Chiudi
Pediatria
Paola Scaccabarozzi
pubblicato il 12-05-2022

Detergenti, detersivi e disinfettanti: i rischi in casa



Aggiungi ai preferiti

Registrati/accedi per aggiungere ai preferiti

Il rapporto Istisan sull'esposizione a detergenti mostra l'effetto lockdown: più a rischio i bambini. Per gli adolescenti crescono le intossicazioni intenzionali

Detergenti, detersivi e disinfettanti: i rischi in casa

Il Rapporto Istisan Sorveglianza delle esposizioni a detergenti, recentemente reso noto e realizzato dall'Istituto superiore di sanità, non lascia dubbi: nel periodo pandemico sono aumentate le esposizioni a prodotti nocivi e particolarmente esposti risultano i più piccoli e gli adolescenti.

 

L’EFFETTO PANDEMIA

Nel periodo analizzato, ossia quello compreso tra il 2016 e il 2020 e, in particolare nella fase più rigida del lockdown compresa tra marzo e maggio 2020, sono aumentate in maniera significativa le esposizioni (inalazione, contatto, ingestione) a prodotti per la pulizia domestica e disinfettanti, soprattutto da parte dei bambini, con un picco al di sotto dei sei anni. Il rapporto è stato realizzato dal CNSC - Centro Nazionale Sostanze Chimiche, prodotti cosmetici e protezione del consumatore dell’Istituto, in collaborazione con il Ministero della Salute e i Centri Antiveleni (CAV) di Bergamo e di Foggia.

 

I PRODOTTI FONTE DI ESPOSIZIONE

Il 66,4% delle esposizioni è dovuto a prodotti per la cura e la manutenzione della casa, il 27,7% a detersivi per bucato e stoviglie, il 4,8% ai cosiddetti disinfettanti borderline, cioè quelli con caratteristiche miste: proprieta? cosmetiche e disinfettanti al tempo stesso oppure dispositivi medici disinfettanti. Infine, l’1,1% delle esposi-zioni è determinato da una combinazione di diverse categorie di prodotti. Nel complesso, nel periodo 2016-2020, 9.320 sono state le segnalazioni di esposizioni nel nostro Paese gestite dai CAV di Bergamo e Foggia che si basano anche sulle richieste di consulenza provenienti da tutte le regioni italiane.

Download

REGISTRATI

per scaricare o sfogliare il materiale

Infanzia e adolescenza

CONTENUTO PLUS

Contenuto
Plus

Sei già registrato? ACCEDI

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

 

ATTENZIONE AI DETERSIVI MONODOSE

«Tra tutte le sostanze prese in analisi - spiega Marco Marano, Responsabile del Centro Antiveleno Pediatrico dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, l’unico centro antiveleni a livello nazionale dedicato esclusivamente a bambini e adolescenti - è chiaramente emerso che particolarmente pericolose per i più piccoli sono le confezioni monodose di detergenti per lavatrice o lavastoviglie, note come caps». Sono state infatti registrate 294 esposizioni a caps di cui 259 (88,1%) nella classe di età inferiore a 6 anni. «La ragione è facilmente immaginabile - commenta Marano - i bambini sono particolarmente attratti da questi prodotti a causa dei loro colori sgargianti e bisogna quindi, come sempre, prevenire sia a livello di packaging da parte delle aziende, sia a livello collettivo e individuale tramite campagne di sensibilizzazione».

 

PREVENIRE È ANCORA PIÙ IMPORTANTE PER I PICCOLI

«Un altro aspetto da tenere in considerazione - prosegue Marano - è quello legato alle caratteristiche fisiche, intrinseche all’organismo dei più piccoli. In età pediatrica, il corpo è in fase evolutiva di accrescimento ed è quindi, nel complesso, più delicato rispetto a quello degli adulti». Quindi l’obiettivo primario, valido in generale in ogni ambito medico, resta ancora di più quello della prevenzione con lo scopo di scongiurare al massimo gli eventi avversi da ingestione, contatto o inalazione di caps e sostanze pericolose in genere.

