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Pediatria

Vaccinazioni: a scuola basterà l'autocertificazione

pubblicato il 06-07-2018
aggiornato il 05-09-2018

A settembre basterà autocertificare l'avvenuta vaccinazione per essere ammessi a scuola. La ministra Grillo annuncia una anagrafe nazionale vaccini e un tavolo di esperti indipendenti

Vaccinazioni: a scuola basterà l'autocertificazione

Per frequentare la scuola le vaccinazioni previste dal decreto legge Lorenzin restano obbligatorie, ma per chi deve effettuare una nuova iscrizione sarà sufficiente presentare un'autocertificazione e non sarà da considerarsi vincolante il limite della data del 10 luglio per attestare di essere in regola. Questo è quanto hanno spiegato il 5 luglio la ministra della Salute Giulia Grillo e il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti con una circolare congiunta. 

 

LO SCOPO: «SEMPLIFICARE» 

L'ottica del provvedimento è quella della «semplificazione amministrativa». In pratica, spiega la circolare, «per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami; per i minori da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (minori 6 -16 anni) può essere presentata una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione». Il tutto «in attesa di un approfondimento parlamentare sul dibattito pubblico relativo all’obbligatorietà delle vaccinazioni». 

 

L'ANAGRAFE VACCINALE 

La ministra Grillo ha anche annunciato l'entrata in funzione dell'Anagrafe nazionale vaccini, previsto dalla legge 2017 ma non ancora costituito. Un decreto dovrebbe essere pronto. L'Anagrafe nazionale, spiega il ministero, «è la base per far decollare concretamente la vaccino-vigilanza, che potrà finalmente riferire puntualmente sugli eventi avversi riferiti ai vaccini impiegati e metterà a sistema i dati delle Regioni. Attraverso il sistema nazionale degli eventi avversi gestito da Aifa, le segnalazioni potranno essere comunicate dai professionisti sanitari e dai soggetti vaccinati o dai loro genitori».

 

COME FUNZIONA LA SORVEGLIANZA SUI VACCINI

L'Aifa, l'Agenzia nazionale del farmaco, è infatti l'organo che segue la vigilanza sulla sicurezza dei farmaci registrati, quindi anche dei vaccini. Il sistema di farmacovigilanza si basa sulle segnalazioni che vengono raccolte in un database, nazionale e uno europeo, entrambi naturalmente dialogano con un database a livello mondiale (il sistema VigiBase dell'OMS). Al gruppo di alvoro dedicato alla sorveglianza sui vaccini dell'Aifa partecipano l’Istituto Superiore di Sanità, i Centri Regionali di Farmacovigilanza, il Ministero della Salute e i referenti regionali della Prevenzione. 

 

 

GLI ESPERTI INDIPENDENTI

Una seconda iniziativa annunciata dalla ministra della Salute è l'istituzione di un Tavolo di lavoro costituito da esperti indipendenti, che dovrà affrontare il tema della diffidenza verso le vaccinazioni e ridiscutere il Piano nazionale di prevenzione vaccinale. A capo del Tavolo, Vittorio Demicheli, epidemiologo, già vicedirettore della sanità piemontese, da sempre convinto sostenitore della necessità di maggior trasparenza nelle politiche sanitarie e che in passato ha espresso posizioni critiche nei confronti del Piano nazionale vaccini e della legge sull'obbligo. 

 

«NON È IN DISCUSSIONE LA NECESSITÀ DI VACCINARSI»

Più volte la ministra Grillo ha ribadito che il provvedimento e l'auspicio di un dibattito sull'obbligo sancito col decreto dello scorso anno non mettono in dubbio l'utilità, la sicurezza e la necessità delle vaccinazioni pediatriche. Anzi, nel corso della conferenza stampa la ministra ha annunciato di aspettare un figlio e di volerlo vaccinare. La decisione ha comunque fatto discutere. La scelta di non chiedere adeguata documentazione sulle vaccinazioni ma lasciare all'autocertificazione il compito di garantire l'adempimento del dovere dei genitori delle famiglie ha preoccupato molti fra medici e genitori

 

