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Pediatria
Serena Zoli

La depressione giovanile si «vede» anche nel fisico

pubblicato il 15-01-2021

Uno studio svedese individua molti segnali somatici tra i ragazzi depressi. Al primo posto, l’autolesionismo. La depressione è una malattia di tutto il corpo

La depressione giovanile si «vede» anche nel fisico

Bambini e adolescenti che soffrono di depressione sono più a rischio di sviluppare sintomi somatici e di morte prematura una volta divenuti adulti. A questi risultati è arrivata una ricerca, pubblicata sulla rivista Jama Psychiatry, del Karolinska Institutet svedese, guidata da Sara Bergen. La quale spiega: «Nella cura, dunque, occorre considerare sia i sintomi psichiatrici sia somatici». Lo studio è stato condotto su 1.5 milioni di svedesi nati tra il 1982 e il 1996, seguiti fino al 2013. I dati sono stati dedotti dai registri nazionali sulla salute e sulle cause dei decessi. Sono stati analizzati i casi di quanti erano stati diagnosticati come depressi tra i 5 e i 19 anni di età (fascia considerata dagli autori come depressione giovanile), corrispondenti al 2.5 per cento del totale: 37.500. Fanno notare gli autori che si è partiti dai 5 anni perché la depressione nei primi anni di vita è diagnosticata raramente. Alla fine dell’indagine, i pazienti avevano dai 17 ai 31 anni.

 

LE RAGAZZE SI FANNO PIÙ DEL MALE

I sintomi somatici rilevati dai ricercatori svedesi nei giovani depressi sono stati ben 69, tra i quali problemi gastrointestinali, respiratori e genito urinari, malattie autoimmuni, disturbi endocrini e metabolici. In totale in tutto il tempo di osservazione si sono contate 360 morti, equivalente all’1 per cento in confronto allo 0.4 per cento risultato nel vasto gruppo di controllo non affetto da depressione. La prima causa di morte: l’autolesionismo. Il rischio più alto di lesioni si è riscontrato tra le ragazze malate di depressione con un rischio di una ferita auto-inferta di 14 volte superiore alle coetanee senza depressione. Tra i sintomi somatici, tra le pazienti, anche le infezioni urinarie. Mentre tra i maschi primeggiavano il rischio di obesità e i disturbi della tiroide.


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PIU’ RISCHI DI DIABETE ED EPATITE 

Ragazzi e ragazze, poi, sono risultati condividere un rischio aumentato di ammalarsi di diabete ed epatite e di sviluppare disturbi ai reni e al fegato. «Occorrono maggiori ricerche su questo terreno per comprendere se la depressione giovanile provochi disturbi di salute fisica oppure se cause comuni sono sottese ad ambedue i tipi di problemi», concludono i ricercatori del Karolinska Institutet. «Sottolineerei tra i sintomi somatici i disturbi del sonno: sappiamo che sono disturbi precoci del malessere dei giovani e che, poi, peggiorano col tempo», commenta Giovanni Migliarese, primario di psichiatria all’ospedale di Vigevano (Pavia) e specialista dell’adolescenza.

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NON SI CURANO DELLE CONSEGUENZE

Alcuni disturbi suonano strani come legati alla depressione. «L’epatite, per esempio - risponde lo psichiatra -. Ma se una ragazzina fa sesso non protetto, può contrarla. Ancora oggi spesso i giovani non si prendono molto cura di sé, non pensano alle conseguenze. E questo può essere un risultato». L’autolesionismo, il farsi male da sé, come si concretizza? «I ragazzi si tagliano il corpo, prendono pastiglie in eccesso, si mettono in situazioni di rischio, guidano forte o salgono in auto con un ubriaco», risponde Migliarese.


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C’E’ ANCHE LA DEPRESSIONE SOTTO I 5 ANNI

Nello studio si parla anche di depressione infantile. «Rara, ma c’è. Si vede la predisposizione se i bambini vivono in ambienti sgradevoli o sono sottoposti a piccoli traumi continui o stanno in famiglie problematiche. O, ancora, se vengono bullizzati, tormentati dagli amici o dai più grandi». Continua Migliarese: «Non vanno sottovalutate le depressione nei ragazzini, se poi a 25 anni corrono un maggior rischio di morire. Dobbiamo capirne le cause e impostare, di conseguenza, interventi sulle famiglie, sulla scuola, fornire un supporto psicologico. Se si comprende che la predisposizione è forte, molte volte si vede che c’è familiarità». Lo psichiatra prende poi in esame il perché appaiano così tani sintomi fisici - 69, secondo gli studiosi svedesi - in questa analisi di depressione giovanile: «Deriva dal fatto che, ormai si è capito, la depressione è una malattia sistemica, che coinvolge tutto il corpo. E lo si vede dai sintomi somatici, come pure dalle reazioni immunitarie. Non si tratta di un disturbo legato soltanto al cervello».  

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Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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