di contrarre un’infezione sessualmente trasmessa. Motivo per cui conviene proteggersi. L’utilizzo del preservativo si conferma fondamentale, a maggior ragione dopo aver scoperto che un adolescente italiano su due non ne fa uso nemmeno nei rapporti occasionali. 


Il papillomavirus si trasmette anche per via orale

IN ESTATE IL PICCO DI INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMESSE

Il dato, che ne conferma uno pressoché analogo diffuso un anno fa dalla Società Italiana della Contraccezione, è emerso nel corso della conferenza italiana sull’Aids e sulla ricerca degli antivirali (Icar), appena conclusasi a Siena. Gli infettivologi hanno ribadito le lacune che i giovani del nostro Paese mostrano in materia di educazione sessuale e alla salute. Come spiega Massimo Andreoni, ordinario di malattie infettive all’Università di Roma Tor Vergata ed ex presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), «normalmente, durante i viaggi e le vacanze, la possibilità di avere degli incontri sessuali occasionali aumenta. Non è un caso che, nel periodo successivo a quello estivo, si registri il picco assoluto annuale di pazienti in fatto di infezioni e malattie sessualmente trasmissibili». Secondo gli esperti, sono le donne single i soggetti a più alto rischio di contagio, soprattutto se non viaggiano in gruppo. Un’indagine condotta nel 2015 ha infatti evidenziato una ridotta percezione del pericolo, soprattutto in caso di sesso orale. Mentre da un punto di vista anagrafico, in generale, sono i giovani i principali protagonisti del sesso a rischio durante i mesi estivi, soprattutto nella fascia d'età compresa tra i venti e i trent’anni. 

 

CONTRACCEZIONE E PREVENZIONE

A dimostrazione dello scarso di grado di conoscenza che appartiene ai teenager italiani, c’è la confusione imperante tra il ruolo della contraccezione e quello della prevenzione delle infezioni trasmesse sessualmente. La prima non implica la seconda, se per evitare una gravidanza si ricorre a una strategia che non prevede l’utilizzo del preservativo. In questo caso gli esperti raccomandano il cosiddetto «double dutch»: ovvero la strategia che prevede l’utilizzo della pillola anticoncezionale e del preservativo.

IN QUATTRO ANNI RADDOPPIATI I CASI DI SIFILIDE

«Oltre l’Hiv, negli ultimi quattro anni i centri infettivologi italiani hanno riscontrato un raddoppio dei casi di sifilide - aggiunge Andrea De Luca, direttore della clinica di malattie infettiva all’Università di Siena -. A queste si aggiungono altre infezioni, anche meno gravi, come quelle da Clamidia, ma non prive di conseguenze, tra cui l’infertilità femminile. L’infezione più diffusa è quella da papillomavirus, per la quale è fondamentale la vaccinazione gratuita (garantita a tutti gli adolescenti all'età di 11 anni). Nei contagi, per l’Hiv e per le altre malattie, anche se il rischio di un singolo rapporto è basso, se si gioca alla roulette russa prima o poi il proiettile arriva e per questo bisogna proteggersi sempre». 

 

IN ESTATE AUMENTANO ANCHE LE INFEZIONI GASTROINTESTINALI

Un altro rischio frequente che si corre durante l’estate è quello di contrarre uninfezione dell'apparato gastroenterico, legata al consumo di bevande e alimenti non controllati. «Ecco perché occorre consumare prodotti sempre confezionati, soprattutto se si viaggia all’estero». In alcuni casi si tratta di infezioni pericolose. Da qui il monito degli esperti. «Meglio portare sempre con sé sali minerali e assimilare molti liquidi».

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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