COSA DICONO I PEDIATRI

Il Board del Calendario Vaccinale per la Vita (SIP - Società Italiana di Pediatria, SItI - Società Italiana di Igiene, FIMP - Federazione Italiana Medici Pediatri, FIMMG - Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) pensa ai bambini fragili che frequentano le comunità scolastiche, auspica un incontro con la ministra e dichiara di confidare «nella competenza e nel senso di responsabilità dell'onorevole Giulia Grillo, medico e Ministra della Salute, nel favorire le migliori condizioni in termini di sicurezza alla frequenza scolastica dei tanti bambini affetti incolpevolmente da patologie che non hanno reso possibile la vaccinazione e che li espongono a gravissimi rischi qualora contraessero malattie per le quali è attualmente prevista la vaccinazione per l'accesso scolastico».

 

COSA DICE L'ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITÀ

Ancora prima della conferenza stampa congiunta, l'Istituto Superiore di Sanità aveva diramato un comunicato per mettere in chiaro che in ballo c'è «la salute di tutti». «Dal 2014 l’Istituto, organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, ha segnalato ogni anno la crescente diminuzione in tutte le Regioni italiane di tutte le coperture vaccinali al di sotto della soglia di sicurezza del 95% raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che per questo ha richiamato l’Italia per due volte». Per questo è nata la legge. L'abbassamento delle coperture significa aprire la porta a nuovi contagi e nuove epidemie, a cui sono esposti i soggetti non vaccinati, molti dei quali non hanno potuto farlo perchè già in condizioni di fragilità. «In particolare, per la vaccinazione contro il morbillo la soglia di copertura era scesa all’85% per cento, ben 10 punti al di sotto della soglia necessaria per il controllo delle epidemie, anche a causa di una delle più grandi bufale della storia della scienza che aveva correlato questa vaccinazione all’insorgenza dell’autismo. In conseguenza di ciò, in Italia, a partire dall’inizio del 2017 ad oggi, un’epidemia di morbillo ha causato circa 7.000 infezioni, che hanno provocato complicanze gravi nel 40% dei casi e ben otto morti, tra i quali diversi bambini. Nella graduatoria mondiale di questa malattia l’Italia è preceduta solo da India, Nigeria, Pakistan e Romania». L'Iss riporta anche alcuni dati a supporto dell'utilità del decreto sull'obbligo, in vigore da troppo poco tempo probabilmente per trarre conclusioni consistenti, ma che ha portato a casa un aumento delle coperture di un punto e mezzo percentuale per quanto riguarda il vaccino esavalente e di ben 4,5 punti percentuali per quanto riguarda il morbillo. Ancora troppo poco.

 

COPERTURE VACCINALI: IL QUADRO ATTUALE

Non c'è solo il morbillo, che secondo l'Organizzazione mondiale della sanità avrebbe dovuto scomparire dall'Europa nel 2015. L'Iss parla del tetano, non trasmissibile, ma pericoloso: "circa 60 casi e 20 morti l’anno»; la difterite, che non ha dato casi in Italia (ma in Europa sì), e per la quale sono da segnalare «tre forme di difterite cutanea segnalate nel 2017 causate da ceppi non tossinogenici, che tuttavia potrebbero subire trasformazioni e diventare pericolosi»; le infezioni da Haemophilus influenzae, «nel 2016 sono stati segnalati 140 casi di malattia batterica invasiva da con aumento dei casi a seguito della diminuzione delle coperture vaccinali»; la pertosse «circa mille casi di pertosse l’anno con tendenza all’aumento; la parotite con «ripetuti focolai epidemici sul territorio nazionale»; la rosolia, con coperture inadeguate e 163 casi in gravidanza e 77 casi di rosolia congenita segnalati fra il 2005 e il 2015 congenita (un nato morto, un aborto spontaneo e 32 interruzioni volontarie di gravidanza).

L'auspicio dell'Iss è: «Pertanto, a prescindere dalle misure che si intendono implementare, è doveroso fare di tutto per continuare a mantenere il trend positivo in atto al fine di garantire adeguate coperture vaccinali». Forte e chiaro.

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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