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Neuroscienze

Perdendo peso, passa pure il mal di testa

pubblicato il 26-03-2019

Nelle persone che soffrono di emicrania e sono in sovrappeso, dimagrire riduce la cefalea e migliora la qualità della vita. L’effetto benefico riscontrabile a tutte le età

Perdendo peso, passa pure il mal di testa

Le due condizioni non è detto che viaggino a braccetto. Ma quando il mal di testa fa il paio con i chili di troppo, una sola «contromossa» può servire a risolvere entrambi i problemi. Perdere peso, oltre a migliorare le condizioni generali e a ridurre il rischio di sviluppare nuove malattie croniche, può essere anche la risposta più efficace nei confronti della cefalea. Chi ci è riuscito, infatti, oggi convive con un numero minore di episodi acuti, con intensità ridotta. «Il calo di peso, nelle persone che soffrono di emicrania, migliora la vita sociale e familiare e la produttività al lavoro e a scuola», afferma l'endocrinologo Claudio Pagano, docente di medicina interna all’Università di Padova e autore di uno review appena presentata a Orlando, durante il meeting annuale della società americana di endocrinologia (Endo 2019).

CON LA DIETA MIGLIORA LA CEFALEA

I ricercatori dell'ateneo veneto, in collaborazione con i colleghi del Miriam Hospital di Providence (Stati Uniti), hanno condotto una metanalisi per valutare l'eventuale correlazione tra la perdita di peso e la riduzione dei sintomi del mal di testa. Presupposto dello studio era quello di offrire eventualmente una risposta alle centinaia di milioni di persone nel mondo - oltre 25 soltanto in Italia - che soffrono di cefalea. Il disturbo, considerato tra i più invalidanti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce soprattutto le donne. Ma l'efficacia della perdita di peso è risultata indipendente sia dal sesso del paziente sia dall'età. Passando in rassegna i dati tratti da dieci studi internazionali, con quasi 500 persone coinvolte, i ricercatori hanno notato che il calo ponderale nella maggior parte dei casi aveva determinato una riduzione del numero, della durata e dell'intensità degli episodi acuti di mal di testa, con un conseguente calo del numero di giorni trascorsi a casa (senza lavorare né andare a scuola).


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MENO CALORIE, MENO MAL DI TESTA

Da qui la conferma - perché la correlazione era emersa anche da altri lavori, riportati nelle fonti - che il calo di peso è un valido supporto alle altre terapie nella gestione delle cefalee: indipendentemente dal grado di sovrappeso o obesità di partenza. «L'attenuazione del mal di testa è risultata simile sia in chi aveva perso molti chili sia in chi aveva visto calare il proprio girovita in maniera meno significativa». Questo dimostra, secondo Pagano, «come un bilancio energetico negativo, ottenibile assumendo meno energia di quella che consumiamo quotidianamente, conta più del peso assoluto raggiunto dai pazienti». L'efficacia della dimagramento non è dipesa nemmeno dall'«iter» con cui è stata raggiunta: seguendo una dieta o ricorrendo a un intervento di chirurgia bariatrica. «Quanto abbiamo osservato rappresenta un motivo in più per combattere l'eccesso di peso - aggiunge lo specialista -. Oggi sappiamo che, oltre a ridurre l'impatto dell'ipertensione, del diabete, delle malattie respiratorie, cardio e cerebrovascolari, il mantenimento del peso forma riduce la disabilità provocata dal mal di testa e migliora la qualità di vita di chi ne soffre».

ECCO TUTTI I BENEFICI
DELLA DIETA MEDITERRANEA

BENEFICI ANCHE PER I BAMBINI

Il meccanismo che correla l'obesità, la perdita di peso e il dolore provocato dal mal di testa è ancora poco chiaro. L'ipotesi più accreditata è che un'infiammazione cronica - abbinata ad altre condizioni determinate dall'obesità e ad alcuni comportamenti a rischio - possa alimentare il circolo vizioso. Da qui l'indicazione a regolarizzare le ore di sonno, evitare di saltare i pasti e non eccedere nel consumo di alcolici. L'ultima ricerca ha evidenziato come i benefici descritti siano validi anche per i bambini, sempre più sofferenti a causa del mal di testa. «La cefalea è una condizione molto comune negli ultimi anni, anche in relazione a stili di vita scorretti che ne favoriscono l’insorgenza - conferma Giovanni Corsello, ordinario di pediatria all’Università di Palermo -. Il primo approccio non deve quasi mai essere farmacologico, ma correttivo. Ben venga dunque anche la perdita di peso, se necessaria. L'importante è che, al momento della diagnosi, sia escludano cause più gravi che possono determinare come sintomo la cefalea».

  

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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