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Pediatria

Non solo droga: gli adolescenti e le dipendenze

pubblicato il 30-01-2018

Sapete quante nuove droghe compaiono ogni anno? E quante volte al giorno un adolescente controlla il suo smartphone?

Non solo droga: gli adolescenti e le dipendenze

Ne compaiono di nuove 100-120 all’anno, sono già in totale oltre 700. Come si fa a tener testa a una simile invasione, e così differenziata, di droghe? In effetti molte di queste sostanze, sintetiche e non, è ignota alle autorità, dunque non proibita (perfino i cani non le fiutano) e, cosa più grave, sconosciuta anche per i medici che devono curare chi ne è rimasto segnato. Tra questi, gli adolescenti: almeno l’otto per cento risulta avere usato sostanze non classiche. La metà del consumo va tuttavia assegnata a persone sopra i 35 anni.


È la «spice» la nuova regina delle droghe tra i giovani 

L’ADOLESCENZA E LE DIPENDENZE

Ora, l’età dell’adolescenza è la più delicata. In questa epoca vanno formandosi e consolidandosi le strutture cerebrali adulte che possono venire influenzate - a volte per sempre - da vissuti negativi e da dipendenze. Tra cui, oggi, le dipendenze da tecnologia: smartphone, computer, social network. «Dio solo sa che cosa combineranno ai cervelli dei nostri ragazzini», ha esclamato di recente il co-fondatore di Facebook Sean Parker, messo forse in allarme dalla sua stessa creatura.

LA MENTE SI MODELLA

«L’adolescenza non è soltanto uno spazio di transizione psicologica, come si dice da sempre, ma va compresa anche dal punto di vista neurobiologico: dai 13 ai 25 anni all’incirca il cervello si modella e assume la struttura adulta, acquisendo competenze cognitive, relazionali e affettive che resteranno sostanzialmente stabili nel resto della vita». Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento Salute mentale e Neuroscienze degli ospedali Fatebenefratelli-Sacco, a questo riguardo ha scritto un libro, che ora presenta, insieme al co-autore, lo psichiatra Giovanni Migliarese, responsabile nella stessa struttura del Centro per il disturbo da deficit di attenzione e i disturbi del neurosviluppo nel giovane adulto.


I ragazzi e quelle droghe prese a occhi chiusi

GENITORI SPERDUTI

Dice Migliarese, nel sostenere che il volume «Quando tutto cambia. La salute psichica in adolescenza» (Pacini editore, pagine 240, euro 18) è per tutti, non solo per gli specialisti, che sono stati spinti a scriverlo dalle richieste dei genitori, sperduti davanti a una realtà inedita in cui affondano i figli e per loro terra sconosciuta. «In Italia abbiamo circa 8 milioni e 200 mila giovani tra i 12 e i 25 anni - continua Mencacci -. Di questi il dieci per cento, dunque ben ottocentomila, si dichiarano insoddisfatti della loro vita, delle loro relazioni amicali, familiari e della loro salute. E’ a questi ottocentomila giovani che occorre prestare attenzione aiutando a riconoscere tutti quei fattori che possono favorire l’esordio e il mantenimento di patologie psichiche». Se queste sono prese precocemente in cura, si possono ottenere ottime risposte cliniche grazie all’elevata plasticità del cervello nel periodo adolescenziale. La stessa plasticità che rende più facili le distorsioni. «E’ proprio negli anni dell’adolescenza che danno i primi segni la gran parte delle patologie psichiche dell’età adulta», dice lo psichiatra Migliarese.


Anche la dipendenza da fumo può dare crisi d'astinenza?


COMPORTAMENTI «TOSSICI»

 Nella tossicità di cui parla Mencacci rientrano anche le dipendenze comportamentali, senza uso di sostanze. Che cosa succede a un cervello se sta sempre otto ore davanti a uno schermo? Che gli succede se i ragazzini guardano 75 volte al giorno (questi i dati portati da Mencacci) lo smartphone? Poi ci sono internet, il gambling, i social networks, la pornografia, i videogiochi… Chi non spegne mai il telefono vive in un continuo stato di allerta. Una tensione che non facilita il sonno. E su questo punto Mencacci e Migliarese si soffermano molto: lo sviluppo delle tecnologie è una minaccia per il ritmo sonno-veglia. Molti adolescenti rispondono a messaggi che arrivano nel cuore della notte, interrompendo un sonno che comunque risulta di scarsa qualità. «Ci sono delle alterazioni cerebrali dovute alle dipendenze comportamentali che, osservate dentro il cervello, appaiono sovrapponibili alle alterazioni da uso di sostanze», dice ancora Mencacci. Il cui ultimo avvertimento riguarda proprio le ore di sonno: «A 18 anni il 75 per cento dei ragazzi dorme meno di 8 ore. E c’è addirittura una fetta che non supera le 6 ore. Non va bene, il sonno protegge la crescita mentale».

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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