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Ginecologia

Zika, per l'Oms è emergenza internazionale

pubblicato il 02-02-2016
aggiornato il 24-02-2017

Gli esperti confermano l'assenza di un legame certo tra l'infezione e l'aumento dei casi di microcefalia. In attesa di fare chiarezza, sconsigliati alle donne incinte i viaggi nelle aree a rischio (Brasile e isole del Pacifico)

Zika, per l'Oms è emergenza internazionale

«Allarme internazionale di salute pubblica». L'Organizzazione Mondiale della Sanità, pressata dalle richieste provenienti dai singoli Stati, ha rotto il silenzio sull'epidemia del virus Zika che sta colpendo il Brasile e che viene ritenuta responsabile dell'aumento dei casi di microcefalia. Gli esperti, riuniti a Ginevra, hanno fatto appello alla collaborazione tra i vari Paesi per «tenere sotto controllo le zanzare e potenziare la ricerca». Contro il virus, trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, non esistono farmaci e vaccini efficaci.

 

IL LEGAME ZIKA-MICROCEFALIA ANCORA DA DIMOSTRARE

Per evitare sul nascere le polemiche seguite al ritardo nell'azione di risposta all'epidemia provocata dal virus ebola, il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Margaret Chan, ha riunito un comitato di emergenza composto da diciotto esperti, chiamati a valutare l'associazione (nel tempo e nel luogo) tra le infezioni provocati da Zika e il rilevante aumento di casi (venti volte) di microcefalia riscontrato tra i bambini brasiliani nel 2015. Gli esperti hanno convenuto che non esistono prove certe ma soltanto sospetti, scientificamente non ancora provati. Eppure il caso è stato etichettato come «straordinario», a dimostrazione dei timori che riguardano la vicenda, anche in considerazione della forte capacità attrattiva esercitata durante l'anno dal Paese sudamericano e dalle Olimpiadi in programma in Brasile nel prossimo mese di agosto. Il comitato di sicurezza non ha ritenuto che ci siano le condizioni per chiedere restrizioni nei viaggi o nei commerci per prevenire la diffusione del virus. 

 

UN MESSAGGIO RIVOLTO (PRINCIPALMENTE) ALLE DONNE INCINTE

Al momento la strategia che l’Organizzazione Mondiale della Sanità metterà in campo insieme alle istituzioni locali, utilizzando per la prima volta il fondo per le emergenze istituito dopo l’epidemia di ebola, consisterà nella distribuzione di materiale protettivoecounseling alle donne in gravidanza, oltre che a una stretta sorveglianza nei Paesi colpiti e a un impulso alla ricerca per trovare un test rapido per la diagnosi e, successivamente, un vaccino e una cura. Lo zika virus da solo non sarebbe stato definito un’emergenza, «perché, per quanto ne sappiamo, non causa condizioni cliniche gravi. è solo per questo possibile legame con la microcefalia che abbiamo deciso di dichiararla emergenza internazionale, ma non sappiamo quanto ci vorrà per trovare il link», hanno spiegato gli esperti.

Le più importanti misure di salvaguardia (mirate a contenere la diffusione e le punture da parte delle zanzare) riguardano sopratutto le donne incinte (viene considerata remota al momento l'ipotesi del contagio interumano). Pur ribadendo la possibilità di raggiungere o partire dal Sudamerica, nell'incertezza attuale Chan ha invitato tutte le donne «a rimandare, salvo improrogabili impegni, i viaggi in Brasile». Lo stesso, nei giorni scorsi, aveva fatto il Ministero della Salute italiano, mentre il Centro Nazionale Sangue ha deciso di sospendere per ventotto giorni le donazioni da parte dei soggetti appena rientrati da un viaggio nelle aree definite e a rischio (principalmente Brasile e Isole del Pacifico).


@fabioditodaro

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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