 

COME TENERE I DETERSIVI IN CASA?

«Per evitare rischi - conclude Marano - bisogna sempre tenere i detersivi monodose fuori dalla portata dei bambini. Non si sa mai dove potrebbe portarli la loro curiosità. Le confezioni vanno dunque riposte in luoghi difficilmente accessibili, come un armadietto posizionato in alto e dotato di una chiusura di sicurezza. Le caps vanno inoltre mantenute nelle confezioni originarie per evitare che possano venire confuse con sostanze commestibili».

 

QUANDO CHIAMARE I CENTRI ANTIVELENI?

«In caso di certa o dubbia esposizione e di fronte a sintomi come difficoltà respiratorie, ipersalivazione, dolori addominali vomito e nausea, bisogna contattare i centri antiveleni attivi 24 ore su 24. È questa la via più rapida e sicura che permette ai genitori di gestire al meglio l’emergenza». Ecco quelli disponibili sul territorio nazionale:

CAV “Ospedale Pediatrico Bambino Gesù” – Roma Tel. (+39) 06.6859.3726

CAV “Azienda Ospedaliera Università di Foggia” – Foggia Tel. 800.183.459

CAV “Azienda Ospedaliera A. Cardarelli” – Napoli Tel. (+39) 081.545.3333

CAV Policlinico “Umberto I” – Roma Tel. (+39) 06.4997.8000

CAV Policlini-co “A. Gemelli” – Roma Tel. (+39) 06.305.4343

CAV Azienda Ospedaliera “Careggi” U.O. Tossicologia Medica – Firenze Tel. (+39) 055.794.7819

CAV Centro Nazionale di Informa-zione Tossicologica – Pavia Tel. (+39) 0382.24.444

CAV Ospedale Niguarda – Milano Tel. (+39) 02.66.1010.29

CAV Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII – Bergamo Tel. 800.88.33.00

CAV Centro Antiveleni Veneto – Verona Tel. 800.011.858

 

GLI ADOLESCENTI: UN CAPITOLO A SÉ 

«Dal rapporto Istisan e dall’esperienza di osservazione diretta sul campo - lancia infine un appello Marano - è emersa anche un’altra realtà preoccupante ed estremamente delicata: l’aumento significativo del numero di adolescenti tra i 13 e i 19 anni che si espone intenzionalmente all’utilizzo di sostanze pericolose inclusi farmaci, oltre che detergenti e disinfettanti». Secondo i dati del rapporto Istisan i casi intenzionali, registrati in questa fascia di età e che si sono verificati soprattutto tra marzo e maggio 2020, sono il 36,8% rispetto al 7,5 del totale. Una percentuale inquietante che deve accendere un’ulteriore lampadina su quanto gli adolescenti abbiano sofferto la reclusione da pandemia, soprattutto durante la fase più rigida del lockdown. Un campanello d’allarme importante per agire con solerzia di fronte al disagio adolescenziale.

Sostieni la ricerca scientifica d'eccellenza e il progresso delle scienze. Dona ora.

Dona ora per la ricerca contro i tumori

Dona ora per la ricerca contro i tumori

Sostieni la vita


Scegli la tua donazione

Importo che vuoi donare

Paola Scaccabarozzi
Paola Scaccabarozzi

Giornalista professionista. Laureata in Lettere Moderne all'Università Statale di Milano, con specializzazione all'Università Cattolica in Materie Umanistiche, ha seguito corsi di giornalismo medico scientifico e giornalismo di inchiesta accreditati dall'Ordine Giornalisti della Lombardia. Ha scritto: Quando un figlio si ammala e, con Claudio Mencacci, Viaggio nella depressione, editi da Franco Angeli. Collabora con diverse testate nazionali ed estere.   


Articoli correlati


In evidenza

Torna a inizio pagina