Polmoniti: i numeri salgono se di mezzo c’è l’influenza
Non avrà la portata assunta lo scorso anno, ma il picco dell'epidemia influenzale è alle porte. Per le prime settimane del nuovo anno è infatti previsto un rapido aumento dei contagi, che contribuirà a determinare buona parte dei casi stimati per l'intera stagione: all'incirca tre milioni, meno della metà rispetto a quelli conteggiati un anno fa.
Come al solito, l'influenza porterà con sé un carico di malattie, che colpiranno soprattutto gli anziani (i più esposti alle complicanze dell’influenza) e i bambini (numericamente, i più colpiti dal virus). Tra queste ci sono le infezioni respiratorie, che nella precedente stagione sono state la causa di poco più di 100 decessi provocati dalle complicanze dell'influenza.
A ricordare il peso dell'influenza è uno studio pubblicato sulle colonne della rivista The Lancet Respiratory Medicine, volto a stimare il carico di decessi e disabilità provocati dalle complicanze respiratorie dell'infezione nel 2017.
Nella ricerca, sono stati considerati i casi di polmonite e di bronchiolite che, se sviluppate dagli anziani, possono risultare letali. I numeri danno l'idea dell'impatto che l'influenza ha sulla salute della popolazione: 145mila i decessi a essa attribuibili, considerando i pazienti di tutte le età.
Ma a impressionare di più sono i dati relativi ai ricoveri: oltre 9,4 milioni, per un totale di 81,5 milioni di giorni di degenza. Considerando il totale dei casi di polmonite e di bronchiolite, è stato stimato che poco più di un caso su dieci è maturato in seguito alle complicanze dell'influenza.