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Pediatria

Quali farmaci sì e quali no quando si allatta

pubblicato il 01-08-2014
aggiornato il 01-08-2017

L’Agenzia italiana del farmaco ha redatto e reso disponibile una lista dei farmaci sicuri per mamme e neonati. Poche le controindicazioni

Quali farmaci sì e quali no quando si allatta

Sono rari i casi in cui l’assunzione di farmaci da parte della mamma richieda la sospensione, temporanea o definitiva, dell’allattamento al seno. La notizia, tranquillizzante, arriva dall'Agenzia Italiana del farmaco che ha condotto insieme all’Università delle Marche, di Padova e Siena una revisione dei maggiori studi scientifici sulla sicurezza delle terapie assunte prima del concepimento, durante la gravidanza e nel post-partum, di cui parte dei contenuti sono leggibili sul sito dell’Agenzia.

 

ALLATTAMENTO AL SENO E FARMACI

L’ago della bilancia pende più verso i benefici dell’allattamento al seno, importante forma non solo di sostentamento ma anche di immunizzazione a diverse patologie neonatali e pediatriche per il bebé, o i rischi di una contaminazione del latte da farmaci? Nell’incertezza (o disinformazione) non sono rare le mamme che decidono di sospendere, talvolta anche senza consultare il medico, l’allattamento al seno e di passare al latte artificiale. «Il fai-da-te è sempre un atteggiamento scorretto - spiega Costantino Romagnoli, ordinario di pediatria all'Università Cattolica di Roma e presidente della Società italiana di neonatologia - perché nella maggior parte dei casi, anche in corso di terapia, il rapporto tra rischi da farmaco e i benefici da latte materno è a favore del secondoLa quantità di medicinale che potrebbe passare nel latte infatti è irrisoria, all’incirca l’1%, e non in tutti i casi. Questa eventualità dipende dalla tipologia del farmaco, dalla dose assunta e dalla durata della terapia. Se può sussistere anche un minimo rischio, sarà lo specialista a modularla o correggerla adeguatamente».

Per limitare qualche potenziale effetto collaterale, una strategia pratica però esiste: «È possibile assumere i farmaci – continua il neonatologo – subito dopo la poppata, poiché la maggiore biodisponibilità nel sangue avviene tra una e tre ore dalla somministrazione o ancora lasciare trascorrere all’incirca tre ore fra l'ingestione del farmaco e la poppata successiva. Infine, in caso di terapia giornaliera, il momento migliore per assumerla è alla sera prima del riposo più lungo del bambino».

 

FARMACI OUT

Sono poche le controindicazioni, ma qualche limitazione alla prosecuzione dell’allattamento al seno in terapia c’è: «Va sospeso in modo assoluto - raccomanda Romagnoli - con farmaci anti-tumorali (ciclofosfamide, ciclosporina, doxorubicina, metotrexate); dopo alcuni esami diagnostici come la tac o la risonanza magnetica in cui vengono utilizzate sostanze radioattive di contrasto, seppure in questo caso il veto sia ristretto alla durata di azione del farmaco iniettato; con farmaci antitiroidei (diversi dal tiouracile) e terapie a base di cloramfenicolo. In questi casi sarà ancora una volta il pediatra a fornire indicazioni su come mantenere attiva la produzione lattea fino al momento della ripresa dell'allattamento al seno».

FARMACI SICURI

E i farmaci ‘tranquilli’ per mamma e bebé? «Non hanno effetti collaterali, se assunti nelle dosi previste, gli analgesici e gli antipiretici (paracetamolo, acetilsalicilico, ibuprofene); la maggior parte dei rimedi per tosse e raffreddore, alcuni antibiotici (penicillina e derivati, eritromicina, cefalosporine). Lo stesso si può dire per la digossina, l'insulina, i broncodilatatori (salbutamolo), la maggior parte degli antiipertensivi, gli integratori alimentari contenenti ferro e vitamine e tutti i farmaci somministrabili ai bambini nei primi mesi di vita».